In questo approfondimento vedremo insieme quanto dura la Pensione sociale (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).
Indice
Cos’è e quanto dura la Pensione sociale?
La Pensione sociale è una prestazione economica di tipo assistenziale, introdotta dall’articolo 26 della legge numero 153 del 1969, che l’INPS eroga in favore di persone in condizioni economiche disagiate, al compimento del 67° anno di età.
Questa misura è rimasta in vigore fino all’avvento della legge numero 335 del 1995 (la cosiddetta riforma Dini), che ha trasformato la Pensione sociale in Assegno sociale.
L’Assegno sociale (un tempo Pensione sociale) non ha una durata prestabilita e non va rinnovato. Il diritto rimane fino alla morte (la prestazione non è reversibile, dunque non spetta ai familiari superstiti del titolare) oppure fino a quando si rispettano i requisiti reddituali indicati dalla normativa.
L’Assegno sociale o la Pensione sociale possono essere sospesi anche quando il titolare soggiorna all’estero per più di 29 giorni. Dopo un anno dalla sospensione, la prestazione è revocata.
Ricordiamo che se il titolare dell’Assegno sociale dovesse essere ricoverato in un istituto a spese dello Stato, la misura verrà ridotta:
- del 50% se la retta è totalmente a carico dello Stato;
- del 25% se la retta è pagata dal titolare o dai suoi familiari e ha un importo inferiore alla metà dell’Assegno sociale;
- nessuna diminuzione se la retta ha un importo superiore al 50% dell’Assegno sociale.
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Quali sono i requisiti per l’Assegno sociale?
Infatti, per avere diritto all’Assegno sociale, oltre a rispettare il requisito anagrafico (67 anni di età) e risiedere stabilmente in Italia, è necessario anche rientrare in determinate soglie di reddito.
Con un reddito personale pari a 0 euro, l’Assegno sociale spetta in misura piena, ovvero 534,41 euro al mese, per 13 mensilità.
Con un reddito personale superiore a 0 euro, ma inferiore a 6.947,33 euro annui, l’Assegno sociale spetta in misura ridotta. L’importo sarà dato dalla differenza tra il valore massimo di reddito e il reddito personale.
Se è presente anche il coniuge, va considerato il reddito complessivo, che non deve superare i 13.894,66 euro annui.
La sospensione e la revoca dell’Assegno sociale scatta quando il reddito personale o complessivo supera le soglie appena indicate. A quel punto il diritto alla prestazione cessa di esistere.
Quali redditi si considerano per l’Assegno sociale?
Ai fini del calcolo del reddito personale o complessivo si considerano i redditi assoggettabili all’IRPEF al netto dell’ imposizione fiscale e contributiva oltre a quelli esenti da imposta, come le prestazioni assistenziali erogate dallo Stato (pensione di invalidità civile, cecità civile, sordità, le pensioni di guerra, le rendite vitalizie erogate dall’INAIL, le pensioni privilegiate ordinarie tabellari per infermità contratte durante il servizio di leva, ecc.).
Rientrano nel calcolo del reddito per l’Assegno sociale anche i redditi con ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva, come gli interessi bancari e postali, gli interessi sui BOT e CCT, e altro ancora.
Stesso discorso per gli assegni alimentari corrisposti a norma del codice civile.
Ricordiamo che, in sede di prima liquidazione, si considerano i redditi conseguiti nello stesso anno, mentre per gli anni successivi, si prendono in considerazione i redditi dell’anno precedente, ad eccezione di quelli provenienti dalle pensioni, sempre relativi all’anno in corso.
Quali redditi non si considerano per l’Assegno sociale?
I redditi non influenti per il calcolo del reddito ai fini del diritto all’Assegno sociale, sono:
- Trattamenti di fine rapporto;
- le competenze arretrate soggette a tassazione separata;
- il reddito della casa di abitazione;
- l’importo dell’ assegno sociale del richiedente;
- i trattamenti di famiglia comunque denominati;
- l’1/3 dell’importo della pensione liquidata secondo il sistema contributivo nel limite massimo equivalente ad 1/3 dell’importo dell’assegno;
- l’indennità di accompagnamento di ogni tipo;
- le prestazioni indennitarie erogate dalle Regioni e Province autonome;
- gli assegni per l’assistenza personale continuativa erogati dall’INAIL nei casi di invalidità permanente assoluta;
- gli assegni per l’assistenza personale e continuativa erogati dall’Inps ai pensionati per inabilità;
- l’indennità di comunicazione per i sordi, di cui all’articolo 4 della legge 21 novembre 1988, n. 508;
- l’assegno vitalizio erogato agli ex combattenti della guerra 15/18 e precedenti;
- l’assegno vitalizio a favore dei perseguitati politici e razziali;
- i soprassoldi (ovvero compensi speciali) connessi alle Medaglie al Valor Militare;
- le pensioni o assegni connessi alle decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia.

Faq su Pensione e Assegno sociale
La Pensione sociale è esportabile all’estero?
No, la prestazione ha una natura assistenziale e non può essere esportata. Significa che il cittadino che la percepisce non può trasferirsi e risiedere all’estero.
La Pensione sociale è reversibile?
No, la Pensione sociale non è reversibile, ovvero alla morte del titolare, il diritto cessa di esistere e non si trasferisce al familiare superstite, come, invece, avviene con le pensioni.
Come fare domanda per l’Assegno Sociale nel 2024?
Per ottenere l’Assegno sociale nel 2024 è necessario presentare domanda online all’INPS attraverso il servizio dedicato.
In alternativa, si può presentare la domanda tramite:
- Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;
- enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.
Cosa prevede l’Assegno Sociale per chi non ha contributi?
L’Assegno sociale non dipende dai contributi versati, dato che molti beneficiari potrebbero non aver mai lavorato formalmente o versato contributi sufficienti.
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