Oggi vi parliamo di pensione sospesa e modello RED: chi rischia a settembre? (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).
Indice
Cos’è il modello RED?
Quando parliamo di modello RED ci riferiamo alla dichiarazione della situazione reddituale, ovvero la dichiarazione dei redditi obbligatoria per quei pensionati titolari di prestazioni previdenziali o assistenziali collegate al reddito.
Se la prestazione richiede anche la dichiarazione dei redditi del coniuge, questa va presentata allo stesso modo, come dispone la circolare INPS numero 195 del 30 novembre 2015.
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Modello RED: chi può non presentarlo?
La presentazione del modello RED è obbligatoria, dal momento che il reddito è soggetto a variazioni.
Va presentato ogni anno all’INPS, a meno che il pensionato non abbia già presentato il modello 730 o Redditi PF all’Agenzia delle Entrate, dichiarando i suoi redditi e, se occorre, quelli del nucleo familiare.
In questo caso, l’INPS acquisirà automaticamente le informazioni reddituali del pensionato, senza che questi debba presentare il modello RED.
Modello RED: entro quando va presentato?
Solitamente la scadenza dei termini per la presentazione del modello RED è fissata al 28 febbraio del secondo anno successivo a quello cui si riferiscono i redditi dichiarati.
Dunque, quest’anno i pensionati titolari di prestazioni collegate al reddito dovevano presentare il modello RED relativo alla situazione reddituale del 2021.
L’INPS non invia alcuna comunicazione cartacea al pensionato, che dovrà mettersi in regola autonomamente, entro i termini stabiliti dall’ente previdenziale.
Modello RED non presentato: cosa si rischia?
Se il pensionato disattende l’obbligo di presentazione del modello RED relativo alle dichiarazioni reddituali del 2021, l’INPS procederà con la sospensione temporanea della prestazione o della parte di prestazione legata al reddito (assegni familiari, maggiorazioni, integrazioni al minimo, reversibilità…).
Ricostituzione reddituale: le tempistiche
Il termine ultimo per presentare la ricostituzione reddituale all’INPS è fissato per il 15 settembre 2023: entro questa data, i pensionati obbligati a farlo, sono chiamati a mettersi in regola.
Le tempistiche per inviare la ricostituzione reddituale, sono le seguenti:
- entro 60 giorni dall’invio della comunicazione dell’INPS, i pensionati interessati dovranno comunicare i redditi posseduti inviando la domanda telematica di “Ricostituzione reddituale”;
- se dopo 60 giorni dall’invio della comunicazione, il pensionato interessato non dovesse inviare la domanda di ricostituzione reddituale all’INPS, l’istituto sospenderà la prestazione con azzeramento della prima rata utile comunicandolo all’interessato tramite raccomandata A/R;
- trascorsi 120 giorni dalla data di sospensione, se l’INPS non avrà ricevuto alcun riscontro da parte del pensionato interessato, l’istituto revocherà la prestazione e calcolerà l’importo a debito relativo agli anni di reddito non dichiarati. La comunicazione di revoca viene inviata con raccomanda A/R.
Per quali prestazioni si presenta il modello RED?
Hanno dovuto presentare il modello RED, in quanto titolari di queste prestazioni collegate al reddito:
- pensione di inabilità;
- assegno mensile di assistenza (articolo 13 della legge n. 118/1971);
- pensione ai ciechi civili;
- pensione ai sordi;
- Assegno sociale.
Modello RED: chi è obbligato a presentarlo?
Sono obbligati a presentare il modello RED, i pensionati che:
- non presentano al Fisco la dichiarazione dei redditi e possiedono altri redditi rilevanti sulla prestazione in godimento, oltre la pensione (ad esempio, l’abitazione principale e pertinenze e/o terreni di valore inferiore a 185,92 euro);
- presentano la dichiarazione dei redditi al Fisco senza dichiarare integralmente i propri redditi rilevanti sulla prestazione in godimento;
- presentano la dichiarazione dei redditi al Fisco, ma il coniuge o un altro familiare rilevante ha redditi che incidono sulla prestazione e non sono stati dichiarati al Fisco;
- presentano la dichiarazione dei redditi al Fisco, ma i redditi rilevanti sono stati dichiarati in modo non funzionale alla dichiarazione previdenziale.
Per quanto riguarda i pensionati con più di 75 anni di età, questi devono presentare il modello RED soltanto se:
- nell’ultima dichiarazione reddituale (RED) disponibile negli archivi dell’INPS hanno dichiarato di aver prodotto almeno un reddito, oltre a quello della pensione;
- nel nucleo familiare reddituale (RED), vi sia un soggetto di età inferiore a 75 anni.

Faq su modello RED e pensioni
Cosa si intende per limite di reddito?
Il limite di reddito è l’ammontare massimo di reddito che una persona può guadagnare per poter avere diritto alla pensione di invalidità. Superato questo limite, la persona potrebbe non essere più considerata idonea per ricevere tale beneficio.
Quale reddito non bisogna superare per avere la pensione di invalidità?
Per avere diritto alla pensione di invalidità, è necessario non superare un certo livello di reddito. Nel 2023, il limite massimo di reddito per poter richiedere questa pensione è di 5.391,88 euro per l’assegno mensile e di 17.920,00 per la pensione di inabilità civile, al di sopra del quale non si potrebbe beneficiare della pensione di invalidità.
Chi ha diritto alla pensione minima INPS?
Hanno diritto alla pensione minima INPS i titolari di una pensione molto bassa che hanno difficoltà a sostenere tutte le spese previste.
Includono:
- pensioni di vecchiaia;
- pensioni anticipate di anzianità;
- pensioni di reversibilità,
- pensioni ai superstiti.
Non sono incluse le pensioni interamente calcolate con il sistema contributivo, ad eccezione di Opzione Donna.
Quali sono i redditi da escludere per il calcolo dell’integrazione minima?
Nel calcolo del reddito per richiedere la pensione minima, vengono esclusi:
- i redditi esenti da IRPEF (come le pensioni di guerra, le rendite INAIL, le pensioni di invalidità civile);
- i redditi della casa in cui si vive;
- le pensioni da integrare al minimo;
- gli arretrati soggetti a tassazione separata.
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