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Pensioni 2024, aggiornati i coefficienti per il calcolo

Pensioni 2024: aggiornati i coefficienti per calcolare l’importo. Sarà ora possibile calcolare correttamente gli importi previsti per chi ha una pensione che decorre dal 2024. Vediamo cosa cambia e perché.

di Redazione

Marzo 2024

Pensioni 2024: aggiornati i coefficienti per calcolare l’importo. Ora potrai determinare con esattezza a quanto ammonta una pensione con decorrenza 2024. In pratica l’INPS ha inserito l’aumento del 5,4% che equivale alla rivalutazione delle retribuzione in base al costo della vita. Vediamo cosa cambia. (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensioni 2024, come cambia il calcolo degli importi

L’INPS, ha aggiornamento i coefficienti per calcolare l’importo della pensione, sono stati aumentati del 5,4% rispetto al 2023. È un cambiamento importante e riguarda in particolare chi sta per andare in pensione. L’aggiornamento consente di calcolare con esattezza l’importo delle pensioni con decorrenza nel 2024.

I coefficienti sono fondamentali per determinare le retribuzioni. In particolare per le anzianità di servizio accumulate fino al 31 dicembre 1995, e, per coloro che avevano raggiunto 18 anni di contributi a quella data, estesi fino al 31 dicembre 2011.

Dettaglio dell’aggiornamento dei coefficienti

L’aggiornamento dei coefficienti (reso noto con il messaggio INPS n. 840/2024), interessa dunque la modalità con cui vengono calcolate le pensioni. Questi coefficienti servono a definire la media delle retribuzioni percepite, che ovviamente influisce sull’ammontare delle pensioni.

(Per calcolare l’importo delle pensioni verifica in questo post anche quali solo le aliquote.)

Il sistema di calcolo riguarda chi ha versamenti presso l’assicurazione generale obbligatoria per i lavoratori dipendenti, le gestioni speciali per i lavoratori autonomi come artigiani, commercianti e altri, comprese le gestioni sostitutive.

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Calcolo retributivo

Il calcolo retributivo resta una componente essenziale nel sistema pensionistico per chi ha accumulato anzianità contributiva fino al 31 dicembre 1995. Questa metodologia è stata ufficialmente abbandonata dall’1 gennaio 2012, ma continua a essere utilizzata per calcolare le quote pensionistiche relative ai periodi lavorativi precedenti. La base di questo calcolo si fonda su due elementi principali:

  1. Il numero degli anni di contribuzione
  2. La media delle retribuzioni lorde aggiornate, riferite agli ultimi anni di attività lavorativa.

La prestazione pensionistica si calcola come il 2% del reddito pensionabile per ogni anno di contribuzione. Di conseguenza:

Le aliquote di rendimento decrescono man mano che aumenta la retribuzione pensionabile.

Due quote per la rendita

La rendita pensionistica si compone di due parti distinte, denominate quota A e quota B:

Per i lavoratori dipendenti, la base pensionabile della quota A deriva dalla media degli stipendi degli ultimi 5 anni prima della pensione. Per la quota B, invece, si calcola dalla media annua delle retribuzioni degli ultimi 10 anni se il lavoratore ha almeno 15 anni di contributi al 31 dicembre 1992, o dalla media degli ultimi cinque anni di retribuzione più quelle percepite dal 1° gennaio 1993 fino alla pensione, se i contributi sono inferiori a 15 anni.

Questa tabella, fino al 2025, può essere indicativa.

ANNOQUOTA AQUOTA B
202411
202311
20221,0541,0647
20211,13941,1619
20201,1611,1956
20191,1611,2072
20181,16691,2248
20171,17971,2499
20161,19261,2756
20151,19261.2875
20141,19261,2995
20131,1951,3138
20121,20821,3408
20111,24511,3937
20101,27851,4441
20091,29881,4795
20081,30831,5036
20071,35021,5657
20061,3741,6064
20051,40131,6525

La rivalutazione all’inflazione

La rivalutazione all’inflazione assicura che gli importi utilizzati per il calcolo della pensione non siano quelli effettivamente ricevuti in busta paga, ma valori modificati in base all’inflazione, con l’esclusione dell’anno di decorrenza della pensione e quello immediatamente precedente.

Dopo anni di inflazione molto alta, con un picco dell‘8,1% nel 2022 e del 5,4% nel 2023, l’aggiustamento per l’inflazione porta benefici notevoli. Ad esempio, uno stipendio di 30.000 euro nel 2020, una volta rivalutato per l’inflazione, può valere 34.830 euro (+16%) per la quota A della pensione e 35.868 euro (+19%) per la quota B.

Il calcolo della rendita con le quote aggiuntive

È importante ricordare che, per le pensioni con decorrenza dal 2012, il calcolo della rendita non si limita alle sole quote A e B, calcolate con il metodo retributivo, ma include anche una ulteriore quota (C). Si riferisce all’anzianità acquisita dopo il 31 dicembre 2011 per chi aveva accumulato 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, che precedentemente beneficiavano esclusivamente del calcolo retributivo. Per chi ha meno di 18 anni di contributi a quella data, la quota contributiva inizia dal 1° gennaio 1996.

Pensioni 2024, aggiornati i coefficienti per il calcolo
Nell’immagine un uomo cerca di calcolare la sua pensione con i nuovi coefficienti.

FAQ (domande e risposte)

Come sono aggiornati i coefficienti per le pensioni 2024?

Nel 2024, l’INPS ha implementato un aggiornamento dei coefficienti per il calcolo dell’importo delle pensioni. Questo aggiornamento comprende un aumento del 5,4% rispetto ai coefficienti precedenti. I coefficienti di rivalutazione servono per adeguare le retribuzioni passate al livello attuale del costo della vita, garantendo così che le pensioni riflettano l’inflazione e i cambiamenti economici intervenuti.

Quale aumento percentuale è stato applicato alle pensioni per il 2024?

Per le pensioni che decorrono nel 2024, l’INPS ha applicato un aumento percentuale del 5,4%. Questo incremento si basa sull’aumento dei costi della vita, consentendo così che gli importi delle pensioni mantengano il loro potere d’acquisto in un contesto economico in evoluzione.

Quali anni di contribuzione influenzano il calcolo delle pensioni 2024?

Il calcolo delle pensioni per il 2024 tiene in considerazione le anzianità di contribuzione fino al 31 dicembre 1995. Per coloro che avevano raggiunto i 18 anni di contributi a quella data, si considerano anche gli anni di contribuzione fino al 31 dicembre 2011. Questo intervallo di tempo è determinante per calcolare la base pensionabile annua e l’importo finale della pensione.

Come si calcola l’importo delle pensioni con decorrenza nel 2024?

Per calcolare l’importo delle pensioni nel 2024, l’INPS utilizza i coefficienti di rivalutazione per determinare la media delle retribuzioni pensionabili. La prestazione pensionistica è calcolata come il 2% del reddito pensionabile per ogni anno di contribuzione. Inoltre, si considerano due quote per la rendita: quota A per le anzianità fino al 31 dicembre 1992 e quota B per le anzianità dal 1 gennaio 1993 al 31 dicembre 2011, o al 31 dicembre 1995 se i contributi sono inferiori a 18 anni.

Quali sono le componenti della rendita pensionistica nel 2024?

La rendita pensionistica per il 2024 si compone di due quote principali: quota A e quota B. La quota A si basa sulle retribuzioni medie degli ultimi 5 anni di lavoro fino al 1992, mentre la quota B si calcola sulla base delle retribuzioni medie degli ultimi 10 anni o degli ultimi 5 anni a seconda del numero di anni di contribuzione. Inoltre, per chi ha iniziato a contribuire dopo il 2012, si aggiunge una quota C basata sull’anzianità acquisita dopo il 31 dicembre 2011.

Come influisce l’inflazione sul calcolo delle pensioni 2024?

L’inflazione ha un impatto significativo sul calcolo delle pensioni, in quanto gli importi utilizzati per il conteggio vengono rivalutati per tenere conto dell’aumento dei prezzi e dell’inflazione stessa. Gli anni recenti hanno visto inflazioni elevate, e per mantenere il valore reale delle pensioni, l’INPS esclude l’anno di decorrenza e quello precedente nel calcolo, assicurando così che le pensioni riflettano fedelmente il potere d’acquisto reale dei pensionati.

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