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Pensioni anticipate, sono troppe

Le pensioni anticipate sono troppe e la spesa assistenziale è aumentata più del 100% negli ultimi dieci anni.Il sistema previdenziale è in bilico, soprattutto se si aggiunge un altro dato: il calo demografico. Lo studio di Itinerari prevendiali oltre a tracciare il quadro della situazione indica le possibili vie d’uscita.

di Redazione

Gennaio 2024

Pensioni anticipate, sono troppe: tante misure, diversificate tra loro generano una spesa eccessiva e molta confusione. Ma nell’analisi di Itinerari previdenziali c’è anche altro: la spesa assistenziale è raddoppiata negli ultimi anni: un costo insostenibile e pochi miglioramenti per i cittadini. Vediamo nel dettaglio. (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Assistenza e pensioni anticipate: il sistema non regge

Nel 2022, i costi dell’assistenza in Italia hanno raggiunto la cifra imponente di 157 miliardi di euro. Questa somma, cresciuta del 126% in dieci anni, pesa notevolmente sul bilancio nazionale.

L’Impatto delle pensioni anticipate

Si è verificato poi un incremento nel numero di pensionamenti assistiti, sia totali che parziali, che hanno raggiunto i 6,55 milioni. Questo gruppo ora costituisce il 40,61% dei beneficiari delle prestazioni pensionistiche. Un aumento così marcato solleva interrogativi sulla sostenibilità a lungo termine del sistema previdenziale.

Separazione tra previdenza e assistenza

Il rapporto del Centro studi e ricerche “Itinerari previdenziali”, guidato dall’ex sottosegretario al Lavoro Alberto Brambilla, ha evidenziato la necessità di una distinzione più netta tra previdenza e assistenza. Questo passaggio è ritenuto importante per contenere le spese e mantenere la sostenibilità del sistema.

Il rapporto attivi-pensionati e la soglia di sicurezza

Il sistema previdenziale, nonostante le difficoltà, dimostra una certa resistenza. Il rapporto attivi-pensionati si è attestato a 1,4443, al di sotto della soglia di sicurezza di 1,5. Questo dato suggerisce che, nonostante le criticità, il sistema può ancora reggere, ma richiede interventi mirati e decisioni strategiche.

Strategie per un sistema sostenibile

Per assicurare la tenuta del sistema nel medio e lungo termine, è fondamentale operare scelte ponderate su politiche attive del lavoro, età di pensionamento, e anticipi pensionistici. In particolare, è suggerita la riduzione dei canali di uscita anticipata, una mossa ritenuta essenziale per alleggerire il carico sul sistema previdenziale.

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Il welfare costa  559,5 miliardi: +6,2% sull’anno precedente

Nel 2022, il costo totale del welfare in Italia ha raggiunto la cifra impressionante di 559,5 miliardi di euro, marcando un incremento del 6,2% rispetto all’anno precedente.

C’è stato un investimento di ben 32,656 miliardi di euro in più rispetto al precedente anno fiscale. È un dato che riflette l’impegno crescente dello Stato nelle aree di pensioni, sanità e assistenza.

Analisi della spesa per prestazioni sociali

Interessante notare che la spesa per le prestazioni sociali ha assorbito oltre la metà della spesa pubblica totale, raggiungendo il 51,65%. Questo dato sottolinea quanto sia rilevante l’impatto del welfare sul bilancio nazionale.

Confronto con il decennio precedente

Guardando a un arco temporale più ampio, rispetto al 2012, la spesa per welfare è aumentata di 127,5 miliardi di euro, equivalenti a un incremento del 29,4%. Questo incremento mostra un cambiamento significativo nel modo in cui il welfare viene gestito e finanziato in Italia.

Implicazioni per il sistema di welfare

Questa crescita dei costi del welfare, che si concentra soprattutto sugli oneri assistenziali, pone delle sfide importanti. In dieci anni, questi oneri sono aumentati del 126,3%, rispetto a un aumento del 17% per la spesa previdenziale. Questa discrepanza indica la necessità di una riflessione profonda e di eventuali riforme nel sistema del welfare italiano, puntando a una gestione più sostenibile delle risorse.

I pensionati assistiti sono più di 6,5 milioni

Nel 2022, il numero di pensionati assistiti in Italia ha superato dunque i 6,5 milioni. Questo dato rappresenta un problema per il sistema previdenziale, che deve ora sostenere un numero crescente di beneficiari.

Dettagli sui trattamenti assistenziali

Il report del 2022 evidenzia che sono stati erogati 4.146.120 trattamenti di natura interamente assistenziale, tra cui invalidità civile, accompagnamento, assegni sociali e pensioni di guerra. Nonostante il calo delle pensioni di guerra, il costo totale di questi trattamenti ha raggiunto i 21,486 miliardi di euro.

La complessità del sistema assistenziale

Una sfida particolare è data dal fatto che una singola persona può ricevere più prestazioni. Di fatto, 3.746.753 cittadini ricevono trattamenti totalmente assistiti. Inoltre, nel 2022 sono state erogate 6.751.556 prestazioni parzialmente assistite, includendo integrazioni al minimo, maggiorazioni sociali e importi aggiuntivi. In totale, 2.804.780 pensionati hanno beneficiato di queste prestazioni.

La percentuale di pensionati totalmente o parzialmente assistiti raggiunge il 40,61% del totale dei beneficiari delle prestazioni pensionistiche. Questo rapporto evidenzia la pressione crescente sul bilancio previdenziale e la necessità di riforme mirate per garantire la sostenibilità a lungo termine del sistema.

L’assistenza vale 157 miliardi

Nel 2022, il valore complessivo delle attività assistenziali in Italia ha raggiunto una cifra imponente di 157 miliardi di euro. Somma in aumento rispetto ai 144,2 miliardi del 2021.

L’evoluzione della spesa assistenziale

Dal 2008, la spesa per l’assistenza è più che raddoppiata, passando da 73 miliardi a 157 miliardi. Questo aumento si traduce in un tasso di crescita annuo del 7,67%, che è addirittura tre volte superiore a quello della spesa per le pensioni.

Il contesto economico e sociale

Questi dati emergono in un contesto in cui il debito pubblico italiano si avvicina pericolosamente ai 3.000 miliardi di euro. Inoltre, secondo le statistiche dell’ISTAT, il numero di persone in povertà continua a salire. Questa situazione sottolinea una gestione delle risorse che, secondo lo studio, non è solo onerosa ma anche inefficace.

Lo studio “Itinerari previdenziali” critica fortemente l’attuale gestione delle risorse, affermando che l’Italia non solo spende molto, ma spende anche in modo non ottimale. Si pone l’accento sulla necessità di rivedere e ottimizzare le politiche di spesa, in particolare in un settore così vitale come quello dell’assistenza.

Spesa pensioni al 12,97% del Pil

Nel 2022, la spesa pensionistica in Italia ha raggiunto una quota significativa del prodotto interno lordo (PIL), attestandosi al 12,97%. Un dato che segna una riduzione rispetto al 13,42% dell’anno precedente, indicando un cambiamento nella gestione delle risorse pensionistiche.

Dettagli sulla spesa pensionistica

Il valore totale della spesa pensionistica, che include prestazioni per invalidità, vecchiaia e superstiti (IVS), è stato di 247,588 miliardi di euro. Questa cifra, pur essendo elevata, mostra una tendenza alla diminuzione rispetto agli anni precedenti.

Se si escludono gli oneri assistenziali, come le maggiorazioni sociali, le integrazioni al minimo e i Gias per i dipendenti pubblici, che ammontano a 23,793 miliardi di euro in totale, la spesa pensionistica sul PIL scenderebbe all’11,72%. Questo dato è in linea con la media Eurostat.

Confronto con le stime Eurostat

Le prime stime Eurostat sul 2022 indicano un rapporto spesa-PIL per le pensioni di vecchiaia, anticipate e superstiti del 16,7%. Questa discrepanza nei numeri sottolinea l’importanza di una corretta valutazione e interpretazione dei dati per evitare sovrastime che potrebbero portare a decisioni politiche ed economiche inadeguate.

Troppe pensioni anticipate: la proposta

Il dibattito si concentra dunque su come rendere il sistema più sostenibile e equo. Lo studio di “Itinerari previdenziali” offre una proposta per affrontare questa sfida.

Affrontare la transizione demografica

L’analisi sottolinea che l’Italia sta vivendo la più grande transizione demografica della sua storia. Di fronte a questo cambiamento, è fondamentale una revisione del sistema pensionistico che tenga conto dell’aumento dell’aspettativa di vita.

Un patto tra le forze politiche

Il presidente di “Itinerari previdenziali” invoca un “patto di non belligeranza” tra le forze politiche. L’obiettivo è collaborare per una riforma del sistema pensionistico che sia equa, sostenibile nel lungo termine e che rispetti l’evoluzione demografica e sociale.

Iniziative per la riforma delle pensioni anticipate

La proposta include diverse iniziative chiave:

  1. Innalzare gradualmente l’età di pensionamento: un aumento progressivo dell’età pensionabile per rispondere all’allungamento della vita media.
  2. Limitare le forme di anticipazione: ridurre i canali di pensionamento anticipato a pochi strumenti efficaci, come fondi esubero, isopensione e contratti di solidarietà.
  3. Bloccare l’anzianità contributiva: fissare l’anzianità contributiva a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 e 10 per le donne, con possibili riduzioni per categorie specifiche.
  4. Introdurre superbonus per chi lavora fino ai 71 anni: incentivare coloro che scelgono di rimanere nel mercato del lavoro oltre l’età pensionabile standard.
  5. Uniformare le regole di pensionamento: equiparare le regole per i cosiddetti contributivi puri a quelle degli altri lavoratori.
Pensioni anticipate, sono troppe
Nell’immagine una coppia prossima alla pensione valuta tutte le possibili pensioni anticipate.

FAQ (domande e risposte)

Quanto è aumentata la spesa assistenziale in Italia nel 2022?

Nel 2022, la spesa assistenziale in Italia ha raggiunto i 157 miliardi di euro, rappresentando un aumento significativo rispetto all’anno precedente. Rispetto al 2021, quando la spesa era di 144,2 miliardi di euro, ciò rappresenta un incremento di circa 12 miliardi di euro. Questa crescita segna un trend rilevante negli oneri a carico dello Stato per l’assistenza.

Qual è il rapporto attivi-pensionati nel sistema pensionistico italiano?

Il rapporto attivi-pensionati nel sistema pensionistico italiano nel 2022 si è attestato a 1,4443. Questo valore, pur essendo un miglioramento rispetto a periodi precedenti, rimane al di sotto della soglia di sicurezza considerata di 1,5. Questo rapporto riflette la pressione sul sistema pensionistico causata dall’aumento del numero di pensionati e dalle dinamiche demografiche del Paese.

Quale percentuale del PIL rappresenta la spesa pensionistica nel 2022?

Nel 2022, la spesa pensionistica in Italia ha rappresentato il 12,97% del PIL. Questa percentuale è leggermente inferiore rispetto all’anno precedente, che era del 13,42%. Tuttavia, se si escludono gli oneri assistenziali per maggiorazioni sociali e altre forme di sostegno, la percentuale scende all’11,72%, mostrando una spesa pensionistica che è più in linea con la media Eurostat.

Quali sono le proposte di “Itinerari previdenziali” per le pensioni anticipate?

“Itinerari previdenziali” propone di affrontare il problema delle pensioni anticipate attraverso una serie di misure. Queste includono l’innalzamento graduale dell’età di pensionamento, la limitazione delle forme di anticipazione pensionistica a strumenti più efficaci come i fondi esubero e isopensione, e il blocco dell’anzianità contributiva agli attuali limiti di età. Inoltre, suggeriscono superbonus per chi rimane al lavoro fino ai 71 anni e l’equiparazione delle regole di pensionamento tra diversi tipi di lavoratori.

Qual è il costo totale delle attività assistenziali nel 2022?

Il costo totale delle attività assistenziali nel 2022 in Italia è stato di 157 miliardi di euro. Questo ammontare copre diversi tipi di trattamenti assistenziali, inclusi quelli per invalidità civile, accompagnamento, assegni sociali e pensioni di guerra, nonostante il calo delle pensioni di guerra.

Come si confronta la spesa per welfare con quella degli anni precedenti?

La spesa per welfare in Italia nel 2022 ha raggiunto i 559,513 miliardi di euro, con un aumento del 6,2% rispetto all’anno precedente. Questo aumento fa parte di una tendenza più ampia, con la spesa per welfare che è cresciuta di 127,5 miliardi di euro nell’ultimo decennio, ovvero un aumento del 29,4%. La crescita dei costi del welfare è attribuita principalmente agli oneri assistenziali, che sono aumentati del 126,3% negli ultimi dieci anni, molto più rapidamente della spesa previdenziale. Questa tendenza evidenzia la crescente pressione sul bilancio dello Stato per fornire servizi di welfare.

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