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Pensioni mamme: quando spettano più soldi

Pensioni per mamme con figli: quando spettano più soldi? Ecco tutti i bonus, gli sconti e le agevolazioni pensionistiche rivolte alle lavoratrici madri.

di Carmine Roca

Marzo 2024

In questo approfondimento parleremo di pensioni per mamme con figli: quando spettano più soldi? (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensioni per mamme con figli: cosa sapere?

Cosa significa “pensioni per mamme con figli”? Esistono davvero misure pensionistiche rivolte alle lavoratrici mamme?

Sì, anche se non c’è una vera e propria pensione per mamme con figli, alcune misure consentono alle donne lavoratrici che hanno avuto uno o più figli di anticipare l’accesso alla pensione o di aumentare l’importo dell’assegno.

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Pensioni per mamme con figli: cos’è il bonus mamme?

Iniziamo dal bonus mamme sulla pensione introdotto dalla legge numero 335 del 1995 (riforma Dini).

Lo Stato ha riconosciuto diverse agevolazioni per le mamme lavoratrici, a partire dall’aumento dell’importo dell’assegno, ma solo quando questo è liquidato con le regole del contributivo.

Cosa significa? Che il bonus spetta solo a quelle lavoratrici che hanno maturato l’intera anzianità contributiva a partire dal 1° gennaio 1996 e hanno avuto almeno un figlio. Spetta anche alle lavoratrici che hanno effettuato il computo nella gestione separata.

L’agevolazione è garantita dall’articolo 1, comma 40, lettera c) della legge numero 335 del 1995. Come funziona? Al momento della liquidazione della pensione, la lavoratrice può optare per un coefficiente di trasformazione più elevato e quindi più favorevole, che si tradurrà in un assegno più ricco.

La lavoratrice che ha avuto uno o due figli avrà diritto a un coefficiente di trasformazione maggiorato di un anno, mentre la lavoratrice con tre o più figli avrà diritto a un coefficiente di trasformazione maggiorato di due anni.

Pensioni per mamme con figli: esempi del bonus mamme

Per fare un esempio, prendiamo una donna lavoratrice mamma di 62 anni, con due figli, l’intera anzianità contributiva maturata dal 1996 in poi e un montante contributivo di 180.000 euro.

Se non avesse avuto figli sarebbe andata in pensione con un coefficiente di trasformazione del 4,882% e una pensione lorda annua di 8.800 euro circa. Avendo avuto due figli è come se accedesse alla pensione a 63 anni e, quindi, con un coefficiente di trasformazione più vantaggioso, pari al 5,028%, che si tradurrà in un importo lordo annuo di 9.100 euro circa, pari a 300 euro lordi in più l’anno.

Per fare un altro esempio, prendiamo una donna di 65 anni con tre figli e un montante contributivo di 200.000 euro. Se non avesse avuto figli sarebbe andata in pensione con un coefficiente di trasformazione del 5,352% e una pensione di 11.000 euro lordi circa. Con tre figli avuti, invece, avrà diritto a un coefficiente maggiorato di due anni (come se ne avesse 67), pari al 5,723% e a una pensione di 11.500 euro lordi circa, 500 euro in più l’anno.

Pensioni per mamme con figli: bonus contributivo e limiti

Il bonus contributivo per le mamme lavoratrici è altrettanto importante ai fini del raggiungimento delle soglie minime per l’accesso alla pensione.

Ricordiamo che i contributivi puri con 67 anni di età e 20 anni di contributi, per poter andare in pensione devono aver maturato un assegno che sia pari o superiore all’importo dell’Assegno sociale (534,41 euro, nel 2024).

Per quanto riguarda la pensione anticipata contributiva, invece, oltre ad aver compiuto almeno 64 anni di età e versato almeno 20 anni di contributi, occorre aver maturato un assegno pari a 3 volte l’Assegno sociale (1.603,23 euro, nel 2024).

Ma se la lavoratrice ha avuto almeno un figlio, le “basterà” aver maturato un assegno pari almeno a 2,8 volte l’Assegno sociale (1.496,35 euro, nel 2024). Infine, con due o più figli avuti, il limite scende a 2,6 volte l’Assegno sociale (1.389,47 euro, nel 2024).

Pensioni per mamme con figli: sconti contributivi, quali?

La riforma Dini, inoltre, riconosce anche la possibilità, alle mamme lavoratrici, di anticipare l’accesso alla pensione.

È riconosciuto uno sconto di 4 mesi per ogni figlio avuto fino a un massimo di 12 mesi (un anno), sia per l’accesso alla pensione di vecchiaia che per quella anticipata contributiva.

Pensioni per mamme con figli: contributi figurativi

Alle mamme è riconosciuta la possibilità di richiedere una contribuzione figurativa, fino a 170 giorni per ciascun figlio, per le assenze dal lavoro per periodi di educazione e assistenza di figli e figlie fino al 6° anno di età.

Inoltre spetta una contribuzione figurativa per 25 giorni l’anno – fino a un massimo di 24 mesi – per assenze dovute all’assistenza dei figli con disabilità (articolo 3, Legge 104 del 1992).

Pensioni per mamme con figli: l’Ape sociale donne

Oltre alla legge Dini esistono altri due bonus per le mamme lavoratrici.

Il primo è collegato all’Ape sociale e consente alle donne con un figlio di anticipare l’uscita di un anno e alle donne con due o più figli di anticipare l’accesso all’anticipo pensionistico di due anni.

Significa che l’accesso all’Ape sociale è possibile:

Pensioni per mamme con figli: Opzione Donna

Infine, anche Opzione Donna, dal 2023, è rivolta soprattutto alle donne lavoratrici e mamme.

L’età anagrafica di accesso è fissata a 61 anni (con 35 anni di contributi), ma se la lavoratrice ha avuto almeno un figlio può andare in pensione a 60 anni, mentre se ne ha avuti due o più di due può accedervi a 59 anni di età.

Pensioni per mamme con figli
Pensioni per mamme con figli: in foto una nonna, una mamma e due bambine.

Faq sulla pensione

Entro quando presentare domanda per l’Ape sociale?

La domanda per il riconoscimento del diritto all’accesso all’Ape sociale va presentata entro il 31 marzo dell’anno in corso. Si tratta di una procedura preliminare di accesso da inoltrare prima dell’invio della domanda di liquidazione dell’indennità. Entro il 30 giugno, l’INPS comunicherà l’esito dell’istruttoria delle domande di verifica delle condizioni presentate entro fine marzo.

Posso lavorare mentre aspetto l’approvazione dell’Ape Sociale 2024?

No, non puoi lavorare mentre aspetti che l’INPS decida se hai i requisiti per ottenere l’Ape sociale. Se accetti un lavoro, anche a tempo determinato o di collaborazione a termine, rischi di perdere l’accesso alla misura che permette il pensionamento anticipato.

Come cambiano i requisiti per l’Ape sociale nel 2024?

L’Ape sociale sarà accessibile per tutto il 2024 e i requisiti rimangono quasi inalterati. Per i disoccupati, le persone con una percentuale di invalidità di almeno il 74%, i lavoratori in attività gravose e coloro che assistono persone con handicap gravi, l’accesso sarà possibile con almeno 63 anni e cinque mesi di età.

Chi sceglie Opzione Donna può continuare a lavorare?

Sì, si può continuare a percepire la pensione di Opzione donna e continuare a svolgere un lavoro di tipo libero e autonomo. Qualora scegliessi di continuare a eseguire mansioni lavorative, sarai obbligata a versare contributi obbligatori previsti per i liberi professionisti.

Come richiedere la pensione anticipata nel 2024?

Leggi il nostro articolo che elenca alternative per la pensione anticipata spiegando quanto perde chi va in pensione prima.

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