privacy
Home / Lavoro » Lavoro e disabilità / Permessi 104 dipendenti pubblici
×
Lavoro e Pensioni
×
icona-ricerca

Permessi 104 dipendenti pubblici

Permessi con Legge 104 per dipendenti pubblici: come e a chi fare richiesta? Da quando decorrono? Ne parliamo in questo approfondimento.

di Carmine Roca

Ottobre 2023

In questo approfondimento parleremo di permessi con Legge 104 per dipendenti pubblici (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Permessi con Legge 104 per dipendenti pubblici

Anche i dipendenti pubblici possono beneficiare di tre giorni di permesso mensile, per assistere coniuge o familiari con disabilità grave, previsti dalla Legge 104 (articolo 3, comma 3).

I tre giorni di permesso mensile sono coperti da retribuzione, senza penalizzazioni, e da contribuzione figurativa.

Entra nella community, informati e fai le tue domande su YouTube e Instagram.

Per chi chiedere i permessi con Legge 104 per dipendenti pubblici?

Come detto in precedenza, è possibile beneficiare dei permessi retribuiti per l’assistenza a familiari a carico, come:

L’importante è che il disabile da assistere non sia ricoverato in ospedale: in quel caso, salvo casi eccezionali, non si avrebbe diritto ai permessi, in quanto la persona disabile non avrebbe bisogno di assistenza.

Differenza tra parentela e affinità

Per l’articolo 74 del Codice civile, la parentela è il vincolo che esiste tra persone che discendono da un antenato comune (anche fuori dal matrimonio).

La parentela può svilupparsi in due modi:

L’affinità è il legame che intercorre tra un coniuge e i parenti dell’altro coniuge (suoceri, cognati).

La legge precisa che ognuno è affine dell’altro coniuge nella stessa linea (retta o collaterale) e nel medesimo grado (primo, secondo, terzo) in cui è parente di uno dei coniugi.

Ci spieghiamo meglio: la suocera e il genero sono affini in linea retta e di primo grado, perché dopo il matrimonio si realizza il vincolo di affinità tra il genero e i parenti della moglie.

Permessi con Legge 104 per dipendenti pubblici: a chi richiederli?

I permessi retribuiti vanno richiesti al datore di lavoro, che nel pubblico impiego è il dirigente responsabile o un funzionario delegato a tale scopo. Il più delle volte la domanda va fatta pervenire presso l’ufficio del personale del proprio ente

Alla domanda va allegato il verbale di accertamento della condizione di handicap grave, in cui versa la persona da assistere. Vale anche il verbale provvisorio rilasciato dalla commissione di accertamento, almeno fino a quando l’interessato non riceverà il verbale definitivo da parte dell’INPS, tramite raccomandata.

Permessi con Legge 104 per dipendenti pubblici: la pianificazione delle assenze

Oltre a presentare la richiesta di permessi, il dipendente deve pianificare, con il suo datore di lavoro, una sorta di agenda mensile, dove distribuire giornate e ore di permesso, senza condizionare, in negativo, l’organizzazione aziendale.

Il datore di lavoro non può esimersi dal concedere i permessi retribuiti con la 104 al suo dipendente, potrebbe però richiedergli di rispettare le esigenze organizzative dell’azienda, che comunque non hanno la stessa priorità dello stato di salute del familiare da assistere.

A differenza del settore privato, nel settore pubblico interviene un’altra variabile: l’interesse pubblico da tutelare. Ma anche in questo caso, la priorità, per ovvi motivi, pende a favore dell’assistenza del disabile grave.

Da quando decorrono i permessi con la 104?

La domanda per i permessi per dipendenti pubblici, con la 104, ha validità a decorrere dalla sua presentazione.

Eventuali variazioni delle informazioni o delle situazioni autocertificate nella domanda dovranno essere comunicate all’ufficio del personale entro 30 giorni.

Permessi con Legge 104 per dipendenti pubblici
Permessi con Legge 104 per dipendenti pubblici: in foto una donna abbraccia alle spalle una donna disabile.

Faq sui permessi con la 104

Quando è possibile cumulare i permessi con la 104?

L’articolo 6 del decreto numero 119 del 2011, con il quale è stato aggiunto un periodo al comma 3 dell’articolo 33 della Legge 104, afferma che: “Il dipendente ha diritto di prestare assistenza nei confronti di più persone in situazione di handicap grave, a condizione che si tratti del coniuge o di un parente o affine entro il primo grado o entro il secondo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.”

Cumulo permessi 104: quando non è possibile?

La legge, allo stesso tempo, vieta il cumulo permessi 104 se anche solo uno dei due disabili sia un familiari o un affine di terzo grado. Neppure se il coniuge o il genitore del disabile non siano in condizione di prendersene cura.

Posso andare al mare se assisto un familiare disabile e ho i permessi 104?

Se stai assistendo un familiare disabile grave, ci sono delle regole da seguire quando usi i permessi 104. La legge vuole garantire che la persona disabile riceva l’assistenza di cui ha bisogno. Quindi, se vai al mare e non ti occupi del tuo familiare, potresti rischiare una denuncia o addirittura un licenziamento.

Qual è la differenza tra richiedere i permessi per intere giornate o ad ore?

Richiedere i permessi per intere giornate permette di ottenere un totale di 24 ore di permesso al mese, se si lavora 5 giorni alla settimana con un orario di 8 ore al giorno. Richiedere permessi ad ore, invece, consente di “spalmare” queste 24 ore per soddisfare esigenze specifiche. Un’opzione popolare è richiedere due ore di permesso al giorno. Anche se lavori 20 giorni al mese, avrai comunque 40 ore di permesso a disposizione, permettendoti di lavorare meno ore al mese e di sfruttare al meglio le agevolazioni previste dalla legge.

Ecco i 5 articoli sul lavoro preferiti dagli utenti: