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Permessi 104 e la badante: come funziona

Si può fruire dei permessi retribuiti per assistere un familiare disabile grave se in casa con lui è presente una badante? Vediamo cosa dice la normativa in merito a permessi con la Legge 104 e la badante.

di Romina Cardia

Maggio 2024

Se la persona con disabilità grave è assistita per gran parte della giornata da una badante, posso richiedere i permessi retribuiti? Cosa è previsto in merito a permessi con la Legge 104 e la badante? (scopri le ultime notizie su lavorodisoccupazioneofferte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Permessi con la Legge 104 e la badante: è possibile?

La Legge 104/1992 dà la possibilità ai lavoratori del settore privato e pubblico di ottenere 3 giorni di permessi mensili retribuiti, frazionabili anche a ore, per assistere i familiari disabili gravi.

In molti ci avete chiesto se è possibile richiedere i permessi con la Legge 104 e la badante, ovvero se si ha diritto a ottenere l’agevolazione lavorativa anche se in casa della persona disabile c’è una badante che si prende cura di lei.

In realtà, la Legge 104/1992 non fa riferimento alla possibilità o meno di richiedere i permessi quando già c’è una badante.

Tuttavia, è intervenuta la Corte di Cassazione a rispondere a questa domanda, stabilendo che il lavoratore dipendente che gode della Legge 104 ha diritto a tutti i benefici elencati dalla legge anche se il familiare disabile grave è assistito per la maggior parte del tempo da una badante o in casa è presente una colf.

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Perché è possibile ottenere i permessi con la Legge 104 e la badante

Quindi, la Cassazione ha stabilito che è possibile ottenere i permessi con la Legge 104 anche se in casa dell’assistito c’è una badante.

Il motivo di questa possibilità concessa al lavoratore sta nel fatto che lo stesso lavoratore è impegnato nella sua attività e non può assistere continuamente la persona con grave disabilità.

Inoltre, una badante o una colf ha comunque diritto a dei giorni liberi, nei quali il disabile resterebbe sprovvisto dell’assistenza di cui ha bisogno.

In sintesi: il lavoratore dipendente ha il diritto di prendersi fino a 3 giorni di permesso retribuito, interi o frazionati, anche se vi è una badante o una colf a prendersi cura di chi è affetto da disabilità grave.

A quante ore di riposo e giorni liberi ha diritto una badante

Per capire meglio il diritto a usufruire dei permessi con la Legge 104 e la badante, dobbiamo anche comprendere a quanti giorni liberi ha diritto una badante per legge.

Secondo il  CCNL del Lavoro Domestico, la badante che vive nella stessa abitazione ha diritto a un periodo di riposo settimanale di 36 ore. Di queste, 24 ore devono essere godute nella giornata di domenica, mentre le restanti 12 ore possono essere prese in un altro giorno della settimana, previo accordo tra il lavoratore e il datore di lavoro.

Inoltre, la badante ha diritto anche a permessi extra tra cui malattia o infortunio, visite mediche, nascita di un figlio, impegni sindacali, lutto per la morte di un familiare convivente o parente entro il secondo grado, diritto allo studio e partecipazione a corsi di formazione.

Da quanto detto, risulta evidente che una badante non può assicurare ininterrottamente l’assistenza alla persona disabile e quindi il lavoratore ha il diritto di prendersi cura della persona disabile grave nei momenti in cui essa è assente.

Non solo: i permessi retribuiti possono essere richiesti anche da più familiari, dopo che è stata abolita la figura del referente unico. Vediamo di cosa si tratta.

Permessi con la Legge 104 e la badante
Permessi con la Legge 104 e la badante. Nella foto: una donna anziana con la sua badante.

Permessi con la Legge 104 e la badante: possono richiederli anche più familiari

Non solo i permessi con la Legge 104 possono essere fruiti quando il disabile ha una badante, ma questa opportunità è data anche a più familiari della persona con disabilità grave.

Nel corso del 2022, infatti, sono state introdotte importanti modifiche per i beneficiari della Legge 104. Questi cambiamenti sono volti a migliorare le condizioni sia delle persone con disabilità che dei loro familiari che forniscono assistenza.

La principale novità riguarda l’eliminazione della figura del referente unico per l’assistenza alla persona con disabilità grave. Fino a agosto 2022, infatti, era consentita solo l’assistenza da parte di un unico familiare (ad eccezione dei genitori). Di conseguenza, solo il referente unico aveva il diritto di richiedere permessi e agevolazioni previsti dalla legge.

Da agosto del 2022, la possibilità è stata estesa a più familiari, che adesso hanno diritto a fruire dei permessi Legge 104 per assistere lo stesso familiare disabile.

È importante sottolineare che è necessario che ogni familiare presti assistenza e cura al disabile durante la giornata in cui richiede il permesso.

Ad esempio, se due figli si occupano di una madre disabile, entrambi avranno diritto ai permessi, mantenendo comunque il limite di 3 giorni totali al mese.

Per poter richiedere Legge 104 condivisa fra i familiari, è fondamentale inviare la richiesta sia all’INPS che al datore di lavoro. Inoltre, è necessario presentare una richiesta all’INPS per ottenere l’autorizzazione per usufruire del beneficio.

È importante sottolineare che due familiari non possono richiedere il permesso per lo stesso giorno. Le giornate retribuite devono essere richieste in modo alternato tra i familiari che assistono la persona con disabilità. Questa novità è stata introdotta dal Decreto Legislativo n. 105/2022, che, tra le altre cose, estende il diritto al congedo straordinario anche al convivente di fatto.

Permessi Legge 104 e ricovero del disabile

Peraltro, la Corte di Cassazione (Sentenza n. 21416/2019) ha stabilito che i permessi previsti dalla Legge 104 sono validi anche quando il familiare disabile è ospitato presso strutture residenziali per anziani, come le RSA, a condizione che tali strutture non forniscano assistenza sanitaria continua.

In pratica, questo vale per la maggior parte dei casi, poiché le case di riposo e strutture simili di solito non offrono questo tipo di assistenza.

In generale, nelle RSA e strutture simili, l’assistenza sanitaria non è garantita in modo continuo. Per assistenza sanitaria si intende quella fornita da medici, infermieri, fisioterapisti o operatori socio-sanitari, e non semplicemente la presenza di personale ausiliario.

Se il familiare disabile ospitato in una RSA non riceve assistenza sanitaria continua, i familiari hanno diritto ai permessi previsti dalla legge 104.

Al contrario, se il familiare disabile riceve assistenza sanitaria continua, il lavoratore non ha diritto ai permessi.

Questo caso viene equiparato a quando il disabile è ricoverato in un ospedale o in una struttura sanitaria specializzata, quindi i permessi non sono concessi, a meno che non sia necessario accompagnare il disabile per terapie, visite o esami al di fuori della struttura, oppure se il disabile è ricoverato in stato di gravità o con prognosi infausta a breve termine.

FAQ sui permessi con Legge 104

Quando è possibile cumulare i permessi di 3 giorni con la 104?

L’articolo 6 del decreto numero 119 del 2011, con il quale è stato aggiunto un periodo al comma 3 dell’articolo 33 della Legge 104, afferma che: “Il dipendente ha diritto di prestare assistenza nei confronti di più persone in situazione di handicap grave, a condizione che si tratti del coniuge o di un parente o affine entro il primo grado o entro il secondo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

Quando non è possibile cumulare i 3 giorni di permessi Legge 104?

La legge, allo stesso tempo, vieta il cumulo permessi 104 se anche solo uno dei due disabili sia un familiare o un affine di terzo grado. Neppure se il coniuge o il genitore del disabile non siano in condizione di prendersene cura.

Posso andare al mare se assisto un familiare disabile e ho i permessi 104?

Se stai assistendo un familiare disabile grave, ci sono delle regole da seguire quando usi i permessi 104. La legge vuole garantire che la persona disabile riceva l’assistenza di cui ha bisogno. Quindi, se vai al mare e non ti occupi del tuo familiare, potresti rischiare una denuncia o addirittura un licenziamento.

Qual è la differenza tra richiedere i permessi per intere giornate o ad ore?

Richiedere i permessi per intere giornate permette di ottenere un totale di 24 ore di permesso al mese, se si lavora 5 giorni alla settimana con un orario di 8 ore al giorno. Richiedere permessi ad ore, invece, consente di “spalmare” queste 24 ore per soddisfare esigenze specifiche. Un’opzione popolare è richiedere due ore di permesso al giorno. Anche se lavori 20 giorni al mese, avrai comunque 40 ore di permesso a disposizione, permettendoti di lavorare meno ore al mese e di sfruttare al meglio le agevolazioni previste dalla legge.

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