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Permessi per lutto pagati: cosa sapere

Permessi per lutto: quando è possibile richiederli e per quali decessi? Ecco cosa dice la legge e quanti giorni spettano.

di Carmine Roca

Ottobre 2023

Oggi vedremo insieme quando è possibile richiedere permessi per lutto: ecco cosa sapere (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Permessi per lutto: cosa dice la legge?

La legge consente ai lavoratori dipendenti di richiedere e ottenere fino a tre giorni di permessi all’anno per lutto, anche se molti CCNL, ad esempio quello del settore scolastico, consente di assentarsi per 3 giorni per ogni evento luttuoso.

Il permesso retribuito per lutto familiare è un diritto del lavoratore dipendente in caso di decesso del coniuge, del convivente di fatto o di un familiare entro il secondo grado di parentela, anche se le regole possono variare a seconda del CCNL.

Generalmente il congedo per lutto è retribuito, ma sono previste delle eccezioni nei giorni oltre i massimi garantiti, a seconda del Contratto Collettivo di riferimento, sottoscritto fra azienda e dipendenti.

Esiste una tempistica per poter usufruire del permesso per lutto familiare: la richiesta va presentata entro 7 giorni dal decesso.

La richiesta va presentata al datore di lavoro o alla pubblica amministrazione di riferimento, corredata dalla documentazione che comprovi la morte del familiare o, se prevista, di una dichiarazione sostitutiva.

I giorni di permesso possono essere fruiti anche in modo non consecutivo: il lavoratore può tornare in servizio e assentarsi nuovamente per lo stesso motivo.

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Quando si possono richiedere i permessi per lutto?

Il permesso per lutto può essere richiesto dal lavoratore dipendente per la morte di persone appartenenti alla propria famiglia, anche se il funerale si svolge all’estero.

Vale, generalmente, per il decesso di:

Alcuni CCNL prevedono la possibilità di ottenere i permessi per lutto anche in caso di decesso di:

Il CCNL prevede anche la possibilità di richiedere un permesso non retribuito. In questo caso, i giorni di permesso dovranno essere recuperati secondo le modalità prescritte nel Contratto Collettivo.

La richiesta dei permessi non retribuiti va motivata al datore di lavoro, che può riservarsi la possibilità di rifiutare la concessione dei giorni di permesso, nel caso in cui dovessero presentarsi particolari esigenze produttive.

Difficilmente, però, il datore di lavoro o la Pubblica Amministrazione rifiuterà la richiesta di permesso Di norma, sarebbe consigliato avvisare il giorno stesso dell’evento, o al massimo il giorno successivo, in modo tale che l’assenza non causi problemi alle attività lavorative.

Permessi per lutto a distanza o decesso di un amico: cosa dice la legge?

In alcuni casi, per il lavoratore dipendente potrebbe essere necessario ottenere un periodo di permesso più lungo, se il funerale dovesse svolgersi all’estero o comunque a distanza.

La legge prevede un “bonus” di giorni in più per permettere al lavoratore di recarsi sul luogo del funerale.

Ma se a morire dovesse essere un amico o un collega, cosa prevede la legge? In questo caso la legge non prevede un permesso per lutto. Il datore di lavoro, però, potrebbe comunque acconsentire alla richiesta di un giorno di ferie, per assorbire il lutto e prendere parte al funerale.

Permessi per lutto
Permessi per lutto: in foto un nastrino nero in segno di lutto.

Faq sui permessi lavorativi

Alle categorie protette spettano giorni di permesso per visite mediche?

Ai lavoratori dipendenti e, di riflesso, alle categorie protette, è riconosciuta la possibilità di assentarsi dal lavoro per effettuare visite mediche cure terapeutiche. Il diritto spetta ai soggetti portatori di handicap, nei casi in cui è accertata la tossicodipendenza del dipendente o in altre determinate situazioni. La normativa prevede, oltre ai permessi retribuiti e al congedo straordinario, anche permessi per visite mediche e motivi sanitari a carico dell’azienda o dell’INPS.

Cosa c’è da sapere sui permessi per visite mediche?

permessi possono essere retribuiti oppure non retribuiti. All’atto della richiesta dei permessi per visite mediche, al dipendente, solitamente, viene chiesto di presentare un’apposita documentazione giustificativa, come, ad esempio, l’attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura sanitaria, che riporta la data e l’ora della visita.

Quando è possibile cumulare i permessi con la 104?

L’articolo 6 del decreto numero 119 del 2011, con il quale è stato aggiunto un periodo al comma 3 dell’articolo 33 della Legge 104, afferma che: “Il dipendente ha diritto di prestare assistenza nei confronti di più persone in situazione di handicap grave, a condizione che si tratti del coniuge o di un parente o affine entro il primo grado o entro il secondo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.”

Quando non è possibile cumulare i permessi con la 104?

La legge, allo stesso tempo, vieta il cumulo permessi 104 se anche solo uno dei due disabili sia un familiari o un affine di terzo grado. Neppure se il coniuge o il genitore del disabile non siano in condizione di prendersene cura.

È possibile modificare la scelta dei permessi per la Legge 104?

Sì, la scelta se siano meglio 3 giorni o 2 ore al giorno con i permessi per la Legge 104 non è vincolante e può essere modificata da un mese all’altro, anche all’interno dello stesso mese. Se desideri cambiare le ore di permesso già richieste durante il mese, dovrai convertirle in giorni e calcolare la parte residua a disposizione.

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