Permessi per visite mediche e terapie: vediamo come funzionano per i dipendenti. Ovvero quando l’assenza è retribuita come permesso, quando come malattia e quando invece non è indennizzata e quindi costringe a utilizzare i giorni di ferie. Cosa dispone la legge e l’importanza dei contratti di lavoro. E come funziona per chi ha una disabilità, deve sottoporsi a emodialisi o soffre di patologie oncologiche. (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).
Indice
Permessi per visite mediche e terapie: il contratto di lavoro
I permessi per visite mediche e terapie sono un diritto per i dipendenti. Consentono di assentarsi dal lavoro per motivi di salute senza subire perdite economiche. La regolamentazione dei permessi varia in base al tipo di contratto collettivo di lavoro applicato e alla specifica situazione del lavoratore.
I contratti collettivi e i permessi
Alcuni contratti collettivi, in particolare quelli del settore pubblico, prevedono la concessione di permessi per visite mediche o analisi per un numero limitato di ore. Per capire se e come si applicano questi permessi, il lavoratore deve:
- Consultare il proprio contratto collettivo
- Verificare le condizioni specifiche indicate
- Rivolgersi al sindacato di categoria per assistenza
Retribuzione dei permessi
La retribuzione dei permessi per visite mediche dipende dunque da diversi fattori legati al contratto di lavoro e alla situazione individuale. Non tutti i permessi sono retribuiti e, nei casi in cui lo sono, è importante conoscere le condizioni specifiche che regolano questa possibilità.
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Assenza per visite mediche: day hospital
Il diritto a fruire di permessi retribuiti per visite mediche comprende anche il day hospital. Questa modalità di assistenza sanitaria consente al lavoratore di sottoporsi a terapie ambulatoriali senza perdere la retribuzione, a condizioni ben definite.
Normativa INPS e permessi day hospital
Una circolare dell’INPS (192/1996) stabilisce per i lavoratori che hanno bisogno di terapie in regime di day hospital la possibilità di accedere a permessi retribuiti. Sono equiparabili a quelli concessi per malattia, a patto che siano rispettate queste condizioni:
- Permanenza in struttura sanitaria per l’intera giornata lavorativa.
- Impossibilità di rientrare al lavoro entro la fine della giornata lavorativa, a causa del tempo impiegato per le terapie.
- Incompatibilità della terapia con l’attività lavorativa, come valutato dal medico curante.
Documentazione necessaria
Per ottenere il riconoscimento del permesso, il lavoratore deve presentare una documentazione medica. È compito della struttura sanitaria o del centro medico trasmettere in via telematica all’INPS la certificazione necessaria. Una prassi che garantisce la giustificazione del permesso e che consente al lavoratore di beneficiare della retribuzione durante l’assenza.
Assenza per visite o accertamenti
In certi casi, le visite mediche o gli accertamenti diagnostici non richiedono un’intera giornata e non soddisfano i criteri per il trattamento come malattia. Esistono però eccezioni importanti che possono condizionare il diritto a permessi retribuiti.
Casi specifici e trattamenti di favore
Anche se una visita medica o un accertamento può durare solo poche ore, dunque, alcune situazioni particolari permettono l’accesso a trattamenti di favore:
- Accertamenti urgenti: che non possono essere programmati fuori dall’orario di lavoro.
- Procedure invasive: che richiedono convalescenza, anche se limitata.
In queste circostanze, alcuni contratti collettivi di lavoro possono prevedere condizioni più favorevoli, consentendo ai lavoratori di usufruire di permessi retribuiti anche per brevi periodi di assenza.
Assenza e contratti collettivi
Se il contratto collettivo non prevede agevolazioni specifiche per queste brevi assenze, ai lavoratori rimane la possibilità di utilizzare i giorni di ferie o i cosiddetti permessi retribuiti ROL (Riduzione Orario Lavorativo). In questo modo si assicura che il lavoratore possa gestire la propria salute senza penalizzazioni economiche importanti, pur mantenendo la flessibilità necessaria per adattarsi alle esigenze del contesto lavorativo.
Permessi per i lavoratori con disabilità e i loro familiari
La legge 104 del 1992 è una normativa che riconosce ai lavoratori con disabilità grave (legge 104, comma 3) e ai familiari il diritto di fruire di permessi retribuiti o di congedi, in modo da consentire l’assistenza senza pregiudicare la propria situazione lavorativa e economica.
Condizioni di accesso ai permessi
Questi diritti sono applicabili a chi presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, sia essa stabilizzata o progressiva, che riduca l’autonomia personale in modo significativo. Questa riduzione dell’autonomia deve avere bisogno di un’assistenza permanente, continuativa e globale, legata all’età del disabile.
Dettagli sui permessi concessi
I permessi retribuiti sono concessi sotto diverse forme, a seconda della persona che ha bisogno di assistenza:
- Lavoratori con disabilità: possono scegliere, nel corso di ogni mese, tra due ore giornaliere o tre giorni, anche continuativi o frazionati.
- Genitori di minori fino a tre anni: hanno l’opzione di prolungare l’astensione facoltativa o di scegliere due ore giornaliere. Dopo i tre anni del bambino, possono optare per tre giorni mensili, continuativi o frazionati.
- Parenti o affini fino al terzo grado: a partire dai tre anni del disabile, è possibile prendere tre giorni mensili, sempre in forma continuativa o frazionata.
Cumulo dei permessi
Una disposizione permette ai lavoratori dipendenti, che siano familiari entro il terzo grado di due o più persone disabili conviventi, di cumulare i permessi retribuiti per l’assistenza di ciascun disabile.
Permessi per i trattamenti di emodialisi
La necessità di sottoporsi a trattamenti di emodialisi comporta precise disposizioni sui permessi lavorativi, per garantire che i lavoratori in questa condizione non subiscano perdite economiche a causa delle assenze necessarie per le cure.
Diritti dei lavoratori in emodialisi
I lavoratori che devono sottoporsi a trattamenti di emodialisi hanno diritto a una indennità di malattia per le giornate di assenza coincidenti con i trattamenti. Questa disposizione è regolata dalla Circolare INPS 28/01/1981 n. 134368, che considera le giornate di assenza come un unico episodio morboso continuativo.
Retribuzione e responsabilità dell’INPS
Durante il periodo di assenza per i trattamenti di emodialisi, la retribuzione è garantita dall’INPS, assicurando così che il lavoratore non subisca una perdita di salario.
Mutilati ed invalidi civili
I lavoratori che sono stati riconosciuti come mutilati o invalidi civili, con una riduzione dell’attitudine lavorativa superiore al 50%, hanno diritti particolari per i periodi di assenza dal lavoro.
Congedo straordinario annuale
Questi lavoratori hanno il diritto di usufruire, ogni anno, di un congedo straordinario per cure non superiore a trenta giorni per le terapie connesse alla loro infermità. Il periodo di congedo è regolato dalla Circolare Inps 04/01/1989 n. 1 e include trattamenti come:
- Cure fisioterapiche
- Riabilitazione per cardiopatici
- Altre cure necessarie per gestire la condizione del lavoratore
Il congedo straordinario per cure serve a garantire che i lavoratori possano dedicare il tempo necessario per la loro riabilitazione o per trattamenti continui.
Permessi per i lavoratori con patologie tumorali
I lavoratori affetti da patologie tumorali hanno diritti che consentono di assentarsi dal lavoro per periodi necessari al trattamento della malattia.
Diritto al congedo e condizioni
Il congedo per i lavoratori con patologie tumorali è possibile dopo la richiesta del lavoratore e l’autorizzazione del medico di una struttura sanitaria pubblica. Il congedo è concesso se le cure sono direttamente connesse all’infermità invalidante riconosciuta e sia quindi essenziale per il trattamento della patologia.
Non cumulabilità del periodo di comporto
Questo periodo di congedo non è cumulabile con il periodo di comporto, assicurando così che ogni lavoratore possa utilizzare il congedo per patologie tumorali senza aggiungere altre assenze legate alla malattia.
Come funziona per i donatori di sangue e midollo osseo
I lavoratori che decidono di donare sangue o midollo osseo hanno specifici diritti che consentono di assentarsi dal lavoro, garantendo la protezione delle loro condizioni lavorative e economiche durante il periodo di riposo necessario post-donazione.
Diritto alla retribuzione per i donatori
La normativa vigente, la legge 584/67 e gli articoli 13 e 14 della legge 107/90, stabilisce che i donatori di sangue abbiano diritto ad astenersi dal lavoro per l’intera giornata lavorativa in cui effettuano la donazione.
Processo di retribuzione
La retribuzione per la giornata di donazione è garantita dall’Inps. Questo sistema assicura che il lavoratore non subisca ritardi o complicazioni nel ricevere il suo stipendio per la giornata in cui si è assentato per la donazione.
Permesso per la donazione di midollo osseo
Oltre alla donazione di sangue, i lavoratori che donano midollo osseo hanno diritto a permessi lavorativi per la durata delle operazioni preliminari e per i giorni di convalescenza che seguono il prelievo. Questo riconoscimento aggiuntivo riflette l’importanza e la gravità del contributo dei donatori di midollo, supportandoli ulteriormente durante il loro recupero.

FAQ (domande e risposte)
Quando sono retribuiti i permessi per visite mediche?
I permessi per visite mediche sono retribuiti in diversi contesti specificati nei contratti collettivi di lavoro, specialmente nel settore pubblico. La retribuzione è garantita quando:
- L’assenza è legata a trattamenti in regime di day hospital, come precisato dalla circolare INPS (192/1996).
- Il lavoratore non può rientrare al lavoro lo stesso giorno a causa della durata del trattamento.
- Il medico curante ritiene che la terapia sia incompatibile con l’attività lavorativa svolta.
Inoltre, la legge 104 del 1992 prevede permessi retribuiti per i lavoratori con disabilità e i loro familiari che necessitano di assistenza.
Quali contratti offrono permessi per terapie mediche?
I permessi per terapie mediche sono spesso inclusi nei contratti collettivi di lavoro, particolarmente quelli del settore pubblico. Questi contratti specificano le condizioni e il numero di ore annuali dedicate a tali permessi. Per determinare i dettagli esatti, i lavoratori dovrebbero consultare il proprio contratto o rivolgersi al sindacato di categoria.
Come verificare i permessi nel proprio contratto?
Per verificare i permessi disponibili nel proprio contratto collettivo di lavoro, i lavoratori dovrebbero:
- Leggere attentamente il testo del contratto.
- Controllare le sezioni dedicate ai permessi per visite mediche e terapie.
- Consultare il proprio rappresentante sindacale o il dipartimento risorse umane per chiarimenti.
Cosa regola la legge sui permessi medici?
La legge sui permessi medici, come la legge 104/1992 per i disabili, regola:
- I diritti ai permessi retribuiti per visite mediche e terapie.
- Le condizioni sotto le quali questi permessi sono concessi.
- I diritti di lavoratori con specifiche necessità mediche o condizioni di disabilità.
In quali casi i permessi medici non sono retribuiti?
I permessi medici non sono retribuiti quando:
- L’assenza è breve e non rientra nei casi previsti da specifiche disposizioni contrattuali o leggi, come visite o accertamenti che si concludono in poche ore e non sono considerati urgenti o particolarmente invasivi.
- Il contratto collettivo di lavoro non prevede tali permessi retribuiti e non rientrano nelle eccezioni legali.
Quando è necessaria la documentazione per permessi medici?
La documentazione è necessaria per giustificare l’assenza e ottenere la retribuzione nei casi di:
- Trattamenti in regime di day hospital.
- Qualsiasi visita o terapia sotto le condizioni stabilite dai contratti collettivi o dalla legge.
- Situazioni in cui è richiesta la verifica dell’urgenza o dell’invasività di un trattamento.
È responsabilità della struttura sanitaria o del centro medico trasmettere telematicamente all’INPS la certificazione relativa all’assenza del lavoratore.
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