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Qual è la pensione minima in Italia

Qual è la pensione minima in Italia? Ecco l'importo aggiornato, come si calcola e quali limiti reddituali soddisfare per avere diritto all'integrazione al minimo.

di Carmine Roca

Marzo 2024

In questo articolo vi diremo qual è la pensione minima in Italia e come si calcola (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Qual è la pensione minima in Italia?

Introdotta dall’articolo 6 della legge numero 638 del 1983, l’integrazione al trattamento minimo è quell’istituto che consente ai pensionati, con assegni di importo basso e un reddito inferiore alle soglie previste dalla legge, di avere diritto a un’integrazione.

L’integrazione è corrisposta dall’INPS quando l’importo della pensione percepita è più basso della soglia considerata di minimo vitale, per garantire al pensionato una vita dignitosa.

Ma qual è la pensione minima in Italia? Nel 2024, in seguito alla rivalutazione annuale degli importi delle pensioni pari al 5,4%, il valore della pensione minima è salito a 598,61 euro al mese, per 13 mensilità.

Significa che le prestazioni previdenziali di importo inferiore a tale soglia possono essere integrate al minimo.

Inoltre, come stabilito dalla Legge di bilancio del 2023, l’importo della pensione minima è stato ulteriormente aumentato del 2,7%, per tutto il 2024, salendo a 614,77 euro.

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A chi non spetta la pensione minima?

L’integrazione al minimo non spetta su tutte le pensioni. Ne hanno diritto i titolari di pensione di vecchiaia, di anzianità o anticipata (tranne chi percepisce l’Ape Sociale) e ai superstiti (reversibilità).

Non spetta, invece, sulle pensioni calcolate integralmente col sistema contributivo (tutti i contributi versati a partire dal 1° gennaio 1996), ad eccezione di Quota 103 (che dal 2024 si calcola col sistema contributivo) e Opzione Donna.

Pensione minima in Italia: limiti reddituali

Per avere diritto alla pensione minima, però, è necessario possedere un reddito personale o da coniugato inferiore alle soglie minime previste dalla legge, rivalutate ogni anno.

Nel 2024 avranno diritto all’integrazione al minimo solo quei pensionati, con assegni calcolati col sistema misto o retributivo, che posseggono un reddito non superiore a 7.781,93 euro annui.

Con un reddito superiore a 7.781,93 euro, ma inferiore a 15.563,86 euro si ha diritto all’integrazione al minimo, ma solo in misura ridotta, calcolata sulla differenza tra il reddito massimo (15.583,86 euro) e il reddito personale.

Invece, con un reddito superiore a 15.563,86 euro annui non si avrà diritto ad alcuna integrazione al minimo, anche se l’assegno della pensione è inferiore a 598,61 euro.

Se, invece, il pensionato è coniugato e la pensione ha avuto decorrenza prima del 1994, il reddito coniugale non verrà considerato, ma si continuerà a fare riferimento al reddito personale.

Se la pensione ha avuto decorrenza dopo il 1994, per avere diritto all’integrazione al minimo occorre rispettare due requisiti reddituali:

Infine, se la pensione ha avuto decorrenza proprio nel 1994, il limite di reddito coniugale è pari a 5 volte il trattamento minimo nell’anno di riferimento (nel 2024, il limite è fissato a 38.909,63 euro).

Pensione minima in Italia: quali redditi considerare?

Ai fini del calcolo dei redditi personali o coniugali non sono considerati:

Qual è la pensione minima in Italia
Qual è la pensione minima in Italia: in foto marito e moglie verificano l’importo della pensione.

Faq sulla pensione minima

Quali documenti sono necessari per ottenere l’integrazione al minimo per la pensione?

Per ottenere l’integrazione al minimo, che spetta a chi soddisfa determinati requisiti reddituali, è necessario presentare il Modello RED aggiornato all’anno in corso. Il Modello RED è una dichiarazione dei redditi che i pensionati devono obbligatoriamente presentare per l’ottenimento di particolari prestazioni collegate alla propria situazione reddituale o a quella del proprio nucleo familiare.

Chi deve presentare il Modello RED per l’integrazione al minimo della pensione?

Il Modello RED va presentato da coloro che percepiscono solo la pensione, ma rispetto all’anno precedente hanno una situazione reddituale diversa, o coloro che sono esonerati dall’obbligo di presentazione del 730, ma percepiscono comunque rendite alternative come rendite da immobili o da capitali, o ancora da coloro che percepiscono redditi dichiarati in altri modi, come i redditi da lavoro autonomo e occasionale, i redditi da lavoro co.co.co e i gettoni di presenza.

C’è compatibilità tra pensione minima e Assegno di inclusione?

No, non c’è incompatibilità tra pensione minima e Assegno di inclusione. Tra i beneficiari del sussidio introdotto a partire dal 1° gennaio 2024 in sostituzione del Reddito di cittadinanza ci sono pure i pensionati. L’unica limitazione riguarda il reddito posseduto ai fini del diritto all’Assegno di inclusione. Nel reddito sono incluse, infatti, le pensioni dirette e indirette, in corso di godimento da parte dei componenti del nucleo familiare interessato, con decorrenza successiva al periodo di riferimento dell’ISEE.

Quante settimane di contributi occorrono per avere diritto alla pensione minima?

Secondo la normativa, bisogna aver maturato almeno 20 anni di contributi, come richiesto per accedere alla pensione di vecchiaia. Questi corrispondono a 1040 settimane.

C’è ancora possibilità di portare le pensioni minime a 1.000 euro al mese?

Ad oggi, non ci sono grosse possibilità di vedere un aumento di quasi 400 euro al mese sulle pensioni minime. Manco a dirlo, a frenare la riforma dei trattamenti riservati a coloro che percepiscono assegni di importo inferiore alla soglia minima rivalutata anno per anno, è l’imponente spesa da affrontareQuanto costa portare la pensione minima a 1000 euro? Almeno 30 miliardi di euro. Una cifra che, al momento, le casse dello Stato non possono fronteggiare.

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