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Quando andrai in pensione? I calcoli

Quando andrai in pensione con le misure che sono oggi in vigore? Vediamo qual è la situazione per chi sceglie l’uscita anticipata, per i lavoratori autonomi e per i dipendenti.

di Redazione

Gennaio 2024

Quando andrai in pensione con le misure che sono oggi in vigore? Beh, chi ha immaginato una uscita molto anticipata, come è stato possibile fino a qualche anno fa, farà meglio a cambiare idea. Non sarà possibile prima dei 60 anni, molti si avvicineranno ai 68 e c’è chi potrebbe andare peggio. Vediamo nel dettaglio. (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Indice

Quando andrai in pensione: la situazione

La domanda “quando andrai in pensione?” è più attuale che mai. Soprattutto nel 2024 e dopo le ripetute strette dei governo. Le normative in vigore stabiliscono un’età di pensionamento che generalmente varia tra i 60 e i 68 anni. Questo intervallo è determinato da vari fattori, tra cui l’anno di nascita e l’età in cui si è iniziato a contribuire. La situazione è cambia da persona a persona. C’è chi potrebbe anche superare i 70 anni prima di poter andare in pensione.

Fattori determinanti

A incidere sull’età del pensionamento oltre alle misure che sono in vigore ci sono anche questi tre aspetti fondamentali:

Ma entriamo nel dettaglio. Partiamo dalle uscite anticipate, per poi soffermarci sulle possibilità di pensionamento per lavoratori dipendenti e autonomi.

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Pensione anticipata

La pensione anticipata contributiva permette a chi ha iniziato a lavorare dal 1996 in poi di andare in pensione qualche anno prima. La formula prevede che si possa accedere alla pensione a 64 anni di età con 20 anni di contribuzione, a condizione di avere un assegno pensionistico pari ad almeno tre volte l’assegno sociale, ovvero circa 1.325 euro netti al mese.

Chi beneficia di questa uscita anticipata?

Casi speciali

Per chi ha avuto carriere più discontinue o redditi più bassi, l’età di pensionamento potrebbe slittare, avvicinandosi ai 70 anni.

Tra le pensioni anticipate c’è anche Quota 103, 62 anni e 41 di contribuzione. Ma è una misura che pochi prenderanno in considerazione. È infatti molto meno vantaggiosa con il ricalcolo solo contributivo rispetto a misure che possono essere raggiunte lavorando poco più di un altro anno.

Al lavoro fino a 75 anni?

Sì, è una possibilità che non si può escludere per una parte dei lavoratori. Infatti, con una pensione inferiore all’assegno sociale, che oggi si aggira intorno ai 534 euro al mese, c’è il rischio di dover lavorare fino a quasi 75 anni. Questo scenario riguarda soprattutto chi ha avuto meno anni di lavoro e retribuzioni basse.

Chi rischia di lavorare più a lungo?

Riscatto della laurea e buchi contributivi

Il riscatto della laurea può essere una opzione rilevante per chi ha intrapreso percorsi accademici. Riscattare gli anni di studio universitario significa “anticipare” l’età di inizio lavoro ai fini previdenziali.

Cosa comporta il riscatto della laurea?

Affrontare i buchi contributivi

I buchi contributivi, ovvero periodi in cui non si sono versati contributi previdenziali, possono influire negativamente sull’età pensionabile. Questi intervalli possono verificarsi per varie ragioni, come periodi di disoccupazione o di lavoro all’estero.

Gestione dei buchi contributivi

La “Pace contributiva” del 2024-2025

Per il biennio 2024-2025, è prevista una misura sperimentale chiamata “pace contributiva”. Permette ai lavoratori, in particolare a quelli che hanno iniziato a contribuire dal 1996, di colmare i buchi contributivi. Questa opzione esclude il riscatto della laurea ma copre altri tipi di interruzioni.

Elementi chiave della Pace contributiva

Quando andranno in pensione i lavoratori dipendenti

Per i lavoratori dipendenti quale sarà l’importo della pensione rispetto al reddito attuale? Una domanda fondamentale per pianificare il futuro. La pensione varierà tra il 60% e l’80% dell’ultimo reddito, con una media intorno al 70%.

Fattori determinanti per la pensione

Pensione e inizio lavorativo precoce

I lavoratori che hanno iniziato a lavorare in giovane età e sono vicini al pensionamento possono aspettarsi una pensione che raggiunge l’80% del loro reddito. Questa percentuale, comune nelle generazioni precedenti, sta diventando sempre più rara.

Impatto per i lavoratori più giovani

Per i lavoratori più giovani, che hanno iniziato a lavorare più tardi, la pensione può scendere a poco più del 60% del reddito. Questo è dovuto al sistema di calcolo contributivo adottato per chi ha iniziato a versare contributi dal 1996 in poi.

Il sistema di calcolo contributivo

Il sistema di calcolo contributivo ha delle specificità che influenzano l’importo della pensione.

Elementi chiave del calcolo contributivo

Rivalutazione annuale dei contributi

I contributi versati vengono rivalutati annualmente in base alla crescita del PIL. Una crescita economica minore comporta pensioni più basse.

Longevità e valore della pensione

Un altro fattore da considerare è l’attesa di vita. Maggiore è la longevità prevista, minore sarà l’importo della pensione. Questo aspetto può ridurre ulteriormente i tassi previsti del 70% o del 60%.

Le lavoratrici dipendenti

Se a prima vista il valore della pensione per le lavoratrici può sembrare simile a quello dei loro colleghi maschi, un’analisi più approfondita rivela differenze significative.

Tassi di sostituzione pensionistica

Differenze retributive e impatto sulla pensione

Le differenze salariali tra lavoratrici e lavoratori si riflettono anche nelle pensioni.

Fattori di differenza retributiva

Conseguenze sulle pensioni delle lavoratrici

Quando andranno in pensione i lavoratori autonomi

Qual è il valore della pensione per un lavoratore autonomo? Può variare significativamente, da poco più del 50% fino all’80% del reddito.

Fattori che Influenzano la pensione degli autonomi

Variabilità della pensione

La pensione dei giovani autonomi

Per i giovani lavoratori autonomi, la pianificazione pensionistica richiede un’attenzione particolare.

Necessità di pianificazione per i giovani

Considerazioni per una pianificazione efficace

Le donne autonome

Come si configura la pensione per le donne autonome? La risposta dipende da vari fattori, compresa la loro storia lavorativa e le nuove normative introdotte.

Il rapporto tra pensione e reddito per le autonome

Nuove soglie per la pensione anticipata

Dibattito sulla nuova normativa

Pianificazione per le lavoratrici autonome

Le lavoratrici autonome, soprattutto quelle con carriere discontinue e redditi bassi, potrebbero dover posticipare l’età pensionabile.

Considerazioni importanti

Quando andrai in pensione? I calcoli
Una coppia di 40, 50 anni molto preoccupata per l’importo che riceveranno in pensione.

FAQ (domande e risposte)

A che età si andrà in pensione con le norme attuali?

Con le normative in vigore nel 2024, l’età pensionabile varia significativamente. La maggior parte dei lavoratori si troverà a pensionarsi tra i 60 e 68 anni. Tuttavia, l’età esatta dipenderà dall’anno di nascita e dall’età di inizio contribuzione. Alcuni potrebbero andare in pensione oltre i 70 anni, in base alle loro circostanze individuali.

Cos’è la quota 103 e come influisce sulla pensione?

La Quota 103 è un criterio pensionistico introdotto per chi ha iniziato a versare contributi dal 1996. Permette di andare in pensione a 64 anni con almeno 20 anni di contribuzione, a patto che la pensione sia pari ad almeno tre volte l’assegno sociale (circa 1.325 euro netti al mese). Questo requisito è particolarmente rilevante per chi è nato dagli anni ’70 in poi, ma per chi ha avuto carriere discontinue o redditi bassi, l’età pensionabile potrebbe slittare verso i 70 anni.

Chi potrebbe dover lavorare fino a 75 anni e perché?

I lavoratori con una pensione inferiore all’assegno sociale, attualmente intorno ai 534 euro al mese, potrebbero dover lavorare fino a 75 anni. Questo riguarda soprattutto lavoratori e lavoratrici con una carriera lavorativa discontinua o retribuzioni annue inferiori (sotto i 30.000 euro lordi per i dipendenti e 40.000 euro per gli autonomi). La necessità di lavorare più a lungo aumenta con la diminuzione degli anni lavorati e della retribuzione.

Come influenzano i riscatti universitari l’età pensionabile?

I riscatti universitari possono influenzare significativamente l’età pensionabile. Riscattare gli anni di studio universitario significa “portare indietro” l’età di inizio lavoro ai fini previdenziali, potenzialmente anticipando l’età di pensionamento. Tuttavia, per chi ha avuto pause e buchi contributivi, l’età pensionabile potrebbe aumentare.

Qual è la percentuale della pensione rispetto al reddito?

La percentuale della pensione rispetto al reddito per i lavoratori dipendenti varia tra poco più del 60% e l’80% dell’ultimo reddito, con una media intorno al 70%. Tuttavia, questa percentuale dipende dall’età di inizio del lavoro e dall’età di pensionamento. I lavoratori che hanno iniziato a lavorare presto e sono vicini al pensionamento possono raggiungere l’80%, mentre quelli che hanno iniziato più tardi possono scendere a poco più del 60%.

Come varia l’età pensionabile per le lavoratrici autonome?

Per le lavoratrici autonome, l’età pensionabile può variare notevolmente. La pensione rispetto al reddito può scendere fino a sfiorare il 50%, ma può superare il 75% per chi è vicino al pensionamento. Dal 2024, le soglie per la pensione anticipata contributiva sono state modificate, permettendo alle lavoratrici autonome di andare in pensione a 64 anni se la loro pensione supera circa 1.325 euro netti al mese. Questa soglia varia in base al numero di figli, scendendo a circa 1.250 euro netti al mese per chi ha un figlio e a circa 1.170 euro per chi ne ha due o più.

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