In questo articolo vedremo insieme quando la pensione minima arriva a 600 euro, attraverso calcoli ed esempi (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).
Indice
Quando la pensione minima arriva a 600 euro: gli aumenti nel 2024
Con l’ultima rivalutazione degli importi delle pensioni (del 5,4%), la pensione minima è arrivata quasi a 600 euro al mese.
L’attuale importo è fissato a 598,61 euro, circa 31 euro in più del 2023, quando il valore base della pensione minima è salito fino a 567,94 euro, con il mini conguaglio dello 0,2% erogato a dicembre 2023.
Ma c’è di più: sulla pensione minima, anche nel 2024, influirà la perequazione extra voluta dal governo Meloni e inserita nella Legge di bilancio 2023.
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Quando la pensione minima arriva a 600 euro: differenze con il 2023
Se nel 2023 si sono avuti due mini-bonus a seconda dell’età anagrafica (dell’1,5% per i pensionati al minimo di età inferiore ai 75 anni; del 6,4% ai pensionati al minimo ultra 75enni), quest’anno il bonus sarà unico, pari al 2,7%.
Ma su quale importo si applica l’extra del 2,7%? Sull’importo base che, per il 2024, è di 598,61 euro. Con questa aggiunta, l’importo finale della pensione minima 2024 è di 614,77 euro, quasi 15 euro in più per gli over 75 (599,82 euro nel 2023) e oltre 42 euro in più per gli under 75 (572,20 euro nel 2023).
Pensione minima 2024: quali redditi possedere?
Introdotta dall’articolo 6 della legge numero 638 del 1983, l’istituto dell’integrazione al trattamento minimo permette ai pensionati con assegni di importo basso e un reddito inferiore alle soglie previste dalla legge, di avere diritto a un’integrazione sulla pensione.
Ma quali sono i limiti reddituali da rispettare nel 2024?
Nel 2024 avranno diritto all’integrazione al minimo quei pensionati, con assegni calcolati col sistema misto o retributivo (ai contributivi puri è negata l’integrazione al minimo), che posseggono un reddito non superiore a 7.781,93 euro annui.
Sopra questa soglia di reddito è comunque consentito ricevere l’integrazione, ma solo in misura ridotta, pari alla differenza tra il reddito massimo e il reddito dichiarato, se questo ha un importo non superiore a 15.563,86 euro.
Con un reddito superiore a 15.563,86 euro annui non si avrà diritto ad alcuna integrazione al minimo, anche se l’assegno della pensione è inferiore a 598,61 euro.
Diverso è, invece, il calcolo del reddito se il pensionato è coniugato. La soglia massima di reddito da rispettare dipende dalla decorrenza della pensione: se è avvenuta prima del 1994, il reddito coniugale non verrà considerato, ma si continuerà a fare riferimento al reddito personale.
Se la pensione ha avuto decorrenza dopo il 1994, il diritto all’integrazione al minimo è collegato al rispetto di due requisiti reddituali:
- il reddito personale non deve essere superiore a 15.563,86 euro;
- il reddito coniugale non deve superare 4 volte il trattamento minimo nell’anno di riferimento (nel 2024, il limite è fissato a 31.127,72 euro).
Mentre se la pensione ha avuto decorrenza proprio nel 1994, il limite di reddito coniugale è pari a 5 volte il trattamento minimo nell’anno di riferimento (nel 2024, il limite è fissato a 38.909,63 euro).
Pensione minima in Italia: quali redditi considerare?
Ai fini del calcolo dei redditi personali o coniugali non vengono considerati:
- i redditi esenti da IRPEF (pensioni di guerra, rendite Inail, pensioni degli invalidi civili, trattamenti di famiglia…);
- la pensione da integrare al minimo;
- il reddito della casa di abitazione;
- gli arretrati soggetti a tassazione separata come il TFR.

Faq sulla pensione minima 2024
Quali documenti sono necessari per ottenere l’integrazione al minimo per la pensione?
Per ottenere l’integrazione al minimo, che spetta a chi soddisfa determinati requisiti reddituali, è necessario presentare il Modello RED aggiornato all’anno in corso. Il Modello RED è una dichiarazione dei redditi che i pensionati devono obbligatoriamente presentare per l’ottenimento di particolari prestazioni collegate alla propria situazione reddituale o a quella del proprio nucleo familiare.
Chi deve presentare il Modello RED per l’integrazione al minimo della pensione?
Il Modello RED va presentato da coloro che percepiscono solo la pensione, ma rispetto all’anno precedente hanno una situazione reddituale diversa, o coloro che sono esonerati dall’obbligo di presentazione del 730, ma percepiscono comunque rendite alternative come rendite da immobili o da capitali, o ancora da coloro che percepiscono redditi dichiarati in altri modi, come i redditi da lavoro autonomo e occasionale, i redditi da lavoro co.co.co e i gettoni di presenza.
C’è compatibilità tra pensione minima e Assegno di inclusione?
No, non c’è incompatibilità tra pensione minima e Assegno di inclusione. Tra i beneficiari del sussidio introdotto a partire dal 1° gennaio 2024 in sostituzione del Reddito di cittadinanza ci sono pure i pensionati. L’unica limitazione riguarda il reddito posseduto ai fini del diritto all’Assegno di inclusione. Nel reddito sono incluse, infatti, le pensioni dirette e indirette, in corso di godimento da parte dei componenti del nucleo familiare interessato, con decorrenza successiva al periodo di riferimento dell’ISEE.
C’è ancora possibilità di portare le pensioni minime a 1.000 euro al mese?
Ad oggi, non ci sono grosse possibilità di vedere un aumento di quasi 400 euro al mese sulle pensioni minime. Manco a dirlo, a frenare la riforma dei trattamenti riservati a coloro che percepiscono assegni di importo inferiore alla soglia minima rivalutata anno per anno, è l’imponente spesa da affrontare. Quanto costa portare la pensione minima a 1000 euro? Almeno 30 miliardi di euro. Una cifra che, al momento, le casse dello Stato non possono fronteggiare.
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