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Quando spettano le pause lavoro

Vediamo in questo post quando spettano le pause lavoro, quanto tempo devono durare e quando sono retribuite secondo la legge e i contratti di lavoro. Una piccola guida utile.

di Redazione

Maggio 2024

Quando spettano le pause lavoro? Verifichiamo ogni quanto tempo i lavoratori hanno diritto a interrompere l’attività per recuperare energia. Cosa dispongono la legge e i contratti di lavoro. Vediamo anche se le pause sono retribuite. (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Quando spettano le pause lavoro?

Le pause lavoro sono regolamentate sia dalla legislazione nazionale che dai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL). Il decreto legislativo 66/2003, che adotta le direttive europee 93/104/CE e 2000/34/CE, ha un ruolo determinante in questo ambito. Stabilisce che ogni lavoratore, se la sua giornata lavorativa supera le 6 ore, ha diritto a un intervallo per pausa.

Le modalità e la durata di questo intervallo sono definite dai CCNL, con l’obiettivo di favorire il recupero delle energie psicofisiche e, quando è necessario, la consumazione del pasto. Questo intervallo è essenziale anche per mitigare gli effetti del lavoro monotono e ripetitivo.

Per coloro che lavorano 6 ore, così come per chi lavora di più, ad esempio 8 ore al giorno, è prevista una pausa.

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Quanto dura una pausa di lavoro?

La durata delle pause durante la giornata lavorativa può variare in base ai CCNL applicati e agli accordi individuali. In linea generale, il decreto legislativo 66/2003 prevede che la durata minima di una pausa sia di 10 minuti continuativi. Questo periodo di tempo è concepito per consentire ai lavoratori di distaccarsi brevemente dalle loro attività lavorative e recuperare energie (è una delle prerogative per evitare il burnout aziendale).

Dettagli sulla durata delle pause

  1. Durata standard: la pausa standard è di 10 minuti.
  2. Estensioni possibili: i CCNL o gli accordi individuali possono estendere questa durata, ma non ridurla.

I periodi di pausa non sono generalmente retribuiti, eccezion fatta per le interruzioni dovute a forza maggiore, come necessità fisiologiche.

Vedi in questo post se la reperibilità può essere considerata lavoro.

Quanto dura la pausa caffè?

La cosiddetta pausa caffè rappresenta un momento informale di riposo, spesso utilizzato per socializzare brevemente con i colleghi. Generalmente, questa pausa non dovrebbe superare i 10 minuti continuativi, a meno che il contratto di lavoro specifico non preveda diversamente.

Flessibilità delle pause

Nonostante la regola generale, è frequente che nei luoghi di lavoro si applichino pratiche più flessibili, consentendo pause leggermente più lunghe. Questo accade spesso con il tacito consenso del datore di lavoro, che riconosce i benefici di tali momenti di distensione per il clima aziendale e la produttività.

Quanto dura la pausa pranzo?

Il decreto 66/2003 non specifica dettagliatamente la regolamentazione della pausa pranzo, che è generalmente disciplinata dai CCNL o dai contratti individuali. La pausa pranzo è concepita per dividere la giornata lavorativa in due parti: mattina e pomeriggio.

Dettagli sulla pausa pranzo

Questo intervallo è riconosciuto come un diritto inalienabile dei lavoratori e non può essere eliminato in cambio di aumento salariale o altri benefit. Questo principio è stato ribadito nella circolare n. 8/2005 del Ministero del Lavoro.

La pausa di chi lavora ai terminali

I lavoratori che impiegano videoterminali per almeno 20 ore settimanali godono di una regolamentazione specifica riguardante le pause. Secondo l’articolo 175 del Dlgs 81/2008, questi lavoratori hanno diritto a una pausa di 15 minuti ogni 120 minuti di attività al videoterminale.

Dettagli sulle pause per videoterminalisti

Se non esistono alternative all’utilizzo del videoterminale, la pausa deve essere di completo riposo dal lavoro. Questo periodo di pausa è considerato un cambio di attività piuttosto che un vero e proprio riposo, permettendo al lavoratore di allontanarsi temporaneamente dal videoterminale.

Quando spetta la retribuzione delle pause

Generalmente, le pause durante la giornata lavorativa non sono retribuite, poiché si inseriscono nell’ambito del periodo di riposo, che è escluso dall’orario di lavoro. Questa distinzione è stata chiarita dalla Corte di Giustizia Ue, che definisce l’orario di lavoro come il periodo in cui il lavoratore svolge le proprie mansioni e resta a disposizione del datore.

Distinguere tra riposo e lavoro

Quando spettano le pause lavoro
Nell’immagine un gruppo di impiegati mentre è in pausa caffè.

FAQ (domande e risposte)

Quando spettano le pause lavoro secondo la legge?

Secondo la normativa italiana, in particolare il decreto legislativo 66/2003, le pause lavoro spettano a tutti i lavoratori la cui giornata lavorativa ecceda le 6 ore. Questo decreto, attuando le direttive europee 93/104/CE e 2000/34/CE, stabilisce che i lavoratori hanno diritto a un intervallo per recuperare le energie psicofisiche e, se necessario, consumare un pasto. Le modalità e la durata di queste pause sono ulteriormente definite dai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL), che possono adattare le norme a specifiche categorie lavorative, mantenendo o aumentando i minimi previsti dalla legge.

Qual è la durata minima di una pausa lavoro?

La durata minima di una pausa lavoro, come stabilito dal decreto legislativo 66/2003, è di 10 minuti continuativi. Tuttavia, i contratti collettivi o gli accordi individuali possono estendere questa durata, senza però ridurla sotto il minimo legale. Questa regolamentazione assicura che ogni lavoratore possa avere un adeguato periodo di riposo durante la giornata lavorativa.

Le pause lavoro sono retribuite o no?

Generalmente, le pause lavoro non sono retribuite, poiché sono considerate periodi di riposo e non rientrano nell’orario di lavoro effettivo, come stabilito dall’articolo 8 del decreto legislativo 66/2003. Eccezioni si applicano solo in casi di sospensioni dovute a forza maggiore, come necessità fisiologiche, che possono essere considerate come orario di lavoro e quindi retribuite.

Come regola la pausa pranzo il decreto 66/2003?

Il decreto 66/2003 non specifica dettagliatamente le norme relative alla pausa pranzo, lasciando che queste vengano normate nei CCNL o dai contratti individuali. Generalmente, la pausa pranzo dura circa un’ora, sebbene possa variare da mezz’ora a due ore, a seconda dell’organizzazione del lavoro e delle specifiche disposizioni contrattuali. Questo intervallo è pensato per dividere la giornata lavorativa in due parti e non può essere eliminato in cambio di compensazioni economiche o altri benefici.

Quando è obbligatoria la pausa per i videoterminalisti?

Per i lavoratori che utilizzano videoterminali per 20 ore o più a settimana, la legge prevede una pausa obbligatoria di 15 minuti ogni 120 minuti di attività. Questa disposizione, dettagliata nell’articolo 175 del Dlgs 81/2008, è progettata per prevenire l’affaticamento visivo e mentale. Durante questi intervalli, i lavoratori possono essere autorizzati a svolgere attività diverse dall’uso del videoterminale, a meno che non sia possibile una pausa totale dal lavoro.

Quando una pausa lavoro è considerata orario lavorativo?

Una pausa lavoro è considerata orario lavorativo se durante quella pausa il lavoratore deve rimanere a disposizione del datore di lavoro per eventuali interventi. Questo è stato chiarito dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea e dalla sentenza n. C-107/19 del 9 settembre 2021, che stabilisce che se un lavoratore non può gestire liberamente le proprie attività durante la pausa e deve essere pronto a intervenire, tale periodo deve essere retribuito come orario di lavoro. Questa distinzione è fondamentale per determinare i diritti del lavoratore e le responsabilità del datore di lavoro riguardo alla retribuzione delle pause.

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