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Quota 103 contributiva, chiarimenti INPS

Quota 103 contributiva, l’INPS ha pubblicato una circolare che fornisce tutti i chiarimenti su questo anticipo pensionistico. Dal calcolo dell’importo, al cumulo. Oltre a specificare nel dettaglio importi e requisiti contributivo.

di Redazione

Febbraio 2024

Quota 103 contributiva, l’INPS ha chiarito in una circolare tutte le novità per questo anticipo pensionistico. Dall’importo massimo erogabile ai requisiti, dagli anni di contributi alle finestre d’attesa. I dettagli su tutte le disposizioni introdotte dall’articolo 1, co. 139 della legge n. 213/2023 (legge di bilancio 2024). (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Quota 103 contributiva: come funziona

Per Quota 103 contributiva il governo ha deciso per una proroga, l’accesso a questa pensione anticipata (erede sempre più lontana di Quota 100 e Quota 102), è stato esteso fino al 31 dicembre 2024.

Questa uscita anticipata è rivolta a tutti i lavoratori, inclusi quelli a contratto indeterminato nel settore pubblico e privato, gli autonomi e i parasubordinati, che sono iscritti alle casse previdenziali gestite dall’INPS.

Requisiti di età e contribuzione

Per poter accedere a questa forma di pensione anticipata (come si legge nella circolare INPS numero 39 del 2024), i lavoratori devono soddisfare specifici requisiti anagrafici e contributivi: 62 anni di età e 41 anni di contributi versati. Chi raggiunge queste soglie entro il periodo di proroga, che si estende per tutto il 2024, deve però tenere conto di alcune novità (non tutte piacevoli).

Le penalizzazioni introdotte

Rispetto alla classica, Quota 103 introduce tre penalizzazioni per chi matura i requisiti nel corso del 2024:

  1. Calcolo della pensione: il metodo adottato sarà esclusivamente contributivo (per questo Quota 103 contributiva o pensione anticipata flessibile), sostituendo il più conveniente sistema misto precedentemente in uso. Questo significa che l’importo della pensione sarà calcolato soltanto in base ai contributi effettivamente versati durante la vita lavorativa, senza considerare altri criteri.
  2. Limitazione dell’importo: la pensione calcolata con il metodo contributivo non potrà superare un importo mensile lordo pari a quattro volte il trattamento minimo INPS, che per il 2024 ammonta a 2.394,44 euro. Questo limite resterà in vigore fino al raggiungimento dei 67 anni.
  3. Finestre di attesa: le tempistiche per l’effettiva erogazione della pensione variano in base alla categoria lavorativa. Per i dipendenti del settore privato e i lavoratori autonomi, la finestra di attesa aumenta da tre a sette mesi, con la prima decorrenza fissata al 1° settembre 2024. Per gli impiegati delle pubbliche amministrazioni, l’attesa si estende da sei a nove mesi, con decorrenza dal 1° novembre 2024. I dipendenti scolastici, invece, vedranno aprire la loro finestra di attesa il 1° settembre dell’anno in cui maturano i requisiti.

Esclusioni

Quota 103 non si applica al personale appartenente al comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico, per i quali sono previsti differenti requisiti pensionistici.

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Calcolo contributivo per Quota 103

La novità del sistema contributivo

E dunque per Quota 103 contributiva, una novità significativa riguarda il metodo di calcolo dell’assegno pensionistico. A partire dal 2024, come accennato, per chi matura i requisiti necessari, l’assegno verrà determinato esclusivamente attraverso il sistema contributivo. Significa che l’importo della pensione sarà calcolato in base ai soli contributi versati nel corso della vita lavorativa, anche per le anzianità maturate fino al 31 dicembre 1995 (che invece rientrano in genere nel metodo retributivo).

Impatto sul rendimento previdenziale

La transizione verso il sistema contributivo puro può comportare, in generale, una riduzione del rendimento previdenziale. I lavoratori del settore pubblico, in particolare, potrebbero notare un calo più marcato, anche perché fino al 1992 beneficiavano di criteri di calcolo più vantaggiosi.

Tuttavia, in determinate situazioni (non molte), il passaggio al sistema contributivo potrebbe rivelarsi più favorevole rispetto al precedente sistema misto.

Opzioni e possibilità

Quota 103 contributiva, così spiega l’INPS, può essere utilizzata anche da coloro che scelgono il calcolo contributivo per la propria pensione (come prevede l’articolo 1, comma 23, della legge numero 335 del 1995), e include anche chi decide di aderire alla gestione separata dell’INPS. Un’ulteriore flessibilità è data dalla possibilità di riscattare la laurea con i cosiddetti “criteri light” (riscatto agevolato), facilitando il raggiungimento dei 41 anni di contributi necessari.

Persistenza del calcolo contributivo

Il sistema di calcolo contributivo rimane valido anche dopo il raggiungimento dei 67 anni di età. Oltre questa soglia, l’unica differenza è nella rimozione del limite massimo dell’importo pensionistico, precedentemente fissato a quattro volte il trattamento minimo INPS.

Tabella per Quota 103 contributiva

Per semplificare vediamo in questa tabella quali sono le caratteristiche principali di Quota 103 contributiva:

La Pensione Anticipata Flessibile L. 213/2023
Requisiti62 anni di età e 41 anni di contributi integrati tra il 1° gennaio 2024 ed il 31 dicembre 2024
Finestra mobile7 mesi per il settore privato, 9 mesi per il settore pubblico
Se i requisiti sono raggiunti entro il 31.12.2023la finestra si apre decorso: tre mesi per il settore privato, sei mesi per il settore pubblico
No se finalizzata a prepensionare con:Ispensione, Contratto di Espansione, Assegno straordinario (ad eccezione della staffetta intergenerazionale)
Sì al cumuloAi fini del raggiungimento del requisito contributivo è valida anche la contribuzione non coincidente temporalmente accreditata in tutte le gestioni INPS
Calcolo o TettoL’importo lordo mensile del trattamento è determinato con il criterio interamente contributivo e non può eccedere quattro volte il trattamento minimo inps (2.394,44€, anno 2024) sino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia (67 anni).
Dipendenti di Amministrazioni PubblicheIl pagamento del TFS/TFR è posticipato rispetto ai termini ordinari E’ possibile chiedere il prestito sul TFS/TFR per un massimo di 45.000€
Destinatari
SISoggetti in possesso di anzianità contributiva al 31.12.1995 ancorché abbiano effettuato l’opzione al sistema contributivo;
🔴NOForze Armate (EI, MM, AM, CC, GdF), Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, VVFF(personale operativo)
Divieto di lavorare
🔴NOSino a 67 anni è inecumulabile con i redditi da lavoro dipendente o autonomo (ad eccezione del lavoro autonomo occasionale entro i 5.000€ lordi annui)
Diritto Cristallizzato
SISe i requisiti sono raggiunti entro il 31 dicembre 2024 si può presentare domanda in un qualsiasi momento successivo
Se i requisiti sono raggiunti entro il 31 dicembre 2023:
⚠️L’importo lordo mensile del trattamento è determinato con il criterio misto e non può eccedere cinque volte il trattamento minimo inps (2.993,05€, anno 2024) sino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia (67 anni).

Divieto di cumulo con redditi da lavoro

Eredità di Quota 100

Quota 103 contributiva conserva anche specifiche limitazioni già applicate con Quota 100. Tra queste, una delle più rilevanti è il divieto di cumulo dei redditi da lavoro con l’assegno pensionistico.

Fino al raggiungimento dei 67 anni

Questo divieto si applica fino al compimento dei 67 anni di età, periodo durante il quale i beneficiari di Quota 103 non possono ricevere redditi da lavoro dipendente o autonomo. Tuttavia, è prevista una eccezione:

Obblighi dichiarativi

Chi scegliere Quota 103 contributiva è inoltre soggetto a obblighi dichiarativi specifici, proprio come già avveniva con Quota 100. È quindi necessario comunicare eventuali entrate derivanti da attività lavorative, nel rispetto delle limitazioni imposte.

La contribuzione utile ai fini di Quota 103

Uno degli aspetti fondamentali per accedere a Quota 103 contributiva riguarda la contribuzione utile, ovvero quei periodi di lavoro che contribuiscono al raggiungimento dei requisiti pensionistici.

Tipologie di contributi considerati

La normativa prevede che siano validi ai fini pensionistici tutti i seguenti tipi di contributi:

Per i dipendenti del settore privato, è richiesto un minimo di 35 anni di contributi effettivi, escludendo i periodi di disoccupazione e malattia.

Cumulo dei periodi contributivi

Un vantaggio per i lavoratori è costituito dalla possibilità di cumulare gratuitamente tutti i periodi contributivi accreditati presso le diverse gestioni dell’INPS, ad eccezione di quelli relativi alle casse professionali. Sono inclusi, per esempio, i contributi versati nel settore pubblico o nella gestione separata dell’INPS.

Posticipo del pensionamento: incentivi

L’incentivo al posticipo

Per chi decide di lavorare oltre i requisiti minimi di Quota 103, esiste la possibilità di ottenere un incentivo al posticipo del pensionamento. Consiste in un esonero contributivo sulla quota trattenuta dal datore di lavoro, generalmente pari al 9,19% della retribuzione pensionabile.

Decorrenza dell’esonero contributivo

La novità introdotta riguarda la decorrenza dell’esonero contributivo, che per il 2024 non sarà anteriore al:

In questo modo si intende incentivare i lavoratori a rimanere attivi nel mondo del lavoro, contribuendo così al sistema previdenziale con un maggiore accumulo di contributi.

Cristallizzazione del diritto alla pensione

Diritto a pensione garantito

Una volta raggiunti i requisiti per Quota 103 contributiva entro il 31 dicembre 2024, i lavoratori acquisiscono il diritto di poter andare in pensione in qualsiasi momento successivo, ad esempio nel 2025 o nel 2026. Questa opportunità, definita cristallizzazione del diritto a pensione, assicura che, una volta soddisfatti i criteri di età e contribuzione, il diritto a pensione non venga meno nel tempo.

Modifiche ai requisiti precedenti

Nuovi criteri per il 2024

Le regole per accedere a Quota 103 contributiva nel 2024 introducono quindi dei cambiamenti significativi rispetto al passato. Queste modifiche riguardano chi raggiunge i requisiti di età (62 anni) e contributi (41 anni) specificamente tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2024.

Confronto con la disciplina precedente

Per chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2023, ma si pensiona nel 2024, restano validi i criteri già esistenti, che prevedevano:

Accompagnamento alla pensione e staffetta generazionale

Gli assegni straordinari

L’INPS ha inoltre chiarito come gli assegni straordinari erogati dai Fondi di Solidarietà possano essere finalizzati alla transizione verso Quota 103 contributiva. Può avvenire in presenza di accordi collettivi aziendali o territoriali, che stabiliscono il numero di lavoratori da assumere in sostituzione di coloro che accedono alla pensione, promuovendo così il ricambio generazionale.

Limiti temporali

L’assegno straordinario non può essere erogato oltre il 31 luglio 2025, ponendo un limite temporale chiaro all’applicazione di questa misura.

Concludendo, Quota 103 contributiva offre nuove possibilità ma anche specifici requisiti e limitazioni ai lavoratori che si avvicinano alla pensione. Lavorando un anno in più si può arrivare alla pensione di vecchiaia anticipata, che comporta molte meno penalizzazioni dal punto di vista economico. Quota 103 ha comunque anche degli aspetti vantaggiosi. Si consiglia quindi di valutare bene, anche consultandosi con un consulente o in un patronato, la soluzione migliore per uscire dal lavoro.

Quota 103 contributiva, chiarimenti INPS
Nell’immagine un uomo e una donna valutano la possibilità di andare in pensione con Quota 103 contributiva.

FAQ (domande e risposte)

Cos’è “Quota 103 contributiva”?

Quota 103 contributiva è un’innovazione nel sistema pensionistico italiano, introdotta per offrire una possibilità di pensionamento anticipato. Definita dall’articolo 1, comma 139, della legge n. 213/2023 (legge di bilancio 2024), questa misura consente agli iscritti alle forme di previdenza pubbliche obbligatorie, come l’INPS, di accedere alla pensione anticipata. La misura è stata estesa fino al 31 dicembre 2024 e si applica a una vasta gamma di lavoratori, inclusi dipendenti (anche del settore pubblico), autonomi e parasubordinati.

Quali sono i requisiti per “Quota 103 contributiva” nel 2024?

I requisiti per accedere a Quota 103 contributiva nel 2024 rimangono invariati rispetto all’anno precedente, richiedendo 62 anni di età e 41 anni di contributi. Tuttavia, coloro che raggiungono questi requisiti tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2024 devono affrontare specifiche penalizzazioni relative al calcolo della pensione e alle finestre di attesa per l’erogazione.

Come viene calcolata la pensione con “Quota 103”?

La pensione sotto Quota 103 viene calcolata esclusivamente mediante il sistema contributivo, a differenza del precedente sistema misto. Questo approccio considera soltanto i contributi effettivamente versati nel corso della vita lavorativa del beneficiario, incluso per le anzianità acquisite fino al 31 dicembre 1995. L’importo lordo mensile dell’assegno pensionistico non può superare quattro volte il trattamento minimo INPS fino al raggiungimento dei 67 anni di età.

Chi è escluso da “Quota 103 contributiva”?

Sono esclusi da Quota 103 contributiva il personale del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico, per il quale si applicano requisiti pensionistici differenti. Questa esclusione riconosce le particolari condizioni di lavoro e i sistemi pensionistici speciali previsti per queste categorie.

Cosa cambia nel calcolo contributivo per “Quota 103” nel 2024?

Nel 2024, il cambiamento più significativo nel calcolo contributivo per Quota 103 riguarda l’adozione di un sistema esclusivamente contributivo per il calcolo dell’assegno pensionistico, anche per le anzianità maturate fino al 31 dicembre 1995. Questa modifica può comportare una variazione nel rendimento previdenziale, specialmente per i lavoratori del settore pubblico che beneficiavano di criteri di calcolo più favorevoli fino al 1992.

Come influisce “Quota 103” sui redditi da lavoro?

Quota 103 impone un divieto di cumulo con i redditi da lavoro dipendente o autonomo fino al compimento dei 67 anni di età, con l’eccezione dei redditi da lavoro autonomo occasionale entro il limite di 5.000€ annui. Questa restrizione mira a separare chiaramente i redditi da lavoro dall’assegno pensionistico anticipato, mantenendo però una certa flessibilità per attività lavorative di modesta entità.

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