privacy
Home / Pensioni / Quota 103 e Quota 102: assegni in calo
×
Lavoro e Pensioni
×
icona-ricerca

Quota 103 e Quota 102: assegni in calo

Quota 103 e Quota 102, nel 2023 il numero delle uscite con queste misure si è ridotto del 16%. Sta evaporando anche l’effetto di Quota 100. Lo scorso anno sono state erogate 100.000 pensioni in meno rispetto al 2022. Cresce la distanza tra gli importi di uomini e donne. Il quadro completo.

di Redazione

Febbraio 2024

Quota 103 e Quota 102, il numero di pensionamenti è in calo. Sta iniziando a terminare l’effetto delle varie quote che era partito qualche anno fa con l’introduzione di Quota 100. In lieve salita gli importi medi delle pensioni erogate, ma non per le donne. Vediamo nel dettaglio. (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Quota 103 e Quota 102: meno 16,92%

Per Quota 103 e Quota 102 c’ una netta inversione di tendenza: lo scorso anno si è registrata una riduzione del 16,92% nel numero di pensionamenti, un dato che sottolinea un cambiamento importante. Ma non solo: le proiezioni per il 2024, per Quota 103, lasciando intendere una ulteriore diminuzione. Per gli analisti il dato è scontato, anche perché le restrizioni alla misura imposte nell’ultima legge di bilancio rendono questa prestazione previdenziale molto poco attrattiva.

Analisi dei dati

I dati forniti dall’INPS rivelano che nel 2023, sono state liquidate 764.907 nuove pensioni. Un calo dell’11,07% rispetto alle 865.948 pensioni erogate nel 2022. Questo decremento è particolarmente rilevante se confrontato con i tassi precedenti, indicando una tendenza verso una minore propensione al pensionamento anticipato. O meglio: le uscite in anticipo si sono ridotte rispetto al passato, mentre sono aumentate le penalizzazioni per chi decide di smettere di lavorare prima dell’età standard per la pensione di vecchiaia.

Un andamento che dovrebbe essere replicato anche nei prossimi anni. Stanno andando in pensione lavoratori che hanno molti anni di versamenti calcolati con il contributivo (che esce quest’anno ne ha potenzialmente 28), e che quindi sono già penalizzati rispetto al passato. Se si aggiungono le decurtazioni imposte con le uscite anticipate i conti sono semplici. Chi può preferisce attendere i 67 anni prima di chiudere definitivamente con l’attività lavorativa.

Il report dell’INPS mette in luce una riduzione specifica del 16,09% negli assegni anticipati che sono stati liquidati lo scorso anno. Una differenza sostanziale quindi e non un calo estemporaneo.

Considerazioni sulle pensioni femminili

Un altro aspetto da considerare sono gli importi delle pensioni femminili. Mentre gli importi medi delle pensioni sono leggermente aumentati, passando da 1.135 euro a 1.140 euro, per le donne si è verificato un calo: gli assegni mensili medi sono scesi da 963 euro a 950 euro. Significa, tradotto in cifre, che le pensioni femminili sono inferiori del 30% rispetto a quelle maschili, una discrepanza che anche per il governi richiede attenzione e interventi specifici.

Entra nella community, informati e fai le tue domande su YouTube e Instagram.

Nel 2023 più di 100.000 pensioni in meno

Rispetto all’anno precedente, ci sono state dunque oltre 100.000 pensioni in meno. Il monitoraggio dell’INPS ha registrato che nel 2023 sono state erogate 794.907 pensioni. Un numero che include diverse tipologie di pensioni: vecchiaia, assegni sociali, pensioni anticipate, invalidità e ai superstiti. Confrontando con le 865.948 pensioni del 2022, il calo è evidente e significativo.

Calo specifico nelle pensioni di vecchiaia

Particolarmente interessante è anche il calo nelle pensioni di vecchiaia, che hanno registrato una riduzione del 2,38% rispetto al 2022.

Fine dell’effetto Quota 100 e calo delle pensioni anticipate

Il 2023 è anche l’anno che ha decretato la fine dell’effetto Quota 100, negli ultimi anni era stato un aspetto chiave nelle dinamiche pensionistiche del nostro Paese. Ma non solo: Quota 100 ha anche rappresentato una perdita secca di molti miliardi per le casse della previdenza.

Si allunga l’età pensionabile

Quota 100, introdotta come un canale di uscita anticipata, si è dunque notevolmente ridimensionata. Così come le misure ponte che sono state proposte dai governi per cercare di andare oltre quella prestazione, ovvero Quota 103 e Quota 102. Nel 2023, gli assegni anticipati liquidati sono stati 218.584, il 16,09% in meno rispetto all’anno precedente. Un trend che segnala l’allungamento dell’età pensionabile.

Impatto su pensioni ai superstiti e di invalidità

Il report dell’INPS mostra anche una riduzione significativa nelle pensioni ai superstiti, con un calo del 17,98%, e nelle pensioni per invalidità, diminuite del 13,55%. Anche questi sono due dati che meritano una attenta analisi. In particolare la diminuzione delle prestazioni legate all’invalidità. Da tempo il governo, e non solo, ritiene che la spesa assistenziale sia troppo alta. Al punto che spesso si immagina di separare la spesa previdenziale da quella assistenziale. Il motivo: senza le prestazioni di assistenza il sistema previdenziale italiano, nonostante le difficoltà, è ancora in equilibrio.

Ma il problema poi sarebbe un altro: dove trovare le risorse per le misure assistenziali?

Aumenta la differenza tra le pensioni di uomini e donne

Nel 2023, è aumentata la differenza tra le pensioni di uomini e donne è aumentata, un divario di genere preoccupante che caratterizza il sistema pensionistico italiano.

Importo medio delle pensioni

Nel dettaglio, l’importo medio mensile delle pensioni è stato di 1.140 euro, un lieve aumento rispetto ai 1.135 euro del 2022. Nonostante questo incremento le donne hanno visto una riduzione dei loro assegni pensionistici, che sono scesi da 963 euro a 950 euro. La differenza di genere è oggi del 30%, le pensioni maschili sono infatti aumentate da 1.353 euro a 1.366 euro mensili.

Calo della propensione al pensionamento in tutte le gestioni

Un altro aspetto fondamentale del 2023 è stato il calo generale della propensione al pensionamento in tutte le categorie di lavoratori.

Dettagli sulle variazioni per categoria di lavoratori

L’INPS ha rilevato una diminuzione nel numero di pensioni in diverse categorie:

Quota 103 e Quota 102: assegni in calo
Nell’immagina una coppia che ha deciso di rinunciare al pensionamento anticipato.

FAQ (domande e risposte)

Quanto è diminuito il numero di pensionamenti con Quota 103 e 102?

Nel 2023, il numero di pensionamenti sotto le regole di Quota 103 e Quota 102 ha visto un calo significativo. Comparando i dati, si osserva che le nuove pensioni liquidate dall’INPS sono state 764.907, segnando un decremento dell’11,07% rispetto alle 865.948 erogate nel 2022. Questo dato evidenzia un trend in discesa nel numero di pensionamenti anticipati sotto queste due quote.

Qual è stata la riduzione percentuale degli assegni anticipati nel 2023?

Nel 2023, gli assegni anticipati liquidati hanno subito una riduzione del 16,09%. Questo calo si riferisce alle pensioni anticipate, una categoria che era stata significativamente influenzata dalla Quota 100. La riduzione è un indicatore del calo generale nell’opzione di pensionamento anticipato, specialmente nel passaggio da Quota 103 a Quota 102.

Come è cambiato l’importo medio delle pensioni nel 2023?

L’importo medio delle pensioni nel 2023 ha registrato un lieve aumento, passando da 1.135 euro nel 2022 a 1.140 euro. Tuttavia, questa crescita non è stata uniforme tra i generi: per le donne, l’importo medio degli assegni pensionistici è sceso da 963 euro a 950 euro, mentre per gli uomini è aumentato da 1.353 euro a 1.366 euro mensili.

Qual è la differenza tra le pensioni di uomini e donne nel 2023?

Nel 2023, è emersa una differenza significativa tra le pensioni di uomini e donne. Mentre l’importo medio mensile delle pensioni maschili è salito a 1.366 euro, quello femminile è diminuito a 950 euro. Questo porta a una discrepanza del 30%, con le pensioni femminili che risultano significativamente più basse rispetto a quelle maschili.

Come ha influenzato Quota 103 le pensioni ai superstiti e invalidità?

Le pensioni ai superstiti e per invalidità hanno subito un calo marcato nel 2023. Le pensioni ai superstiti sono diminuite del 17,98%, mentre quelle per invalidità sono scese del 13,55%. Questi numeri indicano un impatto diretto delle modifiche apportate con l’introduzione di Quota 103 sulle pensioni in queste categorie.

Quali sono state le variazioni nelle pensioni per categoria di lavoratori?

Le variazioni nelle pensioni per categoria di lavoratori nel 2023 mostrano un trend uniforme di calo. Il Fondo lavoratori dipendenti (Fpld) ha registrato una riduzione da 376.753 pensioni nel 2022 a 327.558 nel 2023. Anche per i dipendenti pubblici, artigiani, commercianti, parasubordinati e coltivatori diretti, coloni e mezzadri si è verificata una diminuzione. L’unica eccezione è rappresentata dagli assegni sociali, che hanno visto un incremento da 84.073 nel 2022 a 88.539 nel 2023.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sulle pensioni: