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Quota 103 nel 2024: cambia qualcosa?

Quota 103 nel 2024: la misura potrebbe essere allargata per renderla più simile a Quota 41, il provvedimento bandiera della Lega. Tramonta la possibilità di un ritorno di Quota 102, mentre per la riforma delle pensioni si dovrà ancora aspettare. Il superamento delle Fornero resta un miraggio.

di Redazione

Settembre 2023

Quota 103 nel 2024: cambia qualcosa? Di certo la misura sarà confermata: si tratta del trattamento più simile a Quota 41 (che non sarà introdotta) e l’inevitabile sostituto di Quota 100 e Quota 102, che non sono risultate sostenibili per il nostro sistema previdenziale. Ma come sarà confermata Quota 103, sarà identica o subirà delle modifiche? (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Quota 103 nel 2024: come espanderla

Si sta verificando la possibilità di allargare la platea degli aventi diritto a Quota 103. Lo ha dichiarato il sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali, Claudio Durigon.

Si tratta di una scelta obbligata: non ci sono, infatti, i presupposti per attivare la promessa riforma del sistema previdenziale. Ovvero il superamento della Legge Fornero. Il motivo: non ci sono soldi.

E dunque: Quota 103, nata come misura ponte tra Quota 102 e Quota 41, resta anche per il 2024.

Su come estenderla è però tutto da verificare. Saranno decisivi i prossimi incontri con le parti sociali e il calcolo dei costi.

Ricordiamo che Quota 103 è accessibile a chi ha 41 anni di contributi e 62 anni di età.

Quota 103: il motivo della proroga

Alla base della decisione di prorogare Quota 103 c’è una strategia chiara. Si tratta di guadagnare tempo. Di cercare risorse. Di trovare soluzioni migliori. Come Durigon ha sottolineato, Quota 103 è solo l’inizio. Un report della Ragioneria di Stato ha messo in luce alcune cifre interessanti.

Se Quota 103 diventasse una misura permanente, ci sarebbe un aumento della spesa in rapporto al Pil di 8,4 punti percentuali. Ovvero: 170 miliardi in 50 anni. Per il solo 2024 sarebbe è un finanziamento di circa 4 miliardi.

Quota 103 allargata: alternativa alla Quota 41

Il governo ha dunque intenzione di confermare Quota 103 ed eventualmente di allargarla. Una sorta di Quota 41 in formato ridotto.

La Lega spinge per l’introduzione della Quota 41 pura, in pensione a qualsiasi età con 41 anni di contribuzione. Ma l’esecutivo ha altre priorità. Per esempio, ridurre le tasse, il cuneo fiscale e incentivare le nascite.

Perché Quota 41 risulta al momento inapplicabile? Qualche cifra per capire.

La spesa stimata per Quota 41 sarebbe poco più di un miliardo nel 2024 e 2,2 miliardi nel 2025. Queste stime sono caute e basate sulla convinzione (da verificare) che solo metà delle persone con 41 anni di contributi deciderà di andare in pensione con questo trattamento, perché riceverebbero un assegno ridotto rispetto ad altri anticipi pensionistici.

Nel 2024 ci saranno 82 mila nuove pensioni, e 86 mila nel 2025. Chi raggiunge Quota 41 alla fine del 2024 riceverà la pensione all’inizio del 2025.

Questo significherebbe che nel 2025 ci saranno più pensionati del previsto. In totale, dal 2024 al 2026, quasi duecentomila lavoratori andrebbero in pensione anticipatamente, con una spesa di oltre 3,7 miliardi di euro nel triennio.

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Quota 103 nel 2023: come funziona

Per avere un quadro chiaro del futuro, è utile capire come funziona Quota 103 nel 2023. I requisiti sono:

Vale la pena ricordare anche l’incentivo per coloro che, pur avendo raggiunto i requisiti, sceglievano di rimanere al lavoro. Questo beneficio è rappresentato dal versamento in busta paga dei contributi previdenziali, normalmente destinati all’INPS.

Dettagli su Quota 103

Opzioni disponibili

Chi raggiunge i requisiti di Quota 103 nel 2023 ha tre scelte principali:

  1. Andare in pensione anticipatamente.
  2. Rimanere al lavoro e ricevere un premio in busta paga, pari allo sgravio contributivo (ovvero al 9,19% della retribuzione, nella maggior parte dei casi).
  3. Rimanere al lavoro rinunciando allo sgravio.

Importo dell’anticipo pensionistico

Optando per l’anticipo con Quota 103, il cittadino può ottenere un assegno massimo lordo di 2.818,70 euro. Questo importo rimane invariato fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia, fissata a 67 anni fino al 31 dicembre 2024.

Dettagli sull’incentivo

La possibilità di ricevere direttamente in busta paga i contributi destinati all’INPS, invece, comporta alcuni dettagli importanti:

Tramonta l’ipotesi di un ritorno a Quota 102

Non ci sarò un ritorno di Quota 102 per il 2024. Questa soluzione sarebbe stata costosa e avrebbe però offerto una uscita anticipata a molti lavoratori (64 anni e 38 di contributi). Ma Marina Calderone, la ministra del Lavoro, ha chiarito: non ci saranno cambiamenti, resteranno le misure attuali.

Ape sociale e Opzione donna

L’Ape sociale verrà prorogata. Ma che succederà con Opzione donna? L’intenzione del governo è quella di modificare il trattamento in vigore nel 2023, che è risultato troppo restrittivo (pochissime adesioni). Ma è improbabile un ritorno al passato (in pensione a 58 0 59 anni con 35 anni di contributi).

L’esecutivo ritiene che quella configurazione fosse troppo costosa.

I sindacati sperano in una modifica di Opzione donna (oggi accessibile a 60 anni, ma solo per caregiver, invalide e disoccupate). O almeno che venga ampliata in modo significativo la platea delle aventi diritto.

Lavoratori con pochi contributi

C’è una questione rilevante nel sistema pensionistico che riguarda chi andrà in pensione nel prossimo futuro. I giovani lavoratori rischiano di avere trattamenti molto più bassi, perché hanno avuto lavori precari e con stipendi non adeguati.

La questione giovani si lega a un altro problema: la denatalità, che può mettere a rischio tutto il sistema previdenziale in Italia. Se non si inverte l’andamento nel 2050 ci sarà un lavoratore per ogni pensionato. Tradotto, significa la quasi impossibilità di garantire gli importi delle pensioni.

Per il governo la riforma del sistema previdenziale rappresenta forse la sfida più rilevante, anche per le conseguenze future che abbiamo accennato. Il prossimo incontro sarà il 18 settembre. Poi, il 20 settembre, ci saranno delle proposte da parte della commissione.

Quota 103 nel 2024: cambia qualcosa?
Un pensionato si chiede come sarà Quota 103 nel 2024.

FAQ (domande e risposte)

Sarà confermata e come Quota 103 nel 2024?

Nel 2024, Quota 103 sarà confermata. Tuttavia, non è chiaro se sarà identica o subirà delle modifiche. L’esecutivo Meloni ha espresso l’intenzione di confermare Quota 103, con l’idea di allargarla, ma i dettagli su come ciò avverrà sono ancora da definire.

Perché si è deciso di confermare Quota 103?

Quota 103 è stata confermata poiché rappresenta un’alternativa più sostenibile rispetto a Quota 100 e Quota 102, che non sono risultate sostenibili per il sistema previdenziale italiano. La conferma di Quota 103 è anche una mossa per prendere tempo e cercare risorse e soluzioni più efficienti. Secondo un recente report, rendere strutturale Quota 103 avrebbe un impatto significativo sulla spesa rispetto al PIL, rendendola l’opzione più vantaggiosa per il governo nel 2024.

Come ha funzionato Quota 103 nel 2023?

Nel 2023, per accedere a Quota 103, erano necessari 41 anni di contributi e 62 anni di età, da raggiungere entro il 31 dicembre 2023. Era possibile scegliere tra andare in pensione anticipatamente, continuare a lavorare ricevendo un premio in busta paga corrispondente allo sgravio contributivo, o lavorare rinunciando a tale sgravio.

È stata esclusa la possibilità di un ritorno a Quota 102?

Sì, l’ipotesi di tornare a Quota 102 nel 2024 è stata esclusa. Tale misura avrebbe previsto il pensionamento con 41 anni di contributi e 61 anni di età. Sebbene costasse 3,5 miliardi e interessasse circa 150.000 lavoratori, la ministra del Lavoro, Marina Calderone, ha affermato che non ci sarebbe stato un ritorno alle precedenti misure di flessibilità.

Quale sarà il futuro di Opzione donna?

La misura di Opzione donna è in fase di revisione. Il governo sta cercando modi per fornire un “ristoro” alle donne, poiché la gestione precedente di questa opzione è stata vista come particolarmente onerosa per le donne stesse. Attualmente, le donne che possono beneficiare di Opzione donna sono quelle con 35 anni di contributi, maturati entro il 31 dicembre 2022, e 60 anni d’età. Tuttavia, le dichiarazioni del ministro dell’Economia suggeriscono che potrebbe non esserci una riforma sostanziale del sistema previdenziale nel suo complesso, vista la situazione demografica dell’Italia.

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