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Riforma pensioni 2024, ultime notizie luglio

Ultime notizie sulla riforma delle pensioni: Quota 41, Quota 103, Ape Sociale e Opzione Donna. Cosa c'è da aspettarsi per il 2024?

di Carmine Roca

Luglio 2023

Quali sono le ultime notizie sulla riforma delle pensioni? Ecco cosa potrebbe accadere nel 2024 (scopri le ultimissime notizie sulle pensioni sempre aggiornate. Ricevi su WhatsApp e sul canale Telegram la rassegna stampa con le ultime novità sui concorsi e sul mondo del lavoro. Resta sempre aggiornato sulla nostra pagina Facebook e Prova il nostro tool online per la ricerca di lavoro in ogni parte d’Italia. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Ultime notizie sulla riforma delle pensioni

Riforma delle pensioni? Slitterà di un anno, almeno. Il governo non ha fretta, perché “chi vuole fare le cose di fretta le fa male”, ha confermato Federico Freni, sottosegretario al Mef, confermando lo stallo attuale.

Chi si attendeva importanti novità sulla riforma delle pensioni è rimasto deluso. In primo luogo i lavoratori e le lavoratrici in età avanzata, prossimi alla pensione. In seconda battuta i sindacati: “Ma stiano tranquilli, che questo governo farà le cose per bene, senza alcuna fretta”, ha ribadito Freni.

Fretta che, invece, sembra ne abbia Maurizio Landini. Il segretario della Cgil, probabilmente per costringere il governo ad accelerare le operazioni di riforma, ha affermato: “A fine anno torneremo alla Fornero in modo secco”.

Potrebbe, dunque, concretizzarsi “l’incubo” per governo e lavoratori: non avere alternative alla pensione di vecchiaia, se non la pensione anticipata ordinaria introdotta nel 2012, che consente l’uscita con 42 anni e 10 mesi di contributi agli uomini e con 41 anni e 10 mesi di contributi alle donne, senza limiti di età.

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Riforma delle pensioni con Quota 41 per tutti

E Quota 41 per tutti che fine ha fatto? Per la Lega, fervida sostenitrice, questa misura rimane l’unica in grado di superare la legge Fornero: un’uscita con 41 anni di contributi, senza limiti di età, rivolta a qualsiasi categoria di lavoratori e lavoratrici.

Quota 41 per lavoratori precoci

Attualmente, Quota 41 esiste, ma è rivolta ai lavoratori precoci: chi ha maturato almeno un anno di contributi prima di compiere 19 anni e nel corso della carriera si è costruito un’anzianità contributiva di 41 anni.

Questa prestazione, però, è rivolta a determinate categorie di lavoratori e lavoratrici:

Quota 41 requisiti

La proposta prevede l’uscita anticipata con 41 anni di contributi, senza limiti di età e di categorie e senza ricalcolo dell’assegno, da calcolare col sistema misto o retributivo.

Il governo potrebbe spingersi verso un compromesso, che vedrebbe un’apertura nei confronti dei soli lavoratori addetti alle mansioni gravose.

Quota 41: perché non convince?

Chiaramente, estendere la platea dei potenziali beneficiari di Quota 41 comporterebbe un esborso economico, al momento, fuori portata per le casse dello Stato: secondo le prime stime, portare Quota 41 per tutti a regime costerebbe 12 miliardi in più ogni anno.

Una spesa che, per motivi di bilancio, il governo non potrà affrontare. Ecco, perché, è necessario individuare, e lo si è già fatto con Quota 103, alternative valide a Quota 41 per tutti, che rimane l’obiettivo dell’attuale esecutivo.

Ultime notizie sulla riforma delle pensioni: proroga di Quota 103

Quota 103 è stata la soluzione individuata dal governo con l’ultima legge di bilancio. Parliamo di una Quota 41 per tutti, ma con limitazioni anagrafiche: l’accesso è consentito con 41 anni di contributi, ma solo se il richiedente ha compiuto almeno 62 anni.

Quella che era una misura intermedia, che avrebbe spianato la strada a Quota 41 per tutti, verrà confermata anche nel 2024, assieme all’Ape Sociale, l’anticipo pensionistico che accompagna il lavoratore fino all’età per la pensione di vecchiaia.

Ultime notizie sulla riforma delle pensioni: proroga dell’Ape Sociale

Oggi, l’Ape Sociale è accessibile a 63 anni, con 30 anni di contributi per disoccupati, caregiver e invalidi; con 32 anni di contributi per i lavoratori edili e i ceramisti; con 36 anni di contributi per i lavoratori impiegati in mansioni gravose.

Nelle intenzioni del governo oltre alla proroga di almeno un altro anno, c’è l’estensione della misura a nuove categorie di lavoratori.

Ultime notizie sulla riforma delle pensioni: addio Opzione Donna?

Chi potrebbe sparire dal panorama previdenziale italiano è Opzione Donna, imbruttita pesantemente nel 2023 con un restyling che non è piaciuto a nessuno.

Opzione Donna requisiti 2023

Si è passati da un’uscita a 58 anni (o a 59 anni per le lavoratrici autonome) a un accesso contingentato, aperto soltanto alle lavoratrici caregiver, alle invalide civili con una percentuale pari o superiore al 74% e alle lavoratrici licenziate o dipendenti di grandi aziende in crisi economica.

È cambiata pure l’età di accesso: 60 anni, con sconti di uno (59 anni) o due anni (58 anni) in presenza di uno o più figli. Sono rimasti invariati il requisito contributivo (35 anni) e pure il ricalcolo dell’assegno col metodo contributivo.

Opzione Donna ultimissime

Nel 2024, Opzione Donna non tornerà al passato (al 2022). L’ipotesi alternativa alla cancellazione della misura è una conferma dei requisiti in vigore nel 2023.

Ultime notizie sulla riforma delle pensioni
Ultime notizie sulla riforma delle pensioni: in foto Palazzo Chigi.

Ultime notizie sulla riforma delle pensioni: cosa aspettarsi?

Rimangono in stand-by due ipotesi: la pensione a 64 anni con ricalcolo contributivo e la pensione con l’anticipo della quota contributiva.

Pensione a 64 anni con ricalcolo contributivo

La pensione con ricalcolo contributivo è una proposta formulata dall’attuale governo, chiamata anche Opzione Uomo.

L’idea è quella di anticipare la pensione a 64 anni, rinunciando alla quota maturata col sistema retributivo (contributi versati fino al 1995), con un intero ricalcolo contributivo.

Altrimenti ci sarebbe la soluzione “64 anni di età e 36 anni di contributi”, senza limiti sul valore dell’assegno, come accade, invece, con la pensione anticipata contributiva, che consente l’uscita a 64 anni di età, con 20 anni di contributi versati, ai soli contributivi puri, a patto che abbiano maturato un assegno pari o superiore a 2,8 volte il valore dell’Assegno Sociale (1.409,16 euro nel 2023).

Pensione con l’anticipo della quota contributiva

L’altra ipotesi è la pensione con l’anticipo della quota contributiva, una soluzione proposta dall’INPS, che darebbe la possibilità ai lavoratori di accedere prima alla sola quota contributiva della pensione (a 63 anni, con 20 anni di contributi versati e un assegno pari o superiore a 1,2 volte il valore dell’Assegno Sociale).

Al compimento dei 67 anni di età, il lavoratore riceverebbe anche la quota retributiva della pensione maturata.

Faq su riforma delle pensioni

Cosa si sa sulla rivalutazione delle pensioni nel 2024?

Per il 2024, la rivalutazione delle pensioni dovrebbe essere ridotta, con un conguaglio dello 0,8% da applicare sugli assegni dal 1° gennaio 2024. Questo rappresenta la differenza tra il 7,3% di rivalutazione provvisoria e l’8,1% di rivalutazione effettiva non versata ai pensionati nel 2023.

Cosa cambia per le pensioni minime nel 2024?

Per le pensioni minime, è prevista una rivalutazione aggiuntiva del 2,7%, uguale per tutti, senza differenze di età. L’aumento a 600 euro per gli over 75 anni è confermato solo per il 2023. Per prorogarlo sarà necessario immettere nuove risorse.

Quanto si perde con la riforma delle pensioni 2024 e Quota 41?

La riforma delle pensioni 2024 e Quota 41 potrebbero comportare una riduzione dell’assegno pensionistico. La decurtazione potrebbe essere tra il 10% e il 16%, o anche più alta, a seconda della posizione contributiva del lavoratore. Ad esempio, per una pensione di 2.000 euro, si potrebbero perdere fino a 200 euro al mese.

Cosa significa anticipare l’accesso alla pensione con la Quota 41?

Anticipare l’accesso alla pensione con la Quota 41 significa che si può andare in pensione dopo 41 anni di contributi, invece che con 42 anni e 10 mesi di contributi (o un anno prima per le donne). Questo però potrebbe comportare una decurtazione dell’assegno pensionistico.

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