In questo approfondimento vi parleremo di rimborso della pensione di reversibilità degli ultimi 5 anni e chi di lo riceverà (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).
Indice
Rimborso della pensione di reversibilità degli ultimi 5 anni: la sentenza della Corte Costituzionale
La Corte Costituzionale, con la sentenza numero 162 del 30 giugno 2022, ha stabilito che il meccanismo che comporta la riduzione della pensione di reversibilità a chi supera determinate soglie di reddito personale, è incostituzionale.
La Consulta ha spiegato che l’importo della prestazione riservata ai familiari superstiti del pensionato deceduto non può essere decurtata, se cumulata ai redditi del beneficiario, per un importo che superi l’ammontare complessivo dei redditi aggiuntivi.
In pratica, la Corte Costituzionale ha ribadito che quanto imposto dalla riforma Dini del 1995, si pone in contrasto con la finalità solidaristica della reversibilità, che ha come obiettivo la valorizzazione del legame familiare che univa il beneficiario del trattamento al titolare della pensione.
A causa delle decurtazioni imposte per soglie di reddito, il legame familiare – spiega la Corte Costituzionale – si trasforma in un impedimento per il familiare e lo priva di una somma che supera i propri redditi personali.
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A chi spettano i conguagli della pensione di reversibilità?
Cosa accade ora? L’INPS, accogliendo la sentenza della Corte Costituzionale, dovrà rimediare al torto causato e riconoscerà gli arretrati a chi, negli ultimi 5 anni, ha ricevuto una pensione di reversibilità di importo inferiore a quello spettante.
Chi riceverà il rimborso? Hanno diritto a percepire le somme indebitamente sottratte dall’INPS, coloro che hanno subito la riduzione della pensione di reversibilità dal 2019 al 2023. Da quest’anno (il 2024) i conteggi per l’effettivo importo da erogare verranno effettuati con i nuovi criteri.
Come fare a stabilire l’importo del rimborso a cui si ha diritto? Basta controllare il limite di reddito di ogni anno, dal 2019 al 2023, oltre i quali sono scattati i tagli.
Quali erano i limiti di reddito per la reversibilità dal 2019 al 2023?
Ricordiamo che la decurtazione della pensione di reversibilità scatta sui redditi di importo superiore a 4 volte il trattamento minimo INPS.
Le soglie di reddito erano le seguenti:
- 20.007,39 euro nel 2019;
- 20.107,62 euro nel 2020 e nel 2021;
- 20.449,26 euro nel 2022;
- 21.985,86 euro nel 2023.
Il conguaglio spetta per la pensione di reversibilità riconosciuta al coniuge o agli altri soggetti, in assenza del coniuge.
L’INPS calcolerà sul rimborso spettante anche gli interessi e la rivalutazione, per ogni anno di riferimento.
Come si calcola l’importo del conguaglio?
La Corte Costituzionale ha stabilito che, calcolata la pensione di reversibilità spettante, è necessario valutare il reddito personale di chi la deve percepire, senza considerare:
- la pensione di reversibilità stessa;
- la rendita catastale dell’abitazione principale rivalutata del 5%;
- il TFR o gli stipendi arretrati che sono tassati separatamente.
Se applicando il taglio in base al reddito personale, la quota di reversibilità trattenuta è maggiore del reddito stesso, la prestazione va riconosciuta in misura pari a quel reddito.
Chi non ha diritto al rimborso della pensione di reversibilità?
Attenzione, però: non tutti i titolari di pensione di reversibilità hanno diritto al rimborso.
Non riceverà nulla chi possedeva un reddito personale inferiore a 3 volte il trattamento minimo INPS negli ultimi 5 anni.
Allo stesso tempo, chi fa parte di un nucleo familiare in cui sono presenti figli minorenni, studenti o inabili non ha ricevuto alcun taglio della prestazione e, dunque, non ha diritto ad alcun rimborso dall’INPS.
Va presentata domanda per avere il rimborso della pensione di reversibilità?
Bisognerà presentare domanda per ottenere il rimborso dall’INPS? No, l’istituto procederà d’ufficio a ricalcolare gli importi degli arretrati, senza che il beneficiario presenti alcuna domanda.
Vi consigliamo, però, di informarvi presso un patronato o un ente abilitato dall’INPS, anche solo per comprendere quale possa essere l’importo del rimborso.

Faq sulla pensione di reversibilità
Come richiedere la pensione di reversibilità
La pensione di reversibilità va richiesta all’INPS, inoltrando la domanda in via telematica sul sito dell’ente previdenziale.
Se a richiederla è il coniuge, l’INPS, sul suo sito, ha messo a disposizione un modello precompilato con le informazioni più importanti. Invece, se a richiederla sono tutti gli altri familiari superstiti, sarà necessario presentare domanda seguendo la normale procedura.
In alternativa, il richiedente o la richiedente può fare domanda tramite:
- il contact center, telefonando all’803 164 (gratuito da rete fissa) o allo 06 164 164 (da rete mobile);
- l’assistenza di enti di patronato o intermediari dell’INPS, tramite servizi telematici da loro offerti.
Quali documenti allegare alla domanda per la pensione di reversibilità?
Alla domanda per la pensione di reversibilità vanno allegati diversi importanti documenti, quali:
- certificato di morte, anche tramite autocertificazione;
- certificato di matrimonio, anche tramite autocertificazione
- stato di famiglia alla data del decesso, anche tramite autocertificazione;
- dichiarazione di non avvenuta pronuncia di sentenza di separazione con addebito e di non avvenuto nuovo matrimonio;
- eventuali diritti a detrazioni d’imposta;
- il certificato di frequenza scolastica o universitaria per i figli studenti;
- la dichiarazione dei redditi ai fini della verifica della condizione “a carico”, in caso di figli maggiorenni studenti o inabili di qualsiasi età, di nipoti, di genitori, di fratelli celibi o sorelle nubili.
- modalità di accredito.
Quando si perde il diritto alla pensione di reversibilità?
La pensione di reversibilità decade se il coniuge divorziato decide di risposarsi, per esempio, non avrà più diritto a ricevere la pensione di reversibilità. Lo stesso accade se i figli inabili trovano un lavoro o se i figli maggiorenni superano l’età limite (21 anni o 26 per gli studenti universitari) o interrompono gli studi. Anche i genitori perdono il diritto alla pensione se iniziano a percepire una pensione diretta; stesso discorso se i fratelli o le sorelle a carico si sposano.
Quali sono i tetti massimi di reddito personale in vigore nel 2024
Nel 2024 i limiti reddituali sono i seguenti:
- nessuna riduzione con un reddito pari o inferiore a 23.345,79 euro;
- riduzione del 25% per i redditi compresi tra 23.345,79 euro e 31.127,72 euro;
- riduzione del 40% per i redditi compresi tra 31.127,72 euro e 38.909,65 euro;
- riduzione del 50% per i redditi oltre 38.909,65 euro.
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