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Riscatto della laurea, sale il costo

Sale il costo per il riscatto della laurea, sarà quindi più difficile e costoso accedere all’anticipo pensionistico per chi si trova a pochi anni dall’uscita e aveva deciso di riscattare il periodo di studi. Vediamo come e perché.

di Redazione

Gennaio 2024

Sale il costo per il riscatto della laurea, un aumento che rende più difficile l’anticipo pensionistico per chi si trova a pochi anni dalla pensione. Il riscatto agevolato del periodo di studi  passa a quasi 6.100 euro l’anno. Lo scorso anno si pagavano 5.776 euro. Vediamo nel dettaglio. (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Il riscatto agevolato

Il riscatto agevolato della laurea, conosciuto anche come riscatto “light”, è una modalità offerta dall’INPS per includere i periodi di studio universitario nel calcolo della pensione. Questa opzione prevede un costo fisso annuale, indipendentemente dal reddito del cittadino, e rappresenta una delle due strade principali per riscattare gli anni di studio.

Aumento dei costi nel 2024

Nel 2024, c’è un incremento del costo per il riscatto agevolato. Rispetto all’anno precedente, dove la spesa era di 5.776 euro, ora si attesta a quasi 6.100 euro all’anno. L’aumento rende più complicato per molti, soprattutto per chi è vicino all’età pensionabile, l’accesso a questa scelta per anticipare la propria pensione.

L’impatto dell’inflazione

La principale causa di questo aumento è l’inflazione. Infatti, non solo influisce sulla rivalutazione degli importi delle pensioni e dell’Assegno unico universale per i figli, ma incide anche sul reddito minimo imponibile per artigiani e commercianti. Quest’ultimo è il parametro che determina il costo del riscatto “light” della laurea. Con un tasso di inflazione fissato dall’ISTAT al 5,7%, il rincaro sul riscatto rispecchia questo trend, sebbene in misura leggermente inferiore.

Cosa significa per i futuri pensionati

Questo incremento nel costo del riscatto agevolato può avere conseguenze dirette sulle decisioni di chi sta pianificando la propria pensione, soprattutto per coloro che si avvicinano a questo importante traguardo della vita. Potrebbe diventare più difficile per loro utilizzare i periodi di studio universitario per anticipare l’accesso alla pensione.

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I due metodi per il riscatto della laurea

Il riscatto universitario è stato introdotto nel 1997 per trasformare i periodi di studio in anni di lavoro ai fini pensionistici. Una pratica che si è rivelata importante per coloro che puntano ad accrescere i propri contributi pensionistici e, di conseguenza, l’importo della pensione futura.

Riscatto agevolato: cosa implica?

Il riscatto agevolato offre un approccio a prezzo fisso per riscattare gli anni di studio. Il suo costo lo rende un’opzione possibile per molti.

Il riscatto agevolato è applicabile per i periodi di studio universitario che vanno dal 1° novembre dell’anno di immatricolazione al 31 ottobre dell’ultimo anno di durata legale del corso. Sono esclusi gli anni fuori corso.

Vedi cosa cambia per il riscatto agevolato della laurea nel 2024.

Riscatto ordinario: calcolo basato sul reddito

Diversamente dal riscatto agevolato, per il riscatto ordinario si calcola il costo in base al reddito medio del cittadino nei dodici mesi precedenti alla domanda di riscatto. Nel 2024, l’aliquota di contribuzione per l’indennità di vecchiaia e superstiti (IVS) rimane fissa al 33%.

Come influisce l’aumento del reddito minimo imponibile?

Quest’anno, con l’incremento del reddito minimo imponibile per artigiani e commercianti oltre i 18.000 euro (da 17.504 euro nel 2023), il riscatto ordinario diventa meno oneroso solo se il reddito individuale è al di sotto di questa soglia. Per chi non ha mai lavorato, invece, il costo fisso è di 6.000 euro.

Come funziona con il sistema retributivo

Il sistema retributivo riguarda i periodi di studio antecedenti al 1996, o fino alla fine del 2011 per chi ha maturato almeno 18 anni di contribuzione prima del 1996. In questi casi, il calcolo del costo per il riscatto della laurea si basa sul metodo della riserva matematica.

Cos’è il metodo della riserva matematica?

Il metodo della riserva matematica stima il costo del riscatto in base al beneficio pensionistico che deriva dal riscatto stesso. Questo significa che il costo è direttamente correlato all’incremento che l’anno di laurea riscattato apporterebbe alla pensione futura.

Quando conviene il riscatto nel sistema retributivo?

Il riscatto nel sistema retributivo generalmente conviene in due situazioni:

  1. Se si è iniziato a lavorare prima dei 30 anni: in questo caso, riscattare gli anni di laurea può avere un impatto significativo sulla pensione, poiché si aumentano i contributi versati.
  2. Se si è vicini all’età pensionabile: riscattare gli anni di laurea può aiutare ad anticipare l’accesso alla pensione o incrementare l’importo della stessa.

Il riscatto e l’assegno pensionistico

Un aspetto da tenere presente del riscatto nel sistema retributivo è l’influenza che ha sull’assegno pensionistico:

Possibilità di pagamento a rate

Un’importante caratteristica del riscatto è la possibilità di pagare l’importo a rate, con un massimo di 120 rate, rendendo il processo più accessibile e gestibile finanziariamente.

Qui puoi vedere come funziona il riscatto della laurea con il sistema contributivo.

Novità per i giovani

Nel 2024 ci sono anche novità per i giovani rispetto al riscatto della laurea. Una recente circolare dell’INPS introduce la possibilità di trasferire gratuitamente il montante contributivo generato dal riscatto della laurea. Questa opzione è particolarmente vantaggiosa per i giovani, anche per coloro che attualmente non lavorano, ma sono iscritti a una gestione previdenziale.

Chi beneficia di questa novità?

La fascia di età che più beneficia di questa innovazione è quella compresa tra i 26 e i 43 anni. Questa opportunità si rivela un passo importante verso un maggiore supporto alle esigenze previdenziali dei giovani.

Implicazioni delle nuove regole pensionistiche sui millennials

Un altro aspetto rilevante per i giovani, in particolare i millennials, riguarda le nuove regole sulla pensione di vecchiaia a 67 anni.

Secondo l’ultima legge di Bilancio, i millennials potranno accedere alla pensione di vecchiaia a 67 anni di età e 20 di contributi. La novità sta nel fatto che non sarà più necessario raggiungere l’importo minimo di 1,5 volte l’assegno sociale.

Anticipo dell’uscita pensionistica

Un altro punto da considerare è la possibilità di anticipare l’uscita pensionistica a 64 anni di età, a condizione che l’assegno pensionistico sia pari a tre volte l’assegno minimo. Questa possibilità offre una maggiore flessibilità nella scelta del momento dell’uscita dal mondo del lavoro.

Quali sono le altre rivalutazioni

Nel 2024, le rivalutazioni nel sistema pensionistico hanno introdotto anche altri cambiamenti. Adesso, per accedere alla pensione di vecchiaia a 67 anni, è necessario avere guadagnato almeno 17.000 euro lordi all’anno (o 24.000 euro per gli autonomi), con un minimo di 20 anni di contributi.

Implicazioni per l’anticipo pensionistico

Per anticipare la pensione di tre anni, ovvero a 64 anni, è richiesto un reddito annuo di 46.000 euro lordi (o 63.000 per gli autonomi), sempre con 20 anni di contributi. Questi nuovi limiti incidono direttamente sulla fattibilità dell’anticipo pensionistico per molti lavoratori. Insomma, l’accesso è possibile solo per chi nel corso della carriera lavorativa ha avuto stipendi medio alti.

Assegni pensionistici: cosa cambia?

Gli assegni pensionistici che derivano da questi parametri saranno relativamente bassi. Per l’uscita ordinaria, l’assegno sarà di circa 543 euro, mentre per l’uscita anticipata sarà di 1.510 euro. Questi importi sottolineano l’importanza del riscatto della laurea per incrementare l’importo della pensione.

La situazione dei millennials

Per i millennials, che non riescono a raggiungere il reddito annuo di 46.000 euro, l’unica opzione rimane la pensione di vecchiaia senza paletti, potendo superare i 70 anni di età in alcuni casi.

Rivalutazioni dell’assegno unico e soglie Isee

Un’altra novità riguarda l’assegno unico universale. L’INPS ha previsto una rivalutazione degli importi e delle soglie Isee, allargando così la platea dei beneficiari. L’importo minimo sarà di oltre 57 euro al mese per chi ha un Isee superiore a 45.500 euro, mentre l’importo massimo di circa 200 euro al mese per chi ha un Isee fino a 17.000 euro.

Tempistiche delle rivalutazioni

Le rivalutazioni delle pensioni sono già iniziate con le erogazioni di gennaio, mentre gli aggiustamenti dell’assegno unico arriveranno probabilmente a conguaglio con la mensilità di marzo.

Riscatto della laurea, sale il costo
Nell’immagine un uomo costretto a rifare i conti per calcolare il costo del riscatto della laurea.

FAQ (domande e risposte)

Quanto è aumentato il costo del riscatto agevolato della laurea nel 2024?

Nel 2024, il costo del riscatto agevolato della laurea è aumentato notevolmente, passando da 5.776 euro a quasi 6.100 euro all’anno. Questo rappresenta un incremento significativo che può influenzare la decisione di molti individui riguardo l’anticipazione della pensione.

Come influenza l’inflazione il costo del riscatto della laurea “light”?

L’inflazione ha un impatto diretto sul costo del riscatto della laurea “light”. L’aumento dei costi è attribuibile alla crescita del livello medio dei prezzi, con l’inflazione fissata dall’ISTAT al 5,7%. Questo incremento influisce sul reddito minimo imponibile per artigiani e commercianti, che a sua volta determina il costo del riscatto “light”.

Qual è la differenza tra riscatto agevolato e ordinario della laurea?

La principale differenza tra il riscatto agevolato e quello ordinario della laurea risiede nel metodo di calcolo del costo. Il riscatto agevolato ha un costo fisso per ogni anno di studio, indipendentemente dal reddito dell’individuo. Invece, il costo del riscatto ordinario varia in base al reddito medio percepito nei dodici mesi precedenti alla domanda, moltiplicato per l’aliquota di contribuzione dell’indennità vecchiaia e superstiti (IVS), fissata al 33% nel 2024.

Per quali periodi di studi è possibile il riscatto universitario?

Il riscatto universitario è possibile per i periodi di studio che vanno dal 1° novembre dell’anno di immatricolazione fino al 31 ottobre dell’ultimo anno di durata legale del corso di laurea. Sono esclusi gli anni fuori corso. Questo vale per i periodi di studio post-1996, cioè nel periodo contributivo.

Come si calcola il costo del riscatto per anni di laurea pre-1996?

Per gli anni di laurea pre-1996, il costo del riscatto viene calcolato tramite il metodo della riserva matematica. Questo metodo basa il calcolo sul beneficio pensionistico che deriverebbe dal riscatto stesso. In pratica, più elevato è il beneficio in termini di pensione, maggiore sarà il costo del riscatto.

Quali sono le nuove regole per la pensione di vecchiaia dei Millennials?

Le nuove regole per la pensione di vecchiaia dei Millennials prevedono che possano accedere alla pensione di vecchiaia a 67 anni di età con 20 anni di contributi, senza dover raggiungere l’importo minimo di 1,5 volte l’assegno sociale. Per anticipare la pensione a 64 anni, l’assegno pensionistico deve essere pari a tre volte quello minimo. Se non si raggiungono questi requisiti, i Millennials potrebbero dover attendere oltre i 70 anni di età per accedere alla pensione di vecchiaia senza restrizioni.

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