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Salario minimo comunale: dove e come funziona

Salario minimo comunale: dove e come funziona e se sarà approvato per tutti dal Governo.

di Antonio Dello Iaco

Aprile 2024

A livello nazionale il Parlamento non riesce ad approvare una riforma concreta per il salario minimo, i singoli comuni, quindi, si stanno mobilitando per il salario minimo comunale (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Salario minimo “comunale”: gli esempi da nord a sud

Sono vari i comuni italiani che per ora hanno approvato e introdotto il salario minimo comunale. Su tutti spiccano il Comune di Livorno diretto dal sindaco di centrosinistra Luca Salvetti, il Comune di Firenze, guidato dal sindaco del Partito Democratico Dario Nardella, e il Comune di Bacoli (NA), in cui il primo cittadino è il civico Josi Gerardo Della Ragione.

Cosa comporta l’introduzione di questa riforma? Vuol dire che qualunque azienda che lavorerà per conto e con i fondi del amministrazione interessata, dovrà applicare il principio del salario minimo di 9 euro l’ora.

È chiaro che si tratta sempre di un’azione circoscritta. La misura infatti si rivolge solo ai lavori proposti dall’ente. Per quanto riguarda i dipendenti privati in commissioni che non coinvolgono i comuni invece, le prestazioni continueranno a essere pagate con gli stessi livelli retributivi.

In materia di contrattualizzazioni non può infatti intervenire il Comune in modo diretto. A livello nazionale esiste una normazione complessa fondata solo su due principi:

Intanto, dopo la partenza dei primi territori che stanno fungendo da comuni pilota, ci sono già tante altre amministrazioni in tutta Italia che stanno valutando di approvare questa proposta.

Quali sono i CCNL presenti in Italia

Prima di consultare l’elenco nel dettaglio, chiariamo cos’è un CCNL. Si tratta di un contratto collettivo nazionale di lavoro che viene stipulato tra i sindacati dei lavoratori e quelli dei datori di lavoro. Questo accordo regola le mansioni, la retribuzione e il rapporto tra datore e dipendente.

Tuttavia, non è obbligatorio né per il datore, né per il lavoratore accettare questa tipologia di contratto. Il tutto dipende dall’adesione o meno a una delle sigle sindacali che lo hanno sottoscritto.

Questo rende la contrattualizzazione collettiva un’arma debole per contrastare il lavoro povero e che, negli anni, ha dimostrato la sua inefficacia come unico provvedimento normativo.

Oggi il CNEL, il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, si occupa anche di archiviare e raccogliere tutti i contratti collettivi sottoscritti e validi nel nostro Paese. Ecco un elenco di quelli principali:

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Riforma salario minimo comunale: fare pressing sul Governo

Perché sempre più comuni stanno approvando l’istituzione del salario minimo orario a 9 euro per gli appalti pubblici? L’obiettivo è fare un forte pressing sul Governo centrale.

Non a caso gli enti che hanno lavorato e stanno lavorando su questa mozione sono quasi tutti rappresentati da amministrazioni che fanno riferimento all’area politica della minoranza di Governo.

Nei mesi scorsi infatti, le opposizioni avevano provato a portare il tema della retribuzione minima garantita a 9 euro sui banchi di Palazzo Chigi. Tuttavia, la bocciatura del CNEL e la contrarietà dell’esecutivo Meloni alla riforma, hanno reso non applicabile questo principio contrattuale.

Salario minimo: per l’UE s’ha da fare

Il salario minimo è una riforma che per l’Unione Europea va fatta, e anche entro l’autunno del 2024. A stabilirlo è la direttiva 2041 del 2022 che “mira a garantire salari minimi adeguati per migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori europei, favorendo al contempo il dialogo tra le parti sociali”.

Il provvedimento, che va recepito entro il 15 novembre 2024 pena l’avvio di una nuova procedura di infrazione, stabilisce che nessuno Stato membro è obbligato a introdurre un salario minimo legale se la determinazione dei salari avviene tramite contrattazione collettiva.

Il problema può sorgere lo stesso poiché, anche se in minima parte, non tutti i settori lavorativi del nostro Paese sono coperti da contrattazione collettiva. Bisognerà quindi intervenire su questa aggiornandola oppure introducendo la retribuzione minima garantita per tutti i lavoratori e le lavoratrici.

In ogni caso, potrebbero essere previste importanti novità sul tema all’atto del recepimento della direttiva UE.

Per gli Stati dell’UE che invece hanno salari minimi legali, la direttiva prevede delle procedure specifiche per aggiornarli ogni due anni, considerando il potere d’acquisto, il livello generale dei salari, la crescita salariale e la produttività.

Salario minimo comunale: dove e come funziona
L’immagine rappresenta la popolazione che richiede un salario minimo “comunale” a 9 euro

FAQ sul salario minimo

Cos’è il salario minimo?

Il salario minimo è il compenso minimo che un datore di lavoro è legalmente tenuto a pagare ai propri dipendenti per un’ora di lavoro. È una misura di protezione dei lavoratori per garantire loro un reddito dignitoso per il loro impegno lavorativo.

Chi determina il salario minimo?

In Italia il salario minimo non esiste. La legislazione prevede la contrattualizzazione collettiva che stabilisce, per accordo tra sindacati e datori, un compenso orario minimo per ogni categoria.

Questo processo coinvolge una serie di valutazioni e consultazioni con le parti interessate, come sindacati e rappresentanti dei datori di lavoro, al fine di stabilire un importo equo che tenga conto delle condizioni economiche del paese e del benessere dei lavoratori.

Posso negoziare un salario superiore al salario minimo?

Sì, è possibile negoziare un salario superiore alla retribuzione minima garantita previsto da CCNL. Tuttavia, dipende dalle politiche aziendali e dalla disponibilità del datore di lavoro.

Alcune aziende possono offrire salari più alti in base all’esperienza, alle competenze specifiche o alla posizione lavorativa. È sempre consigliabile discutere le condizioni di impiego con il proprio datore di lavoro per comprendere le possibilità di ottenere una retribuzione più elevata.

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