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Si può licenziare il lavoratore che ha un tumore?

Scopri quando non si può licenziare il lavoratore che ha un tumore e quando invece è possibile farlo.

di Romina Cardia

Maggio 2024

Si può licenziare un lavoratore che ha un tumore? Vediamo insieme cosa è previsto (scopri le ultime notizie su lavorodisoccupazioneofferte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Si può licenziare il lavoratore che ha un tumore e supera il periodo di comporto?

Per iniziare, vediamo se si può licenziare il lavoratore che ha un tumore e supera il periodo di comporto.

Se ti trovi in una situazione in cui stai affrontando il tumore e lavori, è importante sapere che hai dei diritti protetti dalla legge.

Ad esempio, hai diritto a un periodo di tempo in cui puoi stare a casa dal lavoro per curarti senza preoccuparti di perdere il lavoro. Questo periodo è chiamato “comporto” ed è di solito di sei mesi, ma può variare a seconda del tipo di lavoro che fai. Durante questo periodo, il tuo datore di lavoro non può licenziarti.

Ma cosa succede se le tue assenze dal lavoro continuano anche dopo il periodo di comporto? In questo caso, il datore di lavoro potrebbe decidere di licenziarti, senza dover dare altre spiegazioni oltre al fatto che sei stato assente per troppo tempo.

Tuttavia, se sei un lavoratore affetto da tumore, hai ulteriori protezioni. La Corte Suprema ha stabilito che trattare tutti i dipendenti allo stesso modo, senza tener conto delle loro condizioni di salute, può essere considerato discriminazione.

Questo significa che se hai bisogno di più tempo per curarti a causa del tumore, il tuo datore di lavoro potrebbe dover adottare misure speciali per aiutarti a mantenere il tuo lavoro, come ad esempio concederti più tempo di comporto.

Secondo la legge europea, il datore di lavoro deve fare tutto il possibile per aiutare i dipendenti con problemi di salute a rimanere al lavoro, a meno che ciò non sia troppo costoso o difficile da fare. Queste misure dovrebbero essere basate sui principi di solidarietà e giustizia.

Se il tuo datore di lavoro decide comunque di licenziarti dopo che hai superato il periodo di comporto a causa delle tue assenze per motivi di salute, hai il diritto di essere reintegrato nel tuo posto di lavoro. È compito del datore di lavoro dimostrare che il licenziamento non è stato discriminatorio e che le tue assenze non erano legate alla tua malattia.

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Si può licenziare il lavoratore che ha un tumore se diventa inabile alle sue mansioni?

Quando un dipendente diventa incapace di svolgere le mansioni a causa di una malattia, il suo datore di lavoro non può semplicemente licenziarlo senza prima esaminare se ci sono altre mansioni adatte alla sua formazione e al suo stato di salute.

Questo è chiamato “obbligo di ripescaggio“, ed è un passo necessario prima di considerare un licenziamento per giusta causa.

Se il datore di lavoro non fa questa verifica e il dipendente dimostra che poteva essere impiegato in altre mansioni senza causare problemi significativi o cambiamenti radicali nell’organizzazione aziendale, allora il licenziamento è considerato nullo.

Questa regola si applica a tutti i tipi di disabilità, ma è particolarmente importante per i dipendenti affetti da malattie oncologiche.

Diritti per chi ha un tumore: aspettativa, congedo e part time

La normativa italiana garantisce specifiche protezioni ai lavoratori colpiti da tumore:

Quando si può licenziare il lavoratore che ha un tumore

La gravità della malattia e i suoi impatti sulle capacità lavorative del dipendente possono condizionare la continuità del rapporto di lavoro.

Il datore di lavoro è tenuto a preservare sempre il benessere fisico e mentale dei suoi dipendenti, in particolare di coloro che presentano disabilità.

Consentire la prosecuzione delle attività nonostante la consapevolezza della malattia può comportare responsabilità sia civili che penali per il datore di lavoro. È per questo che la legge prescrive un controllo medico dopo più di 60 giorni di assenza per motivi di salute.

Dunque, se la malattia rende il dipendente completamente incapace di lavorare per un periodo prolungato e non ci sono alternative lavorative disponibili, il datore di lavoro potrebbe procedere al licenziamento.

Si può licenziare il lavoratore che ha un tumore
Si può licenziare il lavoratore che ha un tumore? Nella foto: una donna appena licenziata.

Chi è soggetto alla visita medica dopo 60 giorni di malattia

La visita medica dopo 60 giorni di malattia è obbligatoria solo per dipendenti che svolgono compiti esposti a rischi professionali come indicato nel Documento di Valutazione dei Rischi (Dvr). Queste categorie includono:

Tuttavia, questa lista non è esaustiva. Il datore di lavoro può richiedere la consulenza del medico competente per valutare altri rischi professionali.

Cosa succede dopo 60 giorni di malattia

I dipendenti con compiti sopra elencati, al ritorno in azienda dopo 60 giorni di malattia, devono sottoporsi a visita medica.

Questa visita deve avvenire subito dopo la fine del certificato di malattia e prima del ritorno al lavoro effettivo. Il medico competente rilascerà un certificato di idoneità al termine della visita.

Se il medico non rilascia il certificato di idoneità perché ritiene che il dipendente non sia in grado di svolgere il lavoro assegnato, possono verificarsi due scenari:

Cosa succede se non viene effettuata la visita medica

Il datore di lavoro è tenuto a organizzare la visita medica dopo 60 giorni di malattia, altrimenti potrebbe essere soggetto a sanzioni amministrative.

Se questo causa un peggioramento delle condizioni di salute del dipendente, il dipendente può richiedere un risarcimento per malattia professionale oltre all’indennizzo Inail.

Il lavoratore che rifiuta la visita medica potrebbe essere soggetto a provvedimenti disciplinari come il licenziamento per giustificato motivo soggettivo.

Cosa fare in caso di disaccordo con la dichiarazione di non idoneità

Se il lavoratore non è d’accordo con la dichiarazione di non idoneità emessa dal medico competente, può presentare ricorso all’Organo di Vigilanza territoriale.

Quest’ultimo può confermare o rivalutare la decisione del medico, offrendo al dipendente la possibilità di tornare al lavoro o di essere riassegnato a compiti compatibili con la sua salute.

FAQ sui diritti di chi soffre di tumore

Chi ha avuto un tumore può andare in pensione prima?

Non esistono disposizioni specifiche che consentano il pensionamento anticipato sia per i pazienti oncologici sia per i soggetti tutelati dalla Legge 104. Tuttavia, esistono regolamenti che, sotto certe condizioni, offrono ai lavoratori invalidi la possibilità di accedere a facilitazioni per anticipare l’accesso alla pensione.

Come richiedere invalidità oncologica?

Per richiedere il riconoscimento dell’invalidità civile a causa di una malattia oncologica, il paziente deve rivolgersi al medico di base, che fornirà un certificato di richiesta. Questo documento dovrà essere poi inviato all’INPS utilizzando il servizio online oppure tramite l’assistenza di un CAF o di un Patronato.

Chi fa la chemio può lavorare?

Ovviamente, un dipendente affetto da cancro ha la possibilità di richiedere al proprio datore di lavoro di poter lavorare da remoto, se lo preferisce.

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