privacy
Home / Lavoro / Stress da lavoro, gli obblighi delle aziende
×
Lavoro e Pensioni
×
icona-ricerca

Stress da lavoro, gli obblighi delle aziende

Stress da lavoro, vediamo in questo post quali sono gli obblighi delle aziende e le tutele garantite al lavoratore anche sulla base di una serie di pronunce della Cassazione. Come difendersi e cosa è possibile pretendere dai datori di lavoro.

di Redazione

Marzo 2024

Stress da lavoro, quali sono gli obblighi delle aziende e le tutele per la salute del dipendente. Le questioni arrivano spesso davanti ai giudici e si richiama l’articolo 2087 del Codice Civile che stabilisce quali sono le misure da adottare per la salute psicofisica del lavoratore. In questo post ti spieghiamo cosa possono fare i dipendenti per difendersi dallo stress causato dalle condizioni di lavoro. (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Stress da lavoro: le sentenze

La Corte di Cassazione ha evidenziato in diverse e recenti sentenze l’obbligo per i datori di lavoro di assicurare che l’ambiente lavorativo sia salubre per i dipendenti. Dall’inizio del 2024 sono sei le sentenze che hanno ribadito la necessità di monitorare continuamente le condizioni di lavoro per prevenire lo stress e di mettere a disposizione strumenti adeguati per la segnalazione di situazioni critiche.

Un esempio emblematico

La sentenza del 12 febbraio 2024, numero 3791, è un punto di riferimento chiaro. Questa decisione sottolinea l’impegno richiesto ai datori di lavoro nell’identificare e contrastare le condizioni di lavoro che possono nuocere alla salute psicofisica dei dipendenti.

Entra nella community, informati e fai le tue domande su YouTube e Instagram.

La pronuncia della Cassazione

La Corte di Cassazione ha delineato i criteri precisi per valutare i contesti lavorativi che potrebbero generare stress. Vanno oltre la semplice individuazione del mobbing. Sono infatti incluse anche le dinamiche che causano stress, conflitti o vessazioni.

L’attenzione dei magistrati si è concentrata sull’analisi dell’intero contesto lavorativo per individuare violazioni degli obblighi di sicurezza e salubrità imposti ai datori di lavoro dall’articolo 2087 del Codice Civile.

Sentenze significative

Le sentenze, tra cui la numero 3791 del 2024, la 3692 del 2023 e la 3291 del 2016, chiariscono che i datori di lavoro non possono evitare la responsabilità di prevenire o attenuare le condizioni lavorative dannose. Queste decisioni mettono in evidenza il dovere dei datori di adottare tutte le misure preventive necessarie, sfruttando la conoscenza tecnica e l’esperienza del settore.

Ti ricordo che l’ipertensione causata da stress da lavoro è causa di servizio.

Un caso concreto

Un esempio pratico è fornito dalle telecomunicazioni. Con l’introduzione di un programma di valutazione periodica del benessere dei dipendenti, sono stati rivelati elevati livelli di stress in alcuni reparti.

L’azienda ha istituito un sistema di segnalazione anonima e migliorato la comunicazione interna, organizzando anche workshop sulla gestione dello stress, in linea con gli obblighi delineati dalla Corte di Cassazione (c’è un indennizzo ai lavoratori per ansia e depressione).

Le linee guida

La Corte di Cassazione ha definito linee guida chiare per la valutazione dei contesti lavorativi, con particolare attenzione a situazioni che possono generare stress. Riguardano non solo, come abbiamo accennato, casi di mobbing ma anche altre dinamiche lavorative stressanti, che possono avere impatti negativi sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori.

In questo post verifichiamo se si può avere l’invalidità civile con stress da lavoro.

Contesti lavorativi sotto esame

Il giudice ha esaminato l’intero contesto lavorativo per identificare eventuali inadempienze da parte del datore di lavoro nell’assicurare un ambiente sicuro e sano, come appunto previsto dall’articolo 2087 del Codice Civile.

Le sentenze, e in particolare la n. 3791 del 2024, insieme ad altre pronunce significative, chiariscono che i datori di lavoro non possono eludere la responsabilità di prevenire o mitigare condizioni lavorative dannose, anche senza prove dirette di mobbing.

Gli obblighi e le responsabilità delle aziende

Il dipendente che si sente vessato dal datore di lavoro ha la possibilità di agire in via civile con una causa per mobbing. Può chiedere un risarcimento per danni alla salute e alla carriera. Il mobbing, tuttavia, richiede la dimostrazione di un comportamento intenzionale mirato a emarginare e umiliare il lavoratore, una prova non sempre facile da fornire.

Il ruolo della Cassazione

La Cassazione sostiene che anche in assenza di prove dirette dell’intento vessatorio, il lavoratore dovrebbe comunque ottenere un risarcimento se è costretto a operare in un ambiente di lavoro stressogeno. In questo modo si allarga la protezione dei lavoratori oltre la stretta definizione di mobbing, introducendo il concetto di straining, una forma di mobbing meno grave ma comunque dannosa.

Straining: una nuova categoria

Lo straining riconosce situazioni in cui il lavoratore subisce uno stress lavorativo eccessivo, indipendentemente dalla dimostrazione dell’intento vessatorio da parte del datore di lavoro. Questa condizione consente ai dipendenti di ricevere un risarcimento per danni alla salute causati da un ambiente di lavoro stressante.

La responsabilità del datore di lavoro di assicurare un ambiente sano si estende oltre il semplice rispetto formale delle norme. Richiede un impegno attivo e costante nella prevenzione delle condizioni nocive, evidenziando l’importanza di un approccio diretto per la tutela della salute e della sicurezza sul posto di lavoro.

La gestione dei conflitti

I giudici della Cassazione hanno evidenziato l’importanza delle misure preventive e correttive che i datori di lavoro devono introdurre per gestire o eliminare le tensioni interne. Tensioni che possono compromettere la serenità e l’efficienza nell’ambiente di lavoro.

Un clima lavorativo sereno

Una sentenza, la n. 26684 del 2017, ribadisce l’obbligo dei datori di lavoro di intervenire attivamente per ristabilire un clima lavorativo sereno e produttivo. Questo comporta l’adozione di strategie mirate a risolvere i conflitti e a promuovere un ambiente di lavoro costruttivo e positivo.

Non è sufficiente per i giudici escludere la presenza di mobbing senza indagare sull’eventuale inadempienza degli obblighi di prevenzione e protezione da parte del datore di lavoro. È necessario valutare anche l’esistenza di un legame causale tra le condizioni lavorative e i danni alla salute del lavoratore.

La verifica della Corte

In particolari circostanze, la verifica diventa importante, soprattutto quando si riconosce una situazione di marcata conflittualità. Questa attenzione alla gestione dei conflitti e alla prevenzione delle situazioni di stress mette in chiaro quale sia il dovere del datore di lavoro: mantenere un ambiente di lavoro sano e positivo.

Basta anche la negligenza

La Cassazione chiarisce che per attribuire responsabilità al datore di lavoro non è necessario dimostrare un’azione intenzionale o attiva; è sufficiente la negligenza nel prevenire condizioni lavorative stressanti. Questo principio impone di considerare lo stress lavoro-correlato in tutti gli ambienti lavorativi, a prescindere dal settore o dalla dimensione dell’azienda.

Fondamenti normativi

L’articolo 28 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, stabilisce che il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) deve includere una sezione dedicata ai rischi per la salute e sicurezza derivanti dallo stress lavoro-correlato. Si impone alle aziende di adottare un approccio più apreto nella gestione della salute e sicurezza dei lavoratori. Devono essere considerati anche gli aspetti psicosociali.

Come dimostrare lo stress da lavoro

Nel contesto delle dispute legali, la ripartizione dell’onere probatorio ha un ruolo notevole. Se per il mobbing il lavoratore deve fornire prove concrete, per lo stress lavoro-correlato derivante da violazioni dell’articolo 2087 spetta al datore di lavoro dimostrare di aver fatto tutto il possibile per prevenire o ridurre le condizioni nocive.

Il ruolo delle sentenze della Suprema Corte

Le sentenze della Suprema Corte sottolineano la necessità per i datori di lavoro di aggiornare periodicamente il DVR in relazione allo stress lavoro-correlato, ma anche di introdurre sistemi di controllo regolari per verificare la salubrità dell’ambiente di lavoro. È fondamentale inoltre che esistano meccanismi che permettano ai lavoratori di segnalare eventuali situazioni di disagio, e che i datori di lavoro intervengano prontamente per risolverle.

Stress da lavoro, obblighi delle aziende
Nell’immagine il dipendente di una azienda che soffre di stress da lavoro.

FAQ (domande e risposte)

Cosa stabilisce l’articolo 2087 del Codice Civile sullo stress da lavoro?

L’articolo 2087 del Codice Civile pone un’attenzione specifica sulla salute e sicurezza dei lavoratori all’interno dell’ambiente lavorativo. Stabilisce che è dovere del datore di lavoro assicurare condizioni che garantiscano la protezione della salute fisica e psicologica dei dipendenti. Ciò comprende la prevenzione dello stress da lavoro, obbligando le aziende a identificare, valutare e gestire i rischi legati allo stress per mantenere un ambiente lavorativo sano.

Quali misure preventive deve adottare il datore di lavoro contro lo stress?

I datori di lavoro sono tenuti a implementare misure preventive e sistemi di monitoraggio continuo per identificare e mitigare i fattori di stress lavorativo. Questo include la fornitura di strumenti per la segnalazione di situazioni critiche da parte dei dipendenti, l’organizzazione di workshop sulla gestione dello stress e la creazione di un ambiente lavorativo che promuova il benessere psicofisico. Inoltre, devono essere periodicamente aggiornate le sezioni del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) relative allo stress lavoro-correlato.

Come possono i dipendenti difendersi dallo stress lavorativo?

I dipendenti che subiscono stress da lavoro possono difendersi ricorrendo a varie strategie, inclusa l’azione legale in caso di mobbing o straining. Possono segnalare le condizioni stressanti attraverso i canali messi a disposizione dall’azienda, come sistemi di segnalazione anonima. Inoltre, possono richiedere il risarcimento dei danni alla salute e alla carriera se dimostrano che lo stress lavorativo ha violato i loro diritti alla tutela della salute psicofisica.

Che cosa è lo straining e come differisce dal mobbing?

Lo straining rappresenta una forma di mobbing in forma attenuata, dove il dipendente subisce stress lavorativo eccessivo senza necessariamente dimostrare l’intento vessatorio del datore di lavoro. A differenza del mobbing, che richiede la prova di un comportamento intenzionale mirato a emarginare e umiliare il lavoratore, lo straining si focalizza sull’ambiente di lavoro stressante in sé, consentendo il risarcimento indipendentemente dalla prova dell’intento vessatorio.

Quali sono le conseguenze legali per i datori in caso di stress da lavoro?

I datori di lavoro che non adempiono ai loro obblighi di prevenzione e gestione dello stress lavorativo possono affrontare conseguenze legali significative, inclusi risarcimenti per danni alla salute dei dipendenti. La giurisprudenza recente ha rafforzato la responsabilità aziendale in questo ambito, imponendo alle aziende di adottare un approccio proattivo nella salvaguardia del benessere dei lavoratori.

Come viene valutata la responsabilità aziendale nell’ambiente di lavoro stressogeno?

La responsabilità aziendale viene valutata considerando se il datore di lavoro ha adottato tutte le misure preventive possibili per ridurre al minimo le condizioni nocive o insalubri all’interno dell’ambiente lavorativo. Questo include l’aggiornamento del DVR, l’implementazione di sistemi di controllo e la disponibilità di canali per le segnalazioni dei dipendenti. Inoltre, si valuta se ci sia stato un mancato adempimento degli obblighi di prevenzione e protezione, e l’esistenza di un legame causale tra le condizioni lavorative e i pregiudizi alla salute del lavoratore.

Ecco i 5 articoli sul lavoro preferiti dagli utenti: