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Taglio del cuneo fiscale, tredicesima esclusa

Taglio del cuneo fiscale, sono arrivati i chiarimenti dell’INPS dopo la manovra di Bilancio. Il beneficio non spetta a tutti i lavoratori ed è esclusa dalla riduzione la tredicesima. Vediamo nel dettaglio.

di Redazione

Gennaio 2024

Taglio del cuneo fiscale, l’agevolazione non riguarda tutti i lavoratori ed è stata esclusa la tredicesima. A chiarirlo l’INPS in una recente circolare. Vediamo di cosa si tratta e quali sono le novità. (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Taglio del cuneo fiscale: la circolare INPS

Il taglio del cuneo fiscale è una misura importante per molti lavoratori. La circolare INPS numero 11/2024 del 16 gennaio ha fornito i chiarimenti indispensabili dopo l’approvazione della manovra di Bilancio. Il taglio riguarda i lavoratori dipendenti, sia nel settore pubblico sia in quello privato.

Qual è il limite di reddito per il beneficio?

Partiamo dai limiti di reddito. Secondo la circolare, i lavoratori con uno stipendio mensile non superiore a 2.692 euro lordi rientrano nella misura. Questo aspetto è determinante, perché stabilisce chiaramente chi può godere del beneficio e chi no.

Qual è l’impatto sulle tredicesime?

Il taglio del cuneo fiscale non avrà però effetti sulla tredicesima mensilità. La circolare INPS specifica, infatti, che l’agevolazione non influisce sul rateo di tredicesima. Significa che il calcolo della mensilità aggiuntiva non sarà alterato dall’agevolazione fiscale.

Esonero contributivo e percentuali di riduzione

Per i lavoratori che rientrano nei limiti di reddito, è previsto un esonero dalla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti (IVS) a carico del lavoratore. Questo esonero è del 6% per chi ha un reddito fino a 2.692 euro e sale al 7% per chi guadagna fino a 1.923 euro mensili.

Esclusione dei rapporti di lavoro domestico

La misura non si applica ai rapporti di lavoro domestico. La circolare INPS ha chiarito che questi lavoratori non rientrano nell’ambito di applicazione del taglio del cuneo fiscale.

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A quanto ammonta il taglio del cuneo fiscale

Il taglio del cuneo fiscale per il 2024 mantiene le stesse percentuali di riduzione vigenti al 31 dicembre 2023. Significa che i lavoratori possono aspettarsi una diminuzione dei loro contributi previdenziali secondo due fasce di reddito specifiche.

Riduzione del 6%

La riduzione del 6% si applica ai lavoratori con una retribuzione mensile compresa tra 1.923 e 2.692 euro. Questo taglio è calcolato su una base di retribuzione imponibile, che considera la somma lorda mensile del lavoratore.

Riduzione del 7%

Per i lavoratori che percepiscono meno di 1.923 euro mensili, il taglio del cuneo fiscale è ancora più vantaggioso, raggiungendo il 7%. Anche in questo caso, il calcolo si basa sulla retribuzione imponibile mensile.

Dettagli specifici dell’esonero contributivo

L’esonero contributivo si applica esclusivamente alla quota dei contributi previdenziali destinati all’invalidità, alla vecchiaia e ai superstiti (IVS) a carico dei lavoratori. Questa precisazione è fondamentale per comprendere a pieno l’impatto del taglio sul proprio stipendio.

Chi ha diritto al beneficio e chi è escluso

Il taglio del cuneo fiscale per il 2024 si estende, come abbiamo visto, a una vasta categoria di lavoratori. Tutti i dipendenti, sia del settore pubblico che privato, hanno diritto al beneficio. Sono inclusi coloro che lavorano per imprese, che siano o meno classificate come imprenditoriali.

L’inclusione dei rapporti di apprendistato

Anche i rapporti di apprendistato rientrano nell’ambito di applicazione di questa misura. Il dettaglio è rilevante per i giovani che stanno iniziando la carriera professionale.

Chi è escluso dal beneficio?

Come abbiamo accennato non tutti i lavoratori possono godere di questa agevolazione. Vi sono delle categorie specifiche che sono state escluse.

L’esclusione dei lavoratori domestici

I lavoratori domestici, come previsto dalla normativa, sono esclusi dal beneficio del taglio del cuneo fiscale. E quindi, chi è impiegato in attività domestiche, come assistenza all’infanzia, a persone non autosufficienti o pulizie, non riceveranno questa agevolazione.

Criteri di ammissione e periodo di applicazione

Il beneficio è valido per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024. È fondamentale che i lavoratori rispettino i limiti di retribuzione mensile stabiliti per rientrare nel campo di applicazione del taglio.

Cosa succede per la tredicesima?

Come abbiamo accennato dal calcolo della retribuzione imponibile ai fini del taglio del cuneo fiscale è stato escluso il rateo di tredicesima. Significa che se un lavoratore rientra nelle soglie stabilite per beneficiare del taglio, la tredicesima non viene considerata nel calcolo del reddito mensile.

Qual è l’effetto del taglio sul rateo di tredicesima?

Se il taglio del cuneo fiscale non ha effetti sul rateo di tredicesima, significa anche: la tredicesima mensilità, che molti lavoratori ricevono come bonus di fine anno, non viene alterata da questa misura fiscale.

Riduzione specifica della contribuzione IVS

In termini di contribuzione IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti), le riduzioni sono tangibili. Per esempio, se la quota di contribuzione IVS a carico del lavoratore è del 9,19%, questa può essere ridotta:

Taglio del cuneo fiscale, tredicesima esclusa
Nell’immagine due lavoratori che hanno dubbi sul taglio del cuneo fiscale.

FAQ (domande e risposte)

Che cos’è il taglio del cuneo fiscale per il 2024?

Il taglio del cuneo fiscale per il 2024 è una misura economica rinnovata per i lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati. Si tratta di un esonero contributivo sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti (IVS), a carico del lavoratore. Questo esonero riguarda i lavoratori con un reddito mensile non superiore a 2.692 euro lordi, ma non influisce sulla tredicesima mensilità.

Quali lavoratori sono esclusi dal taglio del cuneo fiscale?

Dal beneficio del taglio del cuneo fiscale sono esclusi i rapporti di lavoro domestico. Pertanto, la misura è applicabile per tutti i rapporti di lavoro dipendente, compresi quelli di apprendistato, ma non per i lavoratori domestici, a prescindere dal reddito.

Qual è la soglia di reddito per il taglio del 6%?

La soglia di reddito per beneficiare del taglio del 6% è una retribuzione imponibile non superiore a 2.692 euro mensili. Ciò significa che i lavoratori che guadagnano fino a questa cifra possono aspettarsi una riduzione del 6% sui loro contributi IVS.

Qual è la soglia di reddito per il taglio del 7%?

Per beneficiare di una riduzione più elevata, del 7%, la retribuzione imponibile del lavoratore non deve eccedere 1.923 euro mensili. Questa riduzione maggiore è quindi riservata a coloro che si trovano in una fascia di reddito più bassa.

Come influisce il taglio del cuneo fiscale sulla tredicesima?

Il taglio del cuneo fiscale non ha effetti sulla tredicesima mensilità. Ciò significa che, nel calcolare l’esonero contributivo relativo a questo taglio, la tredicesima non viene considerata né influenzata dalla misura.

Chi può beneficiare del taglio del cuneo fiscale?

Possono beneficiare del taglio del cuneo fiscale tutti i lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico che privato, inclusi i rapporti di apprendistato, a condizione che rispettino le soglie di retribuzione imponibile sopra indicate. I lavoratori domestici, invece, sono esclusi da questa misura.

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