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Torna la leva volontaria, l’ipotesi del governo

Torna la leva volontaria, l’ipotesi del governo: vediamo cosa prevede il disegno di legge. Sulla questione spingono Fratelli d’Italia e la Lega. La mini naja non dovrebbe durare oltre 40 giorni: vediamo in cosa consiste e quali sono gli eventuali vantaggi. Come funziona nel resto d’Europa.

di Redazione

Maggio 2023

Torna la leva volontaria, il governo Meloni continua a parlarne: l’ipotesi diventa sempre più probabile. (scopri le ultimissime notizie sul lavoro sempre aggiornate. Ricevi su WhatsApp e sul canale Telegram la rassegna stampa con le ultime novità sui concorsi e sul mondo del lavoro. Resta sempre aggiornato sulla nostra pagina Facebook e Prova il nostro tool online per la ricerca di lavoro in ogni parte d’Italia. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Nei giorni scorsi è stata la stessa presidente del Consiglio a riproporre l’argomento. Lo ha fatto nel corso dell’adunata nazionale degli alpini a Udine: «È un tema che si può affrontare come ipotesi volontaria, alternativa al servizio civile».

Sull’argomento potrebbe interessarti sapere quanto guadagna un militare in missione; c’è un post che spiega invece quali sono i limiti di età per partecipare ai concorsi militari.

Torna la leva volontaria: 40 giorni

Sul tema si era già espresso e lo ha ribadito anche nei giorni scorsi, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha rimarcato il concetto di “mini-maja”.

«L’addestramento in 3 settimane – ha dichiarato – non ci può essere, ma se lo portiamo a 40 giorni, ovvero il tempo che una volta veniva dedicato al Car e preparava la base dei addestramento dei militari, allora potrebbe esserci una legge che consente a chi vuole, quindi volontariamente, di partecipare alla vita delle Forze Armate».

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Torna la leva volontaria: disegno di legge

Esponenti di Fratelli d’Italia e della Lega stanno preparando un disegno di legge che prevede proprio l’istituzione della mini naja su base volontaria.

«L’obiettivo – ha precisato La Russa – è quello di rimpinguare le associazioni d’arma, che senza leva vanno naturalmente invecchiando fino a esaurimento, e permettere a tanti giovani che lo desiderano di far parte delle forze armate, esprimere il loro desiderio di onorare la patria con un servizio quanto meno di un certo periodo e su base volontaria».

Nei mesi scorsi non erano mancate proposte un po’ più estreme, come il ripristino della leva obbligatoria. Ma l’ipotesi è stata bocciata. Il motivo lo spiega un esponente di Fratelli d’Italia (che sul tema giovani/servizio militare è particolarmente sensibile), Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento: «Credo sia complesso ripristinare la leva obbligatoria. Per motivi economici, gestionali e logistici. Ma si può pensare a una piccola leva che può avvicinare i giovani alla responsabilità di appartenere alle istituzioni, alla serietà, ai compiti e alla disciplina».

Tra i favorevoli alla mini naja anche il segretario della Lega, Matteo Salvini. Ha così sintetizzato il suo pensiero sulla pagina Facebook: «C’è un progetto di legge della Lega per offrire la possibilità di un servizio militare o civile universale a ragazze e ragazzi fino a 26 anni, sia attraverso una formazione militare di base e specialistica, sia con un’esperienza nell’ambito della Protezione civile e di soccorso pubblico, garantendo il mantenimento del posto di lavoro e riconoscendo il servizio in ambito lavorativo e di studio. È una scelta di solidarietà e di impegno pubblico, oltre che una straordinaria esperienza di vita».

Torna la leva volontaria: come funziona la mini naja

L’ipotesi sulla quale sta lavorando il governo prevede di istituzionalizzare un periodo formativo di 40 giorni per i giovani tra i 16 e i 25 anni. Il “servizio” non prevede una retribuzione.

Nel corso dei 40 giorni ci saranno:

Al termine della mini naja l’amministrazione rilascerà un attestato che potrà essere usato per l’inserimento sul mercato del lavoro. Il titolo potrà essere valutato anche ai fini della nomina come ufficiale di complemento e sarà possibile anche acquisire dei crediti formativi universitari.

Torna la leva volontaria: l’addio 23 anni fa

La leva obbligatoria è stata eliminata in Italia 23 anni fa. All’epoca il ministro della Difesa, e artefice della riforma, era l’attuale presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

L’addio alla naja è stato stabilito nell’ottobre del 2000, quando c’è stato il via libera definitivo del Senato. La leva, si legge in quella normativa, è possibile solo in caso di guerra o di particolari casi di crisi.

All’epoca solo Rifondazione comunità votò contro. Mentre Verdi e Pdci si sono astenuti.

Con la riforma Mattarella si prevede l’addio al reclutamento dei militari di leva (in sette anni), che saranno gradualmente sostituiti da personale volontario in servizio permanente. 

La riforma sarà poi portata a compimento nel 2006 (con la legge Martino), quando c’era anche già stata una progressiva riduzione del numero degli ufficiali e dei sottufficiali.

Torna la leva volontaria, l’ipotesi del governo
Torna la leva volontaria, l’ipotesi del governo

Torna la leva volontaria: così in Europa

Ma in Europa come funziona, ci sono ancora Paesi dove è prevista la leva obbligatoria? Sì, ci sono, questi 8:

Per le donne l’obbligo esiste solo in Svezia.

In tutto il resto del continente la leva obbligatoria è stata annullata tra il 1992 e il 2011. In Lussemburgo non esiste dal 1967.

Molti dei Paesi dove la leva ancora è in vigore sono limitrofi o confinanti con la Federazione Russa (Estonia, Lituania, Finlandia e Svezia).  In altri, come Cipro e la Grecia sono forti le tensioni con le nazioni confinanti.

In altre nazioni la leve è volontaria, come in Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Ungheria, Romania e Irlanda.

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