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Tredicesima enti locali 2023

Tredicesima ed enti locali 2023: quando viene pagata? Spetta anche l'aumento della tredicesima? Scopri tutto in questo approfondimento.

di Carmine Roca

Dicembre 2023

In questo approfondimento vi parleremo di tredicesima ed enti locali 2023 (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Tredicesima ed enti locali 2023: a chi spetta?

Per enti locali (detti anche enti territoriali locali) si intende quegli enti pubblici che operano in un determinato e ristretto ambito territoriale, perseguendo interessi di natura circoscritta al territorio.

Sono enti pubblici, ad esempio:

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Tredicesima ed enti locali 2023: quando viene pagata?

Quando viene pagata la tredicesima ai dipendenti degli enti locali? La mensilità aggiuntiva, conosciuta anche come gratifica natalizia, viene versata in un’unica soluzione insieme alla retribuzione di dicembre che, per l’occasione viene anticipata rispetto alla data consueta del 27 del mese.

A dicembre, il pagamento di stipendio e tredicesima per i dipendenti degli enti locali è atteso tra il 18 e il 20 dicembre.

Aumento tredicesima 2023: di cosa si tratta?

Con il decreto legge numero 145 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 ottobre scorso, il governo ha anticipato alcuni interventi previsti nella prossima Legge di bilancio.

All’articolo 3 si parla di “Anticipo rinnovo contratti pubblici”, un argomento che ingloba anche l’erogazione, ai dipendenti pubblici, di una “super tredicesima” pari alla misura del beneficio già presente in busta paga a partire dal luglio 2022, come anticipazione dei rinnovi.

Si tratterebbe di una sorta di indennità di vacanza contrattuale, pari all’importo moltiplicato per 6,7. Ad averne diritto sono i dipendenti delle amministrazioni statali con contratto a tempo indeterminato (sono esclusi i dipendenti con contratto a termine e quelli in regime di diritto pubblico.

L’erogazione è “in via eccezionale” e “salvo eventuali successivi conguagli”, “a valere sul 2024”.

Decreto legge numero 145: chiarimenti

Riguardo la voce “dipendenti delle amministrazioni statali”, probabilmente ci ritroviamo di fronte a un errore del legislatore, in quanto è improbabile che il beneficio venga destinato soltanto ai dipendenti ministeriali (si parlerebbe, in questo caso, di un bonus spropositato da 8.000 euro a testa) e non agli ENPE e alle Agenzie.

Anche perché al comma 2 del decreto legge sopra accennato si parla di risorse per 2 miliardi di euro, che, dunque, verrebbero ripartite tra tutti i dipendenti pubblici del comparto delle Funzioni centrali (ministeri e amministrazioni), oltre che dei dipendenti dell’Istruzione e ricerca.

Un’altra contraddizione riguarda la voce “a valere sul 2024”. Dal momento che il Bonus verrebbe pagato a dicembre 2023, rimane da capire come agirà l’eventuale conguaglio.

L’aumento tredicesima spetta anche ai dipendenti degli enti locali?

Nel comma 3, invece, si parla delle altre componenti del pubblico impiego contrattualizzato, cioè gli enti locali e il Sistema Sanitario Nazionale.

Ricordiamo che la legge nazionale non provvede mai autonomamente, ma apre alla possibilità che enti locali, aziende sanitarie e Regioni si allineino nell’erogazione del beneficio.

Dunque, per il personale della Sanità pubblica e per i dipendenti degli enti locali, il bonus non è obbligatorio e saranno le singole Regioni a decidere nel merito, anche in base alle proprie situazioni finanziarie, considerato che gli oneri sono a carico dei bilanci degli enti regionali.

Taglio del cuneo fiscale e tredicesima: come funziona?

Un altro argomento che interessa i beneficiari della tredicesima negli enti locali è il taglio del cuneo fiscale.

Iniziamo subito col dire che la tredicesima viene esclusa dall’aumento della percentuale di taglio contributivo rispetto a quella in vigore nella prima parte del 2023.

Ricordiamo che, l’articolo 39, comma 1, del decreto legge numero 48 del 2023 ha previsto l’aumento dell’esonero contributivo per i periodi di paga dal 1° luglio al 31 dicembre 2023, di 4 punti percentuali oltre il 2% (per i redditi fino a 35.000 euro) e al 3% (per i redditi fino a 25.000 euro), già fissato in precedenza.

Parliamo, dunque, di uno sconto contributivo totale del 6% (per i redditi da 25.000 a 35.000 euro) e del 7% (per i redditi fino al 7%).

Ebbene, la tredicesima non rientra nell’aumento del 4%. Significa che sulla mensilità aggiuntiva rimangono fissati gli “sconti” del 2% (per i redditi da 25.000 a 35.000 euro) e del 3% (per i redditi fino a 25.000 euro).

In caso di erogazione della tredicesima frazionata in ratei mensili, l’applicazione avviene nella misura del 2%, se il rateo mensile della tredicesima non eccede i 224 euro (2.692 euro diviso 12) e nella misura del 3%, se il rateo mensile della tredicesima non eccede i 160 euro (1.923 euro diviso 12).

Tredicesima ed enti locali 2023
Tredicesima ed enti locali 2023: in foto una dipendente di un ente locale, sorridente.

Faq sulla tredicesima ai dipendenti

Spetta la tredicesima con contratto a tempo determinato?

, la mensilità aggiuntiva, chiamata pure gratifica natalizia (perché viene pagata nel periodo di Natale) spetta pure al lavoratore o alla lavoratrice con contratto a tempo determinato, anche in caso di rinnovo proroga del contratto.

La tredicesima verrà detassata a dicembre 2023?

Purtroppo no: la detassazione della tredicesima mensilità per i lavoratori dipendenti non è stata inserita nella prima stesura della Legge di bilancio 2024. Al netto di improbabili cambi di rotta, la tredicesima non verrà detassata per il prossimo anno: niente soldi in più in busta paga.

In caso di dimissioni si ha diritto alla tredicesima?

Se mi dimetto da lavoro, ho comunque diritto alla tredicesima? La risposta è affermativa: a un lavoratore dipendente, dimissionario, spettano di diritto tutte le competenze maturate durante il rapporto di lavoro. Per competenze ci riferiamo ai ratei di tredicesima e quattordicesima (se prevista dal CCNL di riferimento), ma anche al TFR, alle ferie e ai permessi non goduti. E se le dimissioni sono state rassegnate per giusta causa, si ha diritto pure alla Naspi.

Spetta la tredicesima ai farmacisti?

farmacisti hanno diritto alla tredicesima, quelli assunti con CCNL Farmacie private, urbane o rurali, percepiscono la mensilità aggiuntiva nel periodo delle festività di Natale.

Come per gli altri lavoratori dipendenti, la tredicesima è pari a una mensilità della retribuzione di fatto, al netto degli assegni familiari. Il calcolo dei ratei di tredicesima e dell’importo spettante in busta paga dipende dalla maturazione della tredicesima nel corso dell’anno e dalle voci stipendiali fisse e continuative che costituiscono la retribuzione di fatto nel mese di dicembre.

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