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Tredicesime più alte nel 2023: per chi

Tredicesime più alte nel 2023: il governo ha deciso di accelerare i tempi, la misura potrebbe essere introdotta subito. Vediamo per chi e quanto potrebbe ricevere di più in busta paga. Quali sono i tempi per l’approvazione del provvedimento e i possibili ostacoli.

di Redazione

Settembre 2023

Tredicesime più alte nel 2023, quindi tra qualche mese e non nel 2024: il governo ha intenzione di inserire la misura nel decreto fiscale che precede la legge di Bilancio, in questo modo la detassazione dello stipendio aggiuntivo sarà operativa subito e non nel dicembre del prossimo anno. (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Tredicesime più alte nel 2023

L’ipotesi è stata annunciata pubblicamente dal ministro per l’Ambiente, Gilberto Picchetto. Il motivo di questa accelerazione è semplice: si cerca di rendere meno dolorosi, per le tasche dei cittadini, gli aumenti delle bollette e dei carburanti.

Se ne parla da tempo, ma ora l’ipotesi è diventata concreta.

In pratica: piuttosto che intervenire come lo scorso anno con bonus, taglio degli oneri di sistema e di parte delle accise, l’esecutivo sceglie la strada della detassazione delle tredicesime.

Ma come?

Come funziona la detassazione

Resta da chiarire in che modo e per chi sarà applicata la detassazione (parziale) delle tredicesime. Al momento le posizioni dei partiti sembrano in parte discordanti:

Si dovranno valutare i costi, le risorse a disposizione e poi decidere.

Di certo, rispetto alle pensioni, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, non ritiene che la questione preliminare sia quella di aumentare le minime. Il governo punta ad affrontare  il problema delle pensioni per chi oggi è giovane, puntando su tre aspetti:

Tredicesime più alte nel 2023: l’ipotesi

Ma per chi scatterà la detassazione delle tredicesime nel 2023? Non per tutti. L’ipotesi più probabile è questa: il beneficio sarà riconosciuto solo a chi ha un reddito da lavoro inferiore a 35.000 euro.

In pratica la stessa soglia individuata dal governo Draghi per il taglio del cuneo fiscale, poi ampliato dal governo Meloni quest’anno (misura che l’esecutivo punta a rinnovare e per la quale saranno necessarie risorse molto consistenti).

Tredicesime più alte nel 2023: accorciare i tempi

Il governo, come detto, ha intenzione di accorciare i tempi per riuscire ad adottare subito la parziale detassazione della tredicesima già a partire dal prossimo Natale.

Con la Legge di Bilancio e la pubblicazione dei decreti attuativi non sarebbe possibile avere il beneficio prima del dicembre 2024. Per questo motivo si punta a introdurre l’intervento nel decreto fiscale che anticipa la finanziaria. Così sarebbe subito operativa.

Il taglio dell’imposizione fiscale sulla tredicesima rientra dunque all’interno degli obiettivi della riforma fiscale, che ha lo scopo di ridurre gli scaglioni Irpef da 4 a 3 (leggi chi ci guadagna).

Sebbene la delega non menzioni espressamente il cambio da quattro a tre scaglioni di reddito, la relazione tecnica allegata indica che le regole attuali sulla tassazione personale sono vaghe e non permettono una valutazione precisa delle entrate previste. Questa relazione suggerisce un percorso in cui, inizialmente, si potrebbero ridurre gli scaglioni a tre e, in seguito, a due.

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Come sono tassate oggi le tredicesime

L’obiettivo è quello di portare la tassazione delle tredicesime al 15%, come la flat tax. Un risparmio consistente rispetto all’attuale prelievo fiscale, che oscilla tra il 23 e il 43%, come puoi vedere in questa tabella.

Scaglioni di reddito (€)Aliquota
fino a 15.00023%
da 15.000,01 a 28.00025%
da 28.000,01 a 50.00035%
oltre 50.00043%

Detassazione delle tredicesime: quanto si guadagna?

Ma vediamo cosa accadrebbe in concreto per le buste paga dei dipendenti con la parziale detassazione delle tredicesime.

Se si ha un reddito annuale di 15mila euro, l’Irpef diminuirebbe, passando da 230 euro a 150 euro, permettendo un risparmio di 80 euro. Per un lavoratore con un guadagno di 20mila euro, l’Irpef si ridurrebbe da 400 a 240 euro, con un risparmio di 160 euro. 

Man mano che il reddito aumenta, i benefici crescono: un reddito di 25mila euro comporterebbe un risparmio di 200 euro, mentre chi guadagna 30mila euro avrebbe un risparmio di 480 euro. 

Infine, per chi guadagna 35mila euro, il risparmio sarebbe di circa 560 euro.

Nell’ipotesi, al momento un po’ remota, di una estensione della detassazione a redditi superiori a 35.000 euro, l’aumento potrebbe crescere in modo esponenziale.

Un esempio: chi ha uno stipendio annuo di 80.000 euro, porterebbe a casa un guadagno ulteriore di 1.792 euro.

In sostituzione delle attuali aliquote, verrebbe applicata, come detto, una tassa sostitutiva agevolata alla tredicesima, che ridurrebbe la tassazione sull’importo versato in busta paga. Questo permetterebbe ai lavoratori di ricevere una somma maggiore in occasione delle festività natalizie.

Attualmente, come abbiamo visto, le aliquote Irpef oscillano tra il 23% e il 43%, a seconda del reddito guadagnato. Tuttavia, con questa proposta, la tassazione sulla tredicesima mensilità dei dipendenti sarebbe uniformata ad una “tassa piatta” del 15%, seguendo l’esempio delle regolamentazioni già in vigore per le partite Iva.

Vediamo in questo video a chi spetta la tredicesima

Il problema dei fondi

Per attuare l’anticipo della misura, il governo ha bisogno di trovare fondi adeguati entro il 2023, al di fuori della legge di Bilancio. Il Ministero dell’Economia sta esplorando il bilancio alla ricerca di fondi assegnati ad altre iniziative ma non spesi o spesi meno del previsto. Questo è stato il caso, ad esempio, con l’Assegno unico l’anno scorso. Giancarlo Giorgetti del Mef ha affermato che trovare questi fondi non sarà semplice.

Come non sarà semplice neppure per le altre misura in programma: al momento sono disponibili 8,5 miliardi di euro. Ne servirebbero per realizzare tutti gli obiettivi proposti dai partiti di governo più di 40.

A qualcosa bisognerà rinunciare, ma si farà di tutto per introdurre la detassazione delle tredicesime.

Del resto con l’inflazione che anche nel 2023 è stata molto sostenuta e gli stipendi che in larga parte restano fermi al palo, l’unica chance per non far perdere potere d’acquisto ai cittadini è quella di aumentare il netto in busta paga.

In pratica lo stesso identico motivo che ha convinto il governo della necessità di sacrificare altri obiettivi pur di confermare la riduzione del taglio del cuneo fiscale, che nel corso dell’anno ha prodotto un incremento in busta paga che oscilla tra gli 80 e i 100 euro.

Quando sarà presa la decisione

Il governo deciderà nelle prossime settimane, quando verrà rilasciato il Documento di Economia e Finanza. C’è una data limite, il 27 settembre. Entro quel giorno il quadro entro il quale ha deciso di muoversi l’esecutivo sarà molto più definito.

Sapremo ovviamente anche se ci saranno tredicesime più alte nel 2023 e per chi.

Tredicesime più alte nel 2023: per chi
Nella foto un dipendente ha ricevuto una tredicesima più alta.

FAQ (Domande e risposte)

Perché il governo ha deciso di detassare le tredicesime?

Il governo ha optato per la detassazione delle tredicesime come risposta all’aumento delle bollette e dei carburanti, con l’obiettivo di alleggerire il peso finanziario per i cittadini. Piuttosto che utilizzare metodi precedenti, come i bonus e il taglio di alcuni oneri, l’esecutivo ha deciso di seguire la strada della detassazione. Questa scelta è motivata dalla necessità di conservare il potere d’acquisto dei cittadini, specialmente alla luce dell’inflazione elevata nel 2023 e degli stipendi che in larga parte non hanno visto aumenti significativi.

Chi riceverà una tredicesima più alta nel 2023?

La detassazione delle tredicesime nel 2023 non sarà estesa a tutti. L’ipotesi più probabile suggerisce che il beneficio verrà concesso solamente a coloro che hanno un reddito da lavoro inferiore a 35.000 euro. Questa soglia coincide con quella stabilita dal governo Draghi per il taglio del cuneo fiscale, una misura poi estesa dal governo Meloni.

Quali sono gli ostacoli da superare per approvare il provvedimento?

Gli ostacoli principali riguardano la reperibilità dei fondi necessari per la realizzazione di questa iniziativa. Per mettere in atto questa misura entro il 2023, il governo deve individuare risorse adeguate al di fuori della legge di Bilancio. Il Ministero dell’Economia sta cercando nel bilancio fondi precedentemente destinati ad altre iniziative ma non utilizzati o utilizzati in misura minore di quanto previsto. Questa ricerca non è semplice, come affermato da Giancarlo Giorgetti del Mef. Inoltre, l’attuale disponibilità è di 8,5 miliardi di euro, ma per realizzare tutti gli obiettivi proposti dai partiti di governo, servirebbero più di 40 miliardi. Dunque, potrebbero essere necessari alcuni compromessi.

Entro quanto tempo il governo dovrà decidere sulla detassazione delle tredicesime?

Il governo prenderà una decisione nelle prossime settimane, in concomitanza con la pubblicazione del Documento di Economia e Finanza. Esiste una scadenza precisa, il 27 settembre. Entro questa data, si avrà un’idea chiara della direzione in cui l’esecutivo intende muoversi, e si saprà se le tredicesime più alte saranno una realtà nel 2023 e, in caso affermativo, per quali fasce di reddito.

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