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Basta un abuso dei permessi 104 per il licenziamento

Basta un abuso dei permessi con la Legge 104 per il licenziamento? Ecco cosa ha sentenziato la Cassazione, cosa si può fare e quando si configura un abuso.

di Carmine Roca

Maggio 2024

In questo articolo vedremo insieme se basta un abuso dei permessi con la Legge 104 per il licenziamento (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Basta un abuso dei permessi con la Legge 104 per il licenziamento?

Per la Cassazione, basta un abuso dei permessi con la Legge 104 per il licenziamento. Con la sentenza numero 17102 del 2021 ha stabilito che un solo comportamento sbagliato, commesso dal lavoratore in permesso con la 104, giustifica l’interruzione di un rapporto lavorativo.

La Cassazione ha dato torto a un uomo, dipendente di un’azienda, titolare dei permessi con la Legge 104 per l’assistenza alla madre con disabilità. Questi si era intrattenuto in attività incompatibili con l’assistenza, essendosi recato, nello stesso giorno, prima al mercato, poi al supermercato e infine al mare con la famiglia, piuttosto che presso l’abitazione della madre, convivente con il marito.

Inoltre, l’uomo non aveva comunicato il cambio di residenza della madre presso la sua abitazione, se non dopo le contestazioni disciplinari, con conseguente impossibilità per il datore di lavoro di eseguire i controlli.

Per questi motivi, l’uomo era stato licenziato dall’azienda. Aveva presentato ricorso, respinto in secondo grado e dalla Cassazione.

Non è necessario, per la Cassazione, reiterare nel comportamento errato. Inoltre l’abuso dei permessi con la Legge 104 è a tutti gli effetti una truffa ai danni dell’INPS, dal momento che i giorni di permesso vengono retribuiti al lavoratore: è il datore di lavoro ad anticipare la somma e poi a recuperarla dall’istituto previdenziale.

Essendo l’abuso dei permessi con la Legge 104 un reato procedibile d’ufficio, non è necessaria la segnalazione dell’azienda.

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Permessi con la Legge 104: si può essere controllati?

Il datore di lavoro può eseguire controlli sui dipendenti, ingaggiando investigatori privati che seguono gli spostamenti del lavoratore, anche al di fuori dell’orario di lavoro e nelle ore libere.

Questo, infatti, non lede la privacy del dipendente, come stabilito dalla sentenza della Corte di Cassazione numero 4984 del 2014.

Permessi con la Legge 104: cosa è possibile fare?

La Legge 104 consente al lavoratore con disabilità grave o al caregiver che presta assistenza al coniuge o a un familiare portatore di handicap in situazione di gravità, di beneficiare di 3 giorni di permessi mensili, frazionabili in ore (2 al giorno, se l’orario di lavoro è pari o superiore alle 6 ore; un’ora al giorno in caso di orario lavorativo inferiore alle 6 ore).

Essendo riconosciuti ai caregiver per l’assistenza a familiari con disabilità, i permessi lavorativi vanno utilizzati con questo scopo, anche se, per legge, l’assistente non è obbligato a stare 24 ore su 24 in casa con l’assistito.

Può tranquillamente uscire di casa per andare al supermercato oppure in farmacia, o ancora può accompagnare il coniuge o il familiare con disabilità a una visita medica.

Inoltre può anche prendersi un po’ di tempo libero per faccende personali o per riposare, senza risultare inadempiente nei confronti del suo assistito, come ribadito dalla sentenza numero 7306 della Corte di Cassazione, pubblicata nel 2023.

Durante le ore di permesso, il caregiver può riposare e recuperare le energie perdute a lavoro o nell’assistenza al familiare. Anche prendere un caffè al bar o praticare sport è consentito dalla legge.

Permessi con la Legge 104: quando si configura un abuso?

L’importante è non abusare delle ore e dei giorni di permesso, utilizzandole impropriamente, pensando soltanto ai fatti propri, senza prestare alcuna cura alla persona con disabilità.

Utilizzare la totalità o buona parte dei giorni o delle ore di permesso per andare al mare, al cinema, al teatro, incontrare amici o riposare comporta un abuso del diritto. Lo stesso vale se, durante la fruizione dei permessi, il beneficiario svolgesse un altro lavoro.

Il rischio è di compromettere il posto di lavoro e di essere licenziati, come visto in apertura di articolo.

Basta un abuso dei permessi con la Legge 104 per il licenziamento
Basta un abuso dei permessi con la Legge 104 per il licenziamento: in foto un uomo disperato per il licenziamento.

Faq sui permessi con la Legge 104

Chi vigila sull’utilizzo corretto dei permessi Legge 104

È compito del datore di lavoro vigilare sull’utilizzo corretto dei permessi 104 e ha il diritto di eseguire controlli per verificarlo. È fondamentale che i dipendenti rispettino le condizioni stabilite per l’uso corretto dei permessi 104 e agiscano correttamente nei confronti del datore di lavoro e dell’INPS per evitare sanzioni e licenziamenti.

Il datore di lavoro può controllare le attività del dipendente titolare di Legge 104 quando si assenta da lavoro per fruire di un permesso. Ecco tutto quello che devi sapere su Legge 104 e controlli investigativi.

È possibile modificare la scelta dei permessi per la Legge 104?

Sì, la scelta se siano meglio 3 giorni o 2 ore al giorno con i permessi per la Legge 104 non è vincolante e può essere modificata da un mese all’altro, anche all’interno dello stesso mese. Se desideri cambiare le ore di permesso già richieste durante il mese, dovrai convertirle in giorni e calcolare la parte residua a disposizione.

Si ha diritto ai permessi con la Legge 104 se l’assistito è ricoverato in ospedale?

 l’articolo 3, comma 3 della Legge 104 spiega che, per avere diritto ai permessi retribuiti è necessario che il familiare da assistere non sia ricoverato a tempo pieno in una struttura ospedaliera pubblica o privata, che preveda un’assistenza sanitaria continuativa.

Ma cosa si intende per “tempo pieno”L’INPS (circolare numero 155 del 2010) e il Dipartimento della Funzione Pubblica (circolare numero 13 del 2010) hanno chiarito che per “ricovero a tempo pieno” si intende quello applicato per tutte le 24 ore del giorno.

Quali sono le eccezioni che rendono possibile la fruizione dei permessi con ricovero ospedaliero?

Con la circolare numero 32 del 2012, l’INPS ha individuato tre situazioni che permettono al lavoratore di avere diritto ai permessi, anche se il familiare disabile è ricoverato in ospedale.

Questo avviene:

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