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Terapie salvavita e periodo di comporto: come funziona

Oggi vi parliamo di terapie salvavita e periodo di comporto: come funziona? (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Terapie salvavita e periodo di comporto: si computano?

Quando si è sottoposti a terapie salvavita, ovvero quelle praticate in rianimazione o, comunque, fondamentali per la tenuta in vita del malato, il periodo di assenza da lavoro rientra nel periodo di comporto?

Con la sentenza numero 9384, del 2 gennaio 2023, il Tribunale di Roma ha dichiarato che questo tipo di assenze non vanno conteggiate ai fini del superamento del periodo di comporto, durante il quale il lavoratore ha diritto alla conservazione del rapporto lavorativo in caso di malattia.

Dunque, le giornate di ricovero dovute a terapie salvavita, come radioterapia o chemioterapia, non rientrano nel computo dei giorni di malattia, anche se non è presente alcuna previsione del CCNL di riferimento.

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Quali sono le terapie salvavita?

Ma affinché si parli di terapia salvavita devono essere rispettati questi due requisiti:

L’accertamento della grave patologia determina l’esclusione dal periodo di comporto delle assenze dovute ai giorni di ricovero ospedaliero (o di day hospital) e ai giorni di assenza correlati agli effetti collaterali delle terapie salvavita.

Ricordiamo che, già nel 2021, con la sentenza numero 28, la Corte Costituzionale si era espressa favorevolmente sull’argomento.

La Consulta dichiarò costituzionalmente illegittimo l’articolo 68, comma 3, del D.P.R. n. 3/1957 (il Testo Unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato) nella parte in cui, in presenza di gravi patologie che richiedano terapie temporaneamente e/o parzialmente invalidanti, il periodo di assenza non è escluso dai 18 mesi di assenza consentita per malattia.

Cos’è il periodo di comporto?

Per periodo di comporto si intende quel lasso di tempo durante il quale il lavoratore in malattia conserva il suo posto di lavoro.

Il periodo di comporto non è uguale per tutti i dipendenti, ma cambia a seconda del tipo di contratto (a termine o a tempo indeterminato), dell’inquadramento, dell’anzianità e del contratto collettivo applicato.

Il periodo massimo di assenza per malattia o infortunio è disciplinato dai CCNL di categoria.

Si differenzia il comporto secco, ovvero il termine di conservazione del posto di lavoro in caso di un’unica malattia di lunga durata dal comporto per sommatoria, che consiste nel periodo di conservazione del posto di lavoro nel caso in cui il dipendente abbia più malattie.

Periodo di comporto: quando scatta il licenziamento?

Che cosa succede, però, se il periodo viene superato? Il dipendente viene licenziato?

Licenziare un proprio dipendente per il superamento del periodo di comporto richiede approfondite motivazioni, onde evitare che la lettera di licenziamento venga impugnata dal lavoratore.

Il licenziamento per superamento del periodo di comporto deve avvenire soltanto dopo aver verificato che non vi siano malattie escluse dal comporto stesso, dal momento che alcuni CCNL escludono tipi di patologie che per natura o gravità vengono trattate con più attenzione, come ad esempio le malattie oncologiche.

Terapie salvavita e periodo di comporto: in foto una donna sottoposta a chemioterapia e sua figlia.

Faq sul periodo di comporto e malattia

Cosa significa eccessiva morbilità?

Si parla di eccessiva morbilità quando, superato il periodo di comporto, l’azienda decida di licenziare il dipendente, motivando le ragioni dell’azione.

Quanti giorni di malattia spettano alle badanti?

Il numero di giorni di malattia che spettano alle badanti dipende dall’anzianità di servizio.

Se fino a 6 mesi, il CCNL prevede il riconoscimento di 8 giorni di malattia pagati dal datore di lavoro. In caso di anzianità di servizio da 6 mesi a 2 anni, il CCNL prevede il riconoscimento di 10 giorni di malattia pagati dal datore di lavoro. Se l’anzianità di servizio è superiore a 2 anni, il CCNL prevede il riconoscimento, da parte del datore di lavoro, di 15 giorni di malattia, con le stesse modalità di pagamento dei casi precedenti.

Come funziona la trattenuta per malattia per i dipendenti pubblici?

Con la circolare numero 10 del 2011, il Dipartimento Funzione Pubblica ha confermato che per i primi 10 giorni di ciascun periodo di malattia deve essere erogato soltanto il trattamento economico fondamentale definito dai contratti collettivi.

Se il periodo di malattia è superiore a 10 giorni, dall’11° giorno è escluso il solo trattamento accessorio variabile; se il periodo di malattia è superiore a 15 giorni, dall’11° giorno di malattia è corrisposto anche il trattamento economico variabile.

In malattia maturano ferie, TFR e mensilità aggiuntive?

Sì, in malattia maturano ferie, TFR, mensilità aggiuntive (tredicesima e quattordicesima) e pure i contributi previdenziali.

Dunque, il dipendente che si assenta a causa di un’influenza o a causa di qualcosa di più serio, continua a maturare le ferie, così come il diritto ai permessi retributivi (ROL). Inoltre, sempre durante il periodo di assenza per malattia, continua a maturare il suo TFR e le mensilità aggiuntive (tredicesima e, se ne ha diritto, anche la quattordicesima).

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